El Gran Capitàn” non sarà più il condottiero del Real Madrid, ma questa notizia trapelava ormai da tempo.

Dopo 16 anni e 22 trofei vinti con la camiseta blanca, Sergio Ramos ufficializza il suo addio con parole al miele per il club Madridista, in un discorso condito da tanta emozione.

È arrivato il momento, uno dei più difficili della mia vita. Uno non è mai preparato a dire addio a questo club” ha dichiarato lo spagnolo, che assieme alla famiglia saluta, almeno per ora, il club che lo ha plasmato campione.

Finita l’avventura nel Real, e con molte probabilità anche in Spagna, il 35enne spagnolo dovrà guardarsi attorno per capire quale realtà europea possa fare al caso suo, dato che non è per niente sazio di trionfi.

Il legame indissolubile con il Real Madrid

Quando si pensa al Real degli ultimi anni sono tanti i nomi che passano per la testa, e tra questi troviamo proprio l’ormai ex numero 4 dei Blancos. Ministro della difesa con il killer-instinct davanti alla porta, Sergio Ramos ha raggiunto 671 presenze condite con 101 gol e 49 assist con il Real: media impressionante per un difensore centrale, con un gol ogni 600 minuti.

Arriva nell’Agosto del 2005 dal Siviglia, club della sua città natale, per una cifra attorno ai 25 milioni di euro. Nella stagione 2012-2013, in seguito all’infortunio di Casillas, mette per la prima volta la fascia di capitano al braccio ed inizia cosi a scrivere una pagina di storia importante per il club.

Da li in poi, il Real coccola il suo perno della retroguardia che, dopo gli addii di vari campioni andati via per cercare fortuna altrove, ha sempre giurato eterna fedeltà ai blancos.

Quello di Ramos infatti non sembra essere un addio definitivo al Real, come detto in conferenza: “Questo è solo un arrivederci, perché prima o poi tornerò“. Se non come giocatore, data l’età che avanza, il quadro fa pensare ad una possibile carica dirigenziale in futuro.

Sergio Ramos non è un semplice difensore

Chiamarlo “solo” difensore è quasi riduttivo, Sergio Ramos è molto di più. Oltre che leader e muro della retroguardia, è anche dotato di visione del gioco che permette un’impostazione dal basso di pregevole fattura.

Arrivando poi al senso del gol, lo spagnolo è la dimostrazione perfetta che la prima cosa che deve fare un difensore è, paradossalmente, attaccare, sia l’uomo in conduzione di palla, che la sfera stessa sui corner a favore.

I 101 gol d’altronde fanno capire la grinta e la voglia di aiutare la squadra anche in fase offensiva, delineando un campione a tutto tondo al quale è impossibile attribuire un ruolo preciso.

Negli ultimi anni è diventato rigorista ed ha affinato particolarmente le doti balistiche da calcio piazzato, mettendo a segno reti da stropicciarsi gli occhi, oltre al famoso gol di testa che ormai è marchio di fabbrica dello spagnolo.

La partenza amara da Madrid

Nonostante gli anni di amore condiviso tra i due, la divisione tra il Real Madrid ed il proprio capitano non ha avuto di certo un finale fiabesco.

Come afferma Sergio Ramos infatti: “La proposta era di un anno di contratto con taglio dello stipendio. Il denaro non era il problema, lo erano gli anni di contratto. Volevo tranquillità per me e la mia famiglia. Nelle ultime conversazioni tra le parti ho comunque accettato quella famosa offerta e mi è stato detto che non era più valida“.

Un saluto finale che lascia l’amaro in bocca al capitano, che non ha di certo nascosto la gratitudine verso il club che più di tutti lo ha cresciuto come uomo.

Dopo i meritati ringraziamenti fatti da Florentino Pérez, il quale lo ha definito come leggenda del club, Sergio Ramos è pronto ad abbandonare Madrid, in cerca di una squadra che possa garantirgli ultimi anni di successi.

Il futuro incerto di Sergio Ramos

Arriva adesso il momento di scegliere quale divisa vestire la prossima stagione. Ogni singolo tifoso si augura di vederlo con addosso i colori della propria squadra, considerando la leadership e la classe con la quale alzerebbe il livello di ogni singola difesa.

A frenare i sogni però è l’ingente stipendio che chiede il difensore, cifre che non tutte le squadre possono garantirgli. Le possibilità più concrete, a livello di blasone sia economico che europeo, sono quelle di Manchester City e PSG, con probabili inserimenti anche di Chelsea e Bayern Monaco, che potrebbero scatenare un’asta a chi offre il miglior ingaggio.

Nelle ultime settimane si è venuti a sapere di una telefonata tra Maldini e Sergio Ramos, per tentare di far approdare il difensore all’ombra della Madonnina sponda Milan, vista la stima che lo spagnolo nutre nei confronti sia del club sia dello storico capitano rossonero. Almeno questo filtra dalle ultime voci dalla Spagna.

Il contatto tra le due parti sembrerebbe esser stato poi smentito da Di Marzio, ma chissà che il Milan non possa provarci seriamente puntando sulla figura carismatica di Maldini. Ma resta solo un sogno, un sogno molto romantico ma pur sempre un sogno.

Dopo il riscatto di Tomori e la conferma di Kjaer, i rossoneri non sembrano essere intenzionati a fare follie per l’ormai ex Real Madrid a meno di clamorosi sconti da parte sua, considerando che prima devono concentrarsi su altri reparti ancora incompleti.

Ancora più recente invece, è l’interesse di Mourinho per il difensore, il quale vuole regalare un fuoriclasse come biglietto da visita alla Roma. Il problema rimane lo stesso però, ovvero l’ingaggio, sempre troppo alto per le casse giallorosse, a meno che Ramos non venga incontro al club dato il buon rapporto tra lui e lo Special One.

Staremo quindi a vedere a quale linea difensiva farà parte la prossima stagione il fuoriclasse iberico, in attesa della giusta squadra che possa garantirgli un progetto, ed uno stipendio, ambizioso.

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