Serie A, Batistuta: “Ronaldo o Messi? Messi. Icardi mi piace tanto”

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In questi giorni Gabriel Omar Batistuta è a Firenze per presentare il suo docu-film El Numero Nueve.

Intervistato dai giornalisti, l’ex centravanti ha rilasciato una lunga intervista, parlando di innumerevoli temi. Ecco le sue parole, riportate da tuttomercatoweb.com:

 “Quando mi hanno proposto l’idea mi è piaciuta. Ma non per raccontarmi: non mi piace parlare di me, e che la gente lo faccia. Ma solo perché potevamo far vedere ai bambini della mia città che, quando c’è la volontà, tutto è possibile. Come attore però non ho la stessa passione del calcio. Però provo a fare del mio meglio. Sarà una bella storia, e questo mi fa piacere. Non sono mai venuto via da Firenze io: gli applausi mi ricordano quando entravo in sala stampa da calciatore. L’altro giorno parlavo con mia moglie: sono passati tanti anni ma la gente mi vuole sempre di più. E capisco perché si sono arrabbiati tanto quando sono andato alla Roma. La prima impressione che ho avuto di Firenze è stata bruttissima: da noi in Argentina tutto ciò che è antico viene buttato giù. C’è una mentalità diversa. Dopo due mesi ho cominciato ad apprezzare e capire la città e i fiorentini. Sono successe più cose che mi hanno legato: ho capito che la città teneva tanto alla Fiorentina e che valeva lottare per questi colori. Così sono andato avanti per dieci anni. E ne è valsa la pena perdere le caviglie per questo affatto”.

Sul film: “Ci tengo a raccontare i sacrifici che ho fatto anche da bambino, le copertine dei giornali sono solamente la punta dell’iceberg”.

Sulla reazione attesa: “Speriamo di trasmettere la semplicità con la quale vivo io le cose. Anche Pablo (il regista, ndr) si è accorto della mia normalità ed anche la gente deve sapere questo. Non sono una superstar. Ho gli stessi amici di sempre, vivo dove sono nato ed ho imparato tante cose. Non parlo come parlavo quando avevo vent’anni, ed oggi tocca a me raccontare. Non sto facendo l’attore, non mi metto nei panni di un altro: faccio me stesso. E questo mi facilita”.

Sulle torture del regime Videla in Argentina: “Non le percepivo, ero troppo giovane. In Argentina non se ne parlava, si è cominciato a farlo negli ultimi venti-venticinque anni. Neanche i giocatori del Mondiale ’78 ad esempio non lo sapevano”.

Cosa verrà fuori dal film del Bati a Firenze: “I dubbi che mi sono venuti appena arrivato: le sensazioni vissute da quel momento fino a quando non sono andato poi a giocare da un’altra parte. L’amore che la gente ha dato nei miei confronti penso di poterlo ridare indietro: mi sento più tranquillo e socievole. Sarà tutto molto semplice da raccontare ma emozionante al vedere”.

Sulle emozioni che provoca oggi il calcio a Batistuta: “Anche oggi mi provoca emozioni, soprattutto le finali. Una vittoria lo è sempre, e anche vedere giocatori che festeggiano”.

Su Fiorentina-Roma di sabato: “La prima volta che sono venuto in Italia era il Torneo di Viareggio con una squadra argentina, feci una foto sceso a Roma accanto a un cartello come se fosse una coppa. Quindi andammo al Franchi, a Firenze, a vedere… Fiorentina-Roma! Mi farebbe piacere sia che vincesse la Fiorentina che la Roma. Sono un tifoso della Fiorentina, quindi ci tengo, ma non per quello voglio il male della Roma. La gente lì mi ha accolto comunque molto bene, ed ho passato due anni belli. I romani rispettano il fatto che io a Firenze sia a casa”.

Sulla sua presenza sabato: “Il regista la vuole. Ma anche io vorrei venire a vederla”.

Sulla Roma e Dzeko: “Quest’ultimo è un grande calciatore e non gli devo consigliare niente. Possono fare qualsiasi cosa, uscire dalla Champions o vincerla. Ha una squadra per fare grandi cose ma non ha avuto continuità finora. Se passa il gruppo può dare fastidio a qualsiasi squadra”.

Sul duello Dzeko-Simeone: “Giovanni ancora deve fare carriera. Per quello che so sta lavorando e ci sta mettendo l’impegno ma Dzeko è più affermato e più maturo”.

Su Icardi: “In Argentina se la lottano lui e Higuain anche se Mauro ha più chance perché è giovane. Mi piace tanto: non si vede molto in partita ma segna. I tifosi dell’Inter saranno felici di averlo in squadra”.

Su Maradona: “Mi dispiace aver giocato poco con lui. Non so se sono arrivato tardi io, o presto lui. Le partite che ho fatto con lui le ho volute. Ci ho vissuto belle esperienze ed anche una bruttissima come i Mondiali del ’94. Diego per noi argentini è il calcio. Alcuni non condividono i suoi pensieri, ma io lo apprezzo come calciatore ed anche come persona, perché so da dove viene e dove ha vissuto. Lui è nato famoso”.

Su Cristiano Ronaldo e il dualismo con Messi: “Se posso prendo tutti e due, se devo scegliere prendo Messi. Solo perché è argentino (scherza, ndr). Cristiano è forte davvero ma sono diversi: Messi partecipa di più al gioco. Io faccio fatica a confrontarli“.

Sulle motivazioni di Ronaldo: “Lui ha una mentalità e una personalità diversa. Quelli come lui non si fermano mai: vorrà segnare fino a quando può. In quel gruppo di persone mai contento mi ci metto anche io, e immagino che pure lui sarà così. Dici basta quando vuoi ma non puoi, ma finché è in condizione, e mi sembra lo sia, ci proverà ancora”.

Su una possibilità nella dirigenza viola: “Ormai forse è tardi, io ho la mia vita. Ci tengo alla Fiorentina e tenevo anche a fare il dirigente ma il tempo passa e ognuno prende la sua strada. Siamo lontani, prima la vedevo più possibile poi sempre più lontana. Mi sono messo l’anima in pace. Ma il desiderio è stato mio e non ho niente contro chi dirige ora la Fiorentina”.

Su Chiesa come possibile simbolo: “Qualsiasi professionista vuole fare carriera. Punti sul lavoro ma metti sulla bilancia tante cose. Non posso dargli consigli, ma per me la cosa migliore è stata rimanere a Firenze. Mi piaceva difendere la città e rappresentarne la squadra nel mondo. Mi sentivo vivo anche se non vincevo altrove.”

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.