Passate sei giornate e già un ciclo importante di partite tra campionato e coppe europee, è già possibile tirare giù un primo borsino, scegliendo chi meglio ha figurato in questo inizio. In particolare, abbiamo stilato una top 11 schierata con un equilibrato e verosimile 4-3-3 tenendo conto delle prestazioni del singolo ma anche della squadra in cui il calciatore milita.

C’è dunque tanto Napoli in questo élite di giocatori, discriminante ampiamente giustificata dai risultati in campo, visto che gli azzurri sono attualmente primi a punteggio pieno con 18 punti su 18. Segue il Milan, altra squadra partita alla grande, con il pareggio a Torino contro la Juventus come unico stop stagionale in campionato.

La novità al comando: Mike Maignan

La scelta era di quelle ardue, poiché stanno ben figurando anche i vari Ospina e Musso, che meritano di certo una menzione d’onore per quanto visto finora. Tuttavia, ci sentiamo di premiare il francese per la leadership mostrata fin da subito nonostante sia al Milan da soli quattro mesi.

Dopo poco tempo l’ex Lille già comanda la linea difensiva rossonera, mostrando gran sicurezza tra i pali e in uscita, dialogando molto con i suoi compagni e costruendo di tanto in tanto l’azione partendo dai propri piedi. Un portiere moderno come faro della squadra più giovane del campionato. Chapeau a Paolo Maldini e Frederic Massara perché non era affatto semplice passare dall’avere il portiere dello scorso campionato, ovvero Gigio Donnarumma, all’avereil migliore dell’attuale Serie A, Mike Maignan.

La strana coppia di terzini: De Silvestri e Theo Hernandez

In comune non hanno un bel niente, forse solo il fatto di meritare entrambi di figurare nella top 11 di questo primo scorcio di stagione in quanto terzini più influenti. Parliamo di Lorenzo De Silvestri e Theo Hernandez, autentici difensori goleador del nostro campionato.

Il primo è reduce da 2 gol e 1 assist in 6 partite disputate, sebbene pesi molto a bilancio la doppietta rifilata alla Salernitana al debutto in campionato. In ogni caso, le sue prestazioni sono più che sufficienti, esperienza e duttilità al servizio del Bologna di Sinisa Mihajlovic, cercando di non far rimpiangere Tomiyasu, andato all’Arsenal in estate.
1 gol e 1 assist invece per Theo Hernandez, per distacco il miglior terzino del panorama italiano, il quale sta dimostrando anche quest’anno di appartenere all’élite mondiale nel suo ruolo. Semplicemente devastante.

La difesa dei colossi: Koulibaly e Skriniar

Una coppia difensiva formata da Kalidou Koulibaly e Milan Skriniar siamo sicuri che sarebbe una brutta gatta da pelare per qualsiasi attacco al mondo. Se per il primo si tratta di un ritorno ai vecchi tempi, per il secondo si parla dell’ennesima conferma, di un tassello ulteriore alla propria crescita esponenziale.

Come detto, il difensore del Napoli è tornato un fattore, un leader totale capace di guidare la squadra da dietro ma anche di farsi trovar pronto in zona gol. Difatti, ha già marcato il tabellino contro Juventus e Udinese, fornendo anche un assist contro i friulani, e non ha voglia di fermarsi. Il colosso dell’Inter è invece sempre più in rampa di lancio, ormai in pianta stabile tra i migliori difensori in Italia e nel mondo da due stagioni. Lucidità, tempismo, freddezza e, nonostante il fisico imponente, velocità. Senza dimenticare i due gol segnati, rispettivamente contro Genoa e Bologna.

Un centrocampo completo: Anguissa, Barella e Pellegrini

Per il trio di centrocampo sono stati scelti tre calciatori che potrebbero anche tranquillamente essere schierati insieme realmente, visto che questi si completano a vicenda: parliamo di Zambo Anguissa, Nicolò Barella e Lorenzo Pellegrini, un terzetto di polmoni, testa e classe.

Anguissa è in assoluto la sorpresa di quest’inizio di stagione, poiché in pochissimo tempo si è preso la mediana del Napoli e vi domina senza problemi. Come una piovra attira su di sé e cattura qualsiasi palla, sporca o pulita che sia, offrendo anche spettacolo con un dribbling sempre efficace; gli manca solo il gol. Barella da buon “capitan futuro” ha deciso di diventare leader tecnico e morale dell’Inter, visto che va in gol o fa assist da quando è iniziata la stagione (1 gol e 5 assist), mostrando sempre più di essere un giocatore totale.

Chiusura con Lorenzo Pellegrini, che tanto bene ha fatto fino all’espulsione contro l’Udinese che gli è costato il derby contro la Lazio. 3 gol, 1 assist, tante giocate di classe purissima ma soprattutto la dimostrazione che sta crescendo anche la testa, la leadership, ovvero ciò che lo porterà ad essere per anni il futuro della Roma.

Un tridente molto azzurro: Saelemaekers, Osimhen e Insigne

Il tridente siamo certi che farebbe faville in campo, sebbene due terzi siano già compagni di squadra. Abbiamo scelto l’instancabile Alexis Saelemaekers, la freccia Victor Osimhen e “o’ tiraggir” Lorenzo Insigne, un mix di intelligenza tattica, potenza e tanta, tanta tecnica. Un trio che funzionerebbe a meraviglia.

Il giovane belga del Milan è al momento a secco di gol ma non di assist, due all’appello, senza contare che si stia rivelando ogni partita tra i migliori, se non il migliore in assoluto. Sapienza fuori dal comune nonostante la giovine età, legge gli spazi e le linee di passaggio come pochi, oltre che tanta, tantissima corsa. Qualche miglioria nel tiro e poi si raggiungono livelli davvero alti. Osimhen a Napoli sta diventando un fattore quasi del livello di Romelu Lukaku l’anno scorso all’Inter: insomma, guai a lasciargli campo aperto che è una scheggia di potenza inaudita; 4 gol in 5 partite e la sensazione di poter sfondare il muro dei 20 gol come bere acqua fresca.

Apparentemente in sordine per i “soli” 2 gol su rigore, ma Lorenzo Insigne è sempre un trascinatore del suo Napoli, capitano totale della squadra. Da mettere a referto anche due preziosi assist, oltre che una costanza di rendimento che gli permette di figurare sempre tra i migliori della squadra. Sacrificio, testa e piedi.

Top 11 (4-3-3): Maignan; De Silvestri, Skriniar, Koulibaly, Theo Hernandez; Anguissa, Barella, Lo. Pellegrini; Saelemaekers, Osimhen, Insigne.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.