Intervenuto su Gr Parlamento“La politica nel pallone”, il presidente dell’Aia Marcello Nicchi ha rilasciato alcune dichiarazioni nei riguardi di un tema che è strettamente legato alla Serie A e che, a partire dalla prossima stagione, diventerà parte integrante del calcio italiano.
Stiamo parlando della Var, sistema che permetterà agli arbitri di verificare con l’ausilio di alcuni replay azioni di gioco sui quali ci sono dubbi, in modo tale da adottare provvedimenti e decisioni giuste, evitando così polemiche.
Nicchi ha affermato che il sistema potrebbe arrivare in qualsiasi momento e che stanno aspettando il via libera dell’International Board per usare un meccanismo che darà sicurezza, tranquillità e “protezione” agli stessi giudici di gara ed anche ai calciatori.
Ecco quanto detto:
“Il via libera dell’International Board alla Var potrebbe arrivare in qualsiasi momento, tra un’ora, una settimana o un mese. L’importante e’ che arrivi entro l’inizio del campionato, noi stiamo espletando tutte le procedure necessarie. Arbitri addizionali di porta? E’ impossibile che coesistano come organico e risorse economiche, e poi non e’ necessario per fare quello che si deve fare. L’arbitro di area si trasformera’ in arbitro di video. Abbiamo chiesto di avviare subito questo strumento tecnologico perche’ ci sentiamo pronti, come tutte le cose nuove speriamo portino buoni risultati. Per noi sara’ un impegno gravoso, ma l’interesse e’ il gioco del calcio. Bisogna valutare gli organici, come utilizzare gli arbitri, con l’arrivo del Var non ci saranno arbitri d’area, ma dovremo restaurare il quarto uomo come ufficiale, non piu’ come assistente, in caso di infortunio dell’arbitro. Sono comunque tutte cose fattibili in 24 ore. I fischietti si sentiranno aiutati, non sminuiti. In caso di protesta inusitata per una cosa che ha gia’ valutato bene non chiedera’ il supporto, altrimenti si andra’ vedere il filmato e tutti zitti. Come per il gol-non-gol, avete visto come succede. L’arbitro fa vedere l’orologio e a quel punto dice ‘cosa vuoi da me?’. Non solo agli arbitri, ma anche agli stessi giocatori la Var portera’ tranquillita’ e serenita’. Anche il giocatore si sentira’ ‘protetto’, mentre la decisione finale sara’ sempre la sua. Al momento, comunque, non e’ previsto che siano gli attori in campo a chiedere l’intervento video, magari nei prossimi anni il protocollo sara’ integrato e modificato. Per il momento non e’ come nella pallavolo dove spettano due interventi ciascuno, qui la macchina c’e’ sempre e puo’ intervenire piu’ di una volta, anzi tutte quelle volte che sara’ necessario. Bisogna andare con calma e per gradi. Non andiamo a pensare gia’, dopo la Var, quale sara’ il prossimo passo, se ci sara’ uno con l’elicottero sopra lo stadio… Stiamo con i piedi per terra, non va snaturato il gioco e non bisogna interferire troppo sul gioco altrimenti diventerebbe un gioco di due ore anziche’ di una. Bisogna andare per gradi, cosa ci sara’ da fare dopo lo valuteremo. Se ci saranno specialisti o meno e’ prematuro dirlo, in Italia utilizzeremo arbitri in attivita’, questa e’ la cosa certa, chi andra’ a visitare il monitor la domenica deve avere la stessa preparazione di chi e’ in campo, avra’ fatto raduni, allenamenti, tutto quello che gli arbitri fanno a Coverciano da diverso tempo. Sono stati fatti investimenti e le dovute sperimentazioni negli stadi italiani, tranne due-tre eccezioni, noi siamo pronti perche’ gli altri ci hanno detto che siamo pronti. All’80% sono gia’ stati testati tutti gli stadi. In Italia si partira’ dalla prossima stagione, non gia’ dalla finale di Tim Cup di quest’anno perche’ non si puo’ utilizzare uno strumento nuovo in una sola partita. Quando partira’ il campionato, quando accadra’ qualcosa di scoordinato in una aprtita verra’ messa a punto nella prossima. Non ha senso fare la Var in una sola partita. Per il momento gli arbitri non parleranno. Fatecela mettere in atto la Var, poi vedremo, magari da qui ai prossimi anni non si sentira’ piu’ bisogno di parlare di arbitraggio. Noi arbitriamo e cerchiamo di arbitrare bene senza l’ausilio della Var, poi la utilizzeremo, a quel punto qualcuno ci spieghera’ perche’ un calciatore ha sbagliato un rigore, non perche’ l’arbitro non l’ha visto. La sudditanza psicologica? Vecchie chiacchiere di chi non vuole parlare di calcio. Anziche’ addossare a un arbitro la sconfitta magari si vedra’ dentro lo spogliatoio cosa non e’ andato. Ci sono due cose che si potrebbero fare, intanto chi diffonde calcio, scrive e parla, smetta di dar fondo alle polemiche, che nascono quando ci si disinteressa allo spettacolo per dare conto alle persone. La cosa migliore e’ non parlarne, questi raduni sono utili, bisognerebbe farne di piu’, ma servirebbe piu’ partecipazione. Puo’ darsi che il tempo effettivo sia il prossimo passo. Non so, bisogna vedere. I tempi sperimentati fino a oggi sono tempi veramente brevi, piu’ brevi della protesta o dell’accerchiamento all’arbitro – ricorda Nicchi -. Se valutiamo che, in media, il tempo di recupero oscilla da zero a sette minuti, non credo ci sia bisogno di spendere altri soldi per il recupero, ma se lo vogliono fare non ci mettiamo di traverso. Mi domando pero’: una partita o un campionato si decide per un gol o un intervento arbitrale nei tempi di recupero? Non e’ questo il problema, e’ ovvio: se giochi bene per 90′ sarai pronto a giocarne 93’… Credo che il tempo effettivo sia piu’ da giochi dove ci si ferma e si riparte, meno per il calcio. Sono comunque tutte cose da vedere e da pensare. Vediamo dove vorranno portare il calcio”

 

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