Serie A a ritmi frenetici: pro e contro di questa soluzione

La Serie A è oramai ripresa. Sono già due le giornate completate e, quando esce questo scritto, la terza sarà già in corso. Il campionato italiano ha assunto i contorni di un qualcosa di frenetico. Si gioca, in pratica, ogni 3 giorni creando un vero e proprio tour de force da qui al 2 agosto quando calerà il sipario sulla competizione prima di dar spazio alle coppe europee. Ma quali pro e contro ha questa soluzione?

Squadre di Serie A non al top della condizione

Il primo aspetto negativo riguarda, fondamentalmente, questa partenza del campionato a razzo dopo 3 mesi in cui, per forza di cose, i giocatori non hanno potuto fare granché da un punto di vista di allenamenti. Ora si sono ritrovati a dover far fronte ad un gran premio vero e proprio con gare ogni 3 giorni con il livello fisico non proprio al massimo generando spesso stanchezza in più rispetto al solito. L’Atalanta è l’unica che sembra non patire la situazione, al momento. Calcolando che i carichi di lavoro saranno le gare e non i carichi in allenamento.

Il rischio di infortuni da affaticamento

Il secondo aspetto negativo è collegato agli infortuni. L’eccessivo ritmo della competizione ha generato una serie di infortuni che hanno messo in difficoltà le squadre. Penso all’Inter che ha perso Brozovic e, nuovamente, Sensi, al Milan che ha perso Ibrahimovic, alla Juventus che aveva perso Gonzalo Higuain. Maggiori ritmi generano una maggior possibilità d’infortuni. Specie per affaticamento muscolare e simili.

Dal mio punto di vista, il terzo aspetto negativo è collegato alle risorse a disposizione delle squadre. Probabilmente, in Serie A, solo la Juventus ha la possibilità di gestire la propria rosa senza che il valore complessivo presente sul terreno di gioco non muti. Le altre 19 squadre potrebbero avere difficoltà. Un esempio? L’harakiri Inter nella gara interna contro il Sassuolo generato, anche, da un eccessivo turnover di Antonio Conte, forse doveroso ma mostratosi non all’altezza.

Quali sono i pro di questa Serie A giocata rapidamente?

Sarebbe stato “ingiusto”, al netto della gravità della situazione, concludere un campionato senza decretare un vincitore. L’unica via, però, per concludere la Serie A era ed è questo tour de force perché agosto è dedicato a Champions e Europa League. Ben venga dunque questo tour de force spezzatino se serve effettivamente a decretare una squadra campione d’Italia, come se ci fosse normalità.

A beneficiarne, nonostante l’assenza degli stadi, sono i tifosi. Le partite ogni 3 giorni danno la possibilità, a loro, di divertirsi, o imprecare. Fondamentalmente, però, i tifosi italiani sono tornati a fare ciò che più gli piace ovvero tifare per la propria squadra. Purtroppo togliendo spazio ai tifosi da stadio, occasionali ed abbonati.

Il terzo aspetto è la distrazione da ciò che è la realtà per quell’ora e mezza di gioco. Intorno alla Serie A si crea un movimento complesso legato alla visione della partita da tifoso, ma anche da fantallenatore di Fantacalcio: quei bonus e malus, +3, + 1, -1, -0,5, quanto ci erano mancati. (Tanto di cappello a chi ha donato tutti i soldi spesi per disputare le gare nella lega fantacalcistica in beneficenza).

Aldilà di tutti aspetti positivi e negativi, la verità è che la Serie A è ripresa freneticamente e, comunque sia, ci sentiamo di dire: bentornato campionato!

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