Semplici-Spal, non doveva finire così

Semplici

Non è vero che nel calcio le bandiere e le storie d’amore che durano a lungo esistono solo nelle grandi squadre. Prendiamo come esempio la Spal e soprattutto Leonardo Semplici, che da qualche giorno ha ufficialmente lasciato la guida della squadra ferrarese dopo ben 6 anni insieme, partendo dalla Serie C, allora Lega Pro, per poi arrivare alla storica promozione in Serie A nella stagione 2016/17.

La Spal ha dovuto aspettare ben 49 anni prima di tornare a respirare l’aria del calcio che conta, dopo aver vissuto molti anni in ombra a causa dei fallimenti societari. La cavalcata verso la A è stata compiuta proprio da Semplici, che ha esordito a Ferrara nel 2014 a stagione in corso, in un’annata che rischiava di prendere una brutta piega ma poi conclusa dignitosamente. Già qui si iniziò ad instaurare qualcosa tra lo stesso allenatore e la città di Ferrara.

LEGAME INDISSOLUBILE

Un legame che dura tutt’ora nonostante un esonero dovuto ad una stagione complicata e sotto le aspettative considerando l’ottimo campionato passato concluso al tredicesimo posto. È stata fatale la sconfitta casalinga contro il Sassuolo, l’ultima partita dell’era Semplici, con il tecnico che, a differenza di quanto accade nella maggior parte delle volte in seguito ad un esonero, ha salutato Ferrara prendendosi gli applausi e il riconoscimento dei tifosi.

MANCANZA DEI SENATORI

Un’eventuale retrocessione della Spal non macchierà il rapporto tra allenatore e tifosi, e proprio per questo motivo, per il legame che lega tecnico e tutto l’ambiente ferrarese, era giusto assistere ad un altro lieto fine. Magari con Semplici che salutava dopo aver conquistato la terza salvezza consecutiva, resa complicata da un mercato estivo non all’altezza. Infatti, nella sessione 2019, la Spal ha perso veri e propri senatori come Antenucci, Schiattarella e Lazzari, giocatori che erano importanti non solo in campo ma anche nello spogliatoio in quanto spallini da diversi anni e soprattutto presenti anche nei campionati disputati in categorie inferiori.

SEMPLICI, 6 NELLA STORIA

Dopo i leader in campo saluta anche il leader in panchina, ormai della Spal famosa per la doppia promozione dalla Serie C alla A è rimasto poco e nulla. La stagione corrente si era aperta male già ad agosto e si era subito notata la differenza rispetto agli anni passati. La mancanza di alcuni giocatori si è sentita fin dall’inizio, ora si sentirà anche quella di Semplici. Perché 6 anni alla guida di una squadra sono tanti e soprattutto intensi se si ricorda il percorso fatto dall’allenatore. Dalla C alla A con l’aggiunta di due salvezze storiche, la prima sarà ricordata perché raggiunta all’ultima giornata abbattendo tutti i pronostici, la seconda è stata conquistata con meno complicazioni ma il tredicesimo posto in classifica sarà impresso negli anni nella storia della Spal. Storia che include anche Semplici, a prescindere da come andrà questa stagione.

ADDIO E RIMPIANTI

Il calcio racconta spesso delle autentiche storie d’amore, a volte capita di lasciarsi ma di rimanere in buoni rapporti. Tuttavia, rimarrà il rimpianto di non aver potuto e di non esser riusciti a portare a termine il compito che si era prefissato qualche mese prima. Tutto ciò che è stato fatto non sarà dimenticato, ma la fine sarebbe dovuta esser più lieta e con meno rammarichi. Lo avrebbero meritato tutti, i tifosi per aver aspettato così tanto tempo per tornare nel massimo campionato italiano e Semplici per aver interrotto un digiuno che durava da 49 anni.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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