Nelle ultime settimane si è discusso sulla possibilità di assistere ad un vero e proprio calcio spezzatino nella prossima stagione di Serie A, ancora di più rispetto a quanto abituati negli anni precedenti. La proposta era quella di far giocare ogni partita ad un orario diverso, eliminando la contemporaneità salvo (verosimilmente) le prime 2/3 e l’ultima di campionato. 10 partite in 10 orari diversi, la proposta era stata avanzata per evitare ulteriori problemi di connessione durante la diretta di DAZN.

Ieri è arrivata la sentenza definitiva che ha bocciato questa richiesta, per cui il week end calcistico seguirà gli stessi orari degli anni passati, ovvero da quando per esigenze televisive ci si è dovuti adattare a schemi più precisi e rigidi. La prima partita si giocherà quindi sabato con il fischio d’inizio alle ore 15:00, per poi proseguire alle 18:00 e infine l’anticipo serale del sabato in programma alle 20:45. Una partita alla domenica a mezzogiorno e mezza, tre alle ore 15:00, il primo posticipo tre ore più tardi, quindi alle 18:00, per poi proseguire alle 20:45 e concludere la giornata il lunedì sera al solito orario. Ci potrebbero essere variazioni, così come a volte accade, con la presenza degli impegni europei o turni infrasettimanali che farebbero cambiare leggermente il palinsesto. In questo caso la partita del lunedì sera non si giocherebbe e la prima partita andrà in scena il venerdì sera. Qualche volta è anche successo di assistere ad una sola partita alla domenica pomeriggio, il venerdì c’erano due anticipi e addirittura si assisteva all’inizio della giornata il venerdì sera per poi terminare il lunedì.

Abbonamenti e connessioni, servono garanzie

Il campionato di Serie A inizierà a fine agosto, in fin dei conti non manca nemmeno così troppo. Molti tifosi che vogliono seguire la propria squadra in campionato e in Europa devono ancora capire quanti e quali abbonamenti televisivi fare, se può sfruttare qualche particolare vantaggio e quanto dovrà spendere in totale. La maggior parte dei tifosi rimpiange quando la giornata di Serie A iniziava il sabato e finiva la domenica sera, con quasi tutte le partite che si giocavano la domenica pomeriggio. Per quanto possa non piacere, è giusto che il calcio si adatti ai tempi attuali e cerchi di trarre vantaggio economico laddove c’è la possibilità. Tuttavia è giusto, e per certi versi dovrebbe essere un dovere, non trascurare l’esigenza e il bisogno dei tifosi che durante il week end vorrebbero godersi la giornata di Serie A senza problemi.

La proposta, poi bocciata, di dividere ulteriormente gli orari delle partite era appunto dovuta alle problematiche che potrebbero nascere a causa delle reti Internet che qualche volta causano rallentamenti. E di certo non è un grande vantaggio per il tifoso non potersi godere a pieno della partita (dove magari gioca la sua squadra o un big match) perché il segnale Internet va e viene. E’ giusto voler innovarsi perché rimanere attaccati al passato senza evolversi non va bene, a prescindere dal calcio. La questione economica, spesso contestata, non è per forza un male. E’ giusto che certe scelte siano prese anche tenendo in considerazione il vantaggio di un grande guadagno, però bisognerebbe costantemente garantire offerte convenienti ai tifosi.

Il calcio spezzatino in sé non è un grande dramma, forse era meglio il “format” tradizionale con pochi orari a week-end, ma le partite spalmate in più momenti permettono al tifoso di poter vedere più gare e godersele a pieno. Allo stesso tempo, però, il tifoso merita più tutela, in particolare chiarezza e garanzia per quanto riguarda gli abbonamenti da pagare, come può vedere tutte le partite nel modo più facile e comodo. E, soprattutto, avere certezze che mentre guarda una partita non dovrà preoccuparsi che il video si interrompa mentre c’è un calcio di rigore decisivo…

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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