Spesso si dice “l’Italia non è un paese per giovani”, e spesso si azzecca, che si parli in tono generico della nazione, che si parli in modo dettagliato di quella pallonara.

Proviamo a smentire queste dicerie, scegliamo una formazione ideale della Serie A costituita unicamente da calciatori under 23, dunque che non abbiano ancora superato i 23 anni. Le scelte saranno sensate, si seguirà un equilibrato 4-3-3 con ragazzi, perché ancora tali sono, che possano coesistere fra loro.

Per guidare quest’undici verde abbiamo scelto Thiago Motta, che con i suoi 39 anni è l’allenatore più giovane del campionato; inoltre, la tribolata salvezza, insperata a inizio stagione, deve pur valergli un premio, un riconoscimento.

Un veterano e tante piacevoli scoperte

Guglielmo Vicario (Empoli, 1996): E’ l’unico fuori-quota della formazione scelta. Tra i migliori portieri del campionato per prestazioni, l’ex Cagliari è il migliore anche tra i più giovani, che tali proprio non sono. Purtroppo non ci sono 23enni o meno tra i titolari, dunque abbiamo allargato il giro anche agli Under 25.

Pierre Kalulu (Milan, 2000): Lo utilizziamo nel suo ruolo originario, ovvero quello di terzino destro, sebbene quest’anno sia risultato essere tra i migliori centrali del campionato. Venuto fuori col tempo, ha mostrato una tenacia, una velocità e una bravura nell’1 vs 1 davvero da applausi. Pagato davvero briciole, adesso vale una fortuna.

Leo Skiri Ostigard (Genoa, 1999): Una delle poche note che non hanno stonato nel Genoa retrocesso. Ha brillato soprattutto in quel mesetto in cui segnare al Grifone sembrava un’impresa a tratti utopica. Centrale molto abile in marcatura e nel mantenere equilibrata la linea difensiva. Ha un gran futuro.

Alessandro Bastoni (Inter, 1999): Ecco il primo di altri giovani con già tanta esperienza sul groppone. Dopo lo scudetto dell’anno scorso, altra annata super per l’interista, autentico regista difensivo sull’out mancino grazie al suo solito piede incredibilmente educato. Da applausi la rete da fuori contro la Lazio a San Siro.

Aaron Hickey (Bologna, 2002): Il più giovane dell’intera formazione, il che gli rende ulteriore lustro. Dopo una stagione di ambientamento, lo scozzese si è reso protagonista di una crescita costante lungo tutto l’anno, prima da terzino e poi da quinto a sinistra. Prezioso e importante il bottino di 5 reti e 1 assist.

Mediana di qualità, classe e inserimenti

Sandro Tonali (2000, Milan): Vista la stagione da leader assoluto della squadra campione d’Italia, considerarlo una giovane promessa è quasi un insulto per lui. L’ex Brescia non è stato solo tra i migliori giovani, bensì uno dei migliori calciatori in assoluto. Qualità, grinta, cuore, personalità. Un patrimonio da custodire gelosamente dal valore quasi inestimabile.

Kristjan Asllani (2002, Empoli): Più “vecchio” di Hickey di soli pochi mesi, è lui l’altro “bimbo” della formazione. Venuto fuori nel girone di ritorno per sostituire il partente Samuele Ricci, l’albanese ha mostrato una personalità notevole, si è preso le chiavi del centrocampo dell’Empoli e non le ha più lasciate. Il gol a San Siro contro l’Inter la ciliegina sulla torta.

Davide Frattesi (1999, Sassuolo): Uno dei giovani top player del Sassuolo frizzante e divertente di Alessio Dionisi. 4 reti e 3 assist al primo anno di Serie A, ma assicuriamo che sarebbero potuti essere almeno quattro-cinque in più. Difatti, ha messo a segno ben 7 big chances fallite, secondo tra i centrocampisti, e addirittura 3 pali. Una presenza costante per tutto il campo.

Tridente di qualità e fantasia

Giacomo Raspadori (2000, Sassuolo): 10 reti e 5 assist alla prima vera stagione da titolare col suo Sassuolo, un bottino niente male. Attaccante brevilineo, agilissimo e bravissimo nel muoversi tra le linee. Ottimo fiuto del gol a cui unisce anche una disposizione al sacrificio notevole. Il futuro della Nazionale.

Dusan Vlahovic (2000, Juventus): Un girone d’andata da fenomeno proprio come la scorsa stagione, con 17 reti in 21 presenze con la Fiorentina, poi il trasferimento alla Juventus da circa 80 milioni di euro e un tanto discusso calo di rendimento. Tuttavia, non inserirlo sarebbe stata un’eresia. Attaccante completo che sarà tra i top mondiali, non c’è dubbio che tenga.

Rafael Leao (1999, Milan): Il miglior giovane della Serie A è anche il miglior giocatore in assoluto. Un rumoroso schiaffo a chi critica il campionato italiano per lo scarso utilizzo di giovani. Scherzi a parte, Leao ha compiuto un passo in avanti spaventoso, funambolo imprendibile fenomenale in chiave realizzativa (11 reti, 10 assist). Gioca, fa segnare, segna, si diverte, cresce sempre di più. What else?

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.