Scoppia il caso Catania: denunciati alla federazione Biagianti, Marchese e Bucolo

L’amministratore delegato Pietro Lo Monaco ha denunciato agli organi federali competenti, per gravi motivi disciplinari i tre giocatori rossoazzurri. Noi di Novantesimo.com cercheremo di raccontare l’accaduto e di svelare i retroscena di questa clamorosa vicenda.

E’ domenica 15 Settembre, il Catania ha da poco vinto, di misura, 1-0 contro la Viterbese grazie al rigore realizzato da Ciccio Lodi, ma quello che salta di più all’occhio sono le mancate convocazioni di: Giovanni Marchese, Rosario Bucolo e il capitano Marco Biagianti che comunque viene da un infortunio.

Tutti si domandano il perché di queste illustri esclusioni, ma ci pensa direttamente il Calcio Catania che alle 20.06 tramite un comunicato ufficiale, annuncia che i tre giocatori rossoazzurri non sono stati convocati per gravi motivi disciplinari: L’amministratore delegato Pietro Lo Monaco puntualizza: “Le mancate convocazioni odierne dei calciatori Rosario Bucolo, Giovanni Marchese e Marco Biagianti, ancorché infortunato, sono dettate da gravi motivi disciplinari, prontamente evidenziati e sottoposti all’attenzione degli organi federali competenti”.

Inizia così uno degli epiloghi più brutti che i tifosi etnei si potevano aspettare, Lo Monaco fa fuori i tre “senatori”: Marco Biagianti, 237 presenze con la maglia rossoazzurra, capitano e vera e propria bandiera del club, Rosario Bucolo catanese DOC prodotto del vivaio del Catania e Giovanni Marchese 79 presenze in Serie A con gli etnei. L’ambiente è chiaramente sotto choc, sono stati denunciati e fatti fuori tre leader dello spogliatoio.

Una situazione paradossale, che però va attentamente analizzata e sviscerata in tutti i suoi cavilli prima di capire chi ha ragione o torto, partendo dalle dichiarazioni rilasciate dal direttore Lo Monaco nel post partita a Itasportpress.it in cui dice: “Per me l’unica bandiera è quella rossoazzurra e non certamente chi ha giocato qui per anni.” Dichiarazioni forti in cui si palesa il solito ego dell’ad etneo che non da riconoscenza a chi ha fatto la storia di questa squadra, mettendo al primo posto sempre l’amore per la maglia.

Arriviamo a lunedì 16 settembre, le acque a Torre del Grifo non sono certo tranquille, il Catania ha ottemperato i propri debiti verso Iva ed Erario per 600 mila euro, operazione difficile visto le condizioni economiche precarie in quali versa il club. I fari sono ancora puntati sulla denuncia che il Calcio Catania ha avanzato al giudice federale chiedendo la rescissione dei contratti per giusta causa dei tre tesserati di cui abbiamo precedentemente parlato.

Le parole di Lo Monaco

Si attendono chiarimenti e racconti sull’accaduto, che puntualmente arrivano in serata dall’Amministratore Delegato di Torre Annunziata che in collegamento telefonico alla trasmissione Corner ha ribadito come il provvedimento sia definitivo: “Marchese, Bucolo e Biagianti saranno messi fuori rosa e fuori lista – ha spiegato – L’azione presa è perentoria e definitiva. I calciatori devono portare rispetto per la società, all’allenatore e anche per quello che accade all’interno dello spogliatoio. Chi sbaglia paga lo dico da inizio campionato, quest’anno tolleranza zero. Ci sono due casi separati: uno riguarda Marchese e l’altro coinvolge Bucolo e Biagianti. Noi ci siamo rivolti alle autorità federali per i deferimenti e abbiamo chiesto la risoluzione contrattuale dell’accordo alla federazione e stiamo attendendo”.

La ricostruzione dei fatti

Ora proveremo ad andare più nello specifico della vicenda, grazie alla ricostruzione del giornalista de La Repubblica Alessandro Vagliasindi intervenuto ieri a Corner.

Come ogni martedì, alla ripresa degli allenamenti, a TDG si analizza la partita giocata la domenica. E’ giorno 10 Settembre prima della riunione tecnica con l’allenatore interviene Lo Monaco che striglia tutta la squadra dicendo che non vuole più vedere prestazioni come quella contro il Potenza, di cui abbiamo già parlato qui. Finita la ramanzina il dirigente rossoazzurro se ne va e lascia il tecnico a parlare con i propri giocatori. Per rompere il ghiaccio Camplone, riferendosi a Lodi dice: parla tu, Capitano. Biagianti, che di fatto è il capitano, ma è stato indisponibile per infortunio si alza e lascia la sala in cui si stava tenendo la riunione tecnica.

Passano due giorni, è giovedì 12 settembre ed il Catania è impegnato in un’ amichevole contro il Giarre. Il centrocampista “Saro” Bucolo ha il telefono rotto e non riceve il messaggio di convocazione, non si presenta al centro sportivo per prendere il pullman ma comunque arriva puntualmente allo stadio Regionale con la propria macchina e gioca per buona parte della partita.

Il giorno successivo, vale a dire venerdì 13 settembre avviene lo scontro fra società e giocatori. Il direttore Pietro Lo Monaco si presenta negli spogliatoi di Torre del Grifo e chiede a Marco Biagianti e a Rosario Bucolo di lasciare lo spogliatoio dicendo che non tollererà più certi atteggiamenti. I due centrocampisti obbediscono e aspettano che l’ad finisca il proprio discorso alla squadra. L’epilogo non sarà certo dei più piacevoli in quanto alla fine del discorso Lo Monaco si trova faccia a faccia con i due giocatori, qua i toni si fanno più aspri e la situazione degenera tanto che sono costretti ad intervenire gli altri membri dello staff e della squadra che erano all’interno dello spogliatoio. La situazione Biagianti-Bucolo è separata da quella che riguarda Giovanni Marchese che fin qui non è stato ancora appellato. La tensione è alle stelle e Lo Monaco chiede al terzino sinistro di rescindere il proprio contratto in quanto non fa più parte dell’organico. Puntualizzazione doverosa, il Catania in rosa ha solo un terzino di riserva: Kevin Biondi, classe 1999, prodotto del vivaio, nasce come terzino destro. Contro la Virtus Francavilla al 28′ del secondo tempo, Pinto, terzino sinistro, viene sostituito ed entra in campo Marchese che disputa un ottimo finale di gara. Quindi per quale motivo e con quale rispetto viene chiesto ad un professionista ESEMPLARE di rescindere il proprio contratto se è stato inserito in lista ed è perfettamente arruolabile? Il terzino nato a Caltanissetta a malincuore accetta ma come spesso avviene nel calcio, non viene trovato subito l’accordo sulla buonuscita. Viene messo fuori rosa e denunciato agli organi competenti.

L’amministratore delegato rossoazzurro è stato chiaro all’inizio di questa stagione: non avrebbe ammesso alcun comportamento scorretto e poco professionale da parte dei giocatori, “tolleranza zero” ha più volte ripetuto l’altro ieri. Come detto da egli stesso l’anno scorso si era utilizzata troppo la carota al posto del bastone passando troppe volte sopra su atteggiamenti irriguardosi verso gli allenatori che si erano succeduti. Si erano create coalizioni di giocatori che erano contro altre e imponevano agli allenatori chi far giocare o meno. Un chiaro esempio fu la mandata a quel paese da parte dell’ex numero 9 del Catania, Alessandro Marotta al “navigato” Walter Novellino dopo aver segnato un goal.

L’impressione è che si sia usato il bastone contro chi non se lo meritava e la carota con dei giocatori che durante le stagioni hanno solo fatto dei disastri sportivi spaccando lo spogliatoio. Non è la prima volta che si racconta di un gruppo poco unito, anzi durante tutti i fallimenti delle passate stagioni un alibi ricorrentemente usato è stato proprio questo. La linea del direttore è condivisibile, ma non nei confronti di chi ha scritto pagine importanti della storia di questo club, anche nella massima serie. La riconoscenza e il rispetto sono due valori che nella vita sono troppo importanti, ma purtroppo Lo Monaco, dall’alto della sua arroganza e presunzione non riesce mai ad ascoltare un parere diverso dal suo. I risultati sono i ripetuti fallimenti sportivi, anche se lui non li vuole chiamare così. Viene proclamata la serie B ogni anno ma per un motivo o per un altro l’arduo compito non è mai stato raggiunto.

Fare un passo indietro, a volte è un passo verso l’obbiettivo. Il Catania ha bisogno dei leader dentro e fuori dal campo, ha bisogno di uomini che sanno cosa significhi giocare nel Catania e sudare questa gloriosa maglia. Uomini che hanno giocato in Serie A ad alti livelli, essendo stati pure convocati in nazionale, che dall’alto della loro esperienza possano dare tanto ai giovani e ai nuovi arrivati. E c’è bisogno anche di Saro Bucolo, uno che fa parte della gente comune, che è riuscito a coronare il sogno di difendere i colori della propria città. Tante panchine, mai una parola fuori posto e sempre prestazioni di alto livello onorando la maglia che indossa sin da quando era un ragazzo delle giovanili.

Dal punto di vista tattico questi tagli alla rosa comportano dei grossi problemi , l’unico terzino di ricambio, come detto prima, è il giovane Biondi. A centrocampo, in cui il capitano del club di Via Magenta era potenzialmente titolare, si farà affidamento agli esuberi reintegrati in rosa: Rizzo e Fornito, che sono stati per tutte l’estate sul mercato senza trovare dove accasarsi. La rosa presentava già diverse lacune, sopratutto nei ricambi, fondamentali in un campionato in cui si possono effettuare cinque sostituzioni durante il match.

Purtroppo siamo alla fine di questo spiacevole epilogo il che ci lascia abbastanza perplessi per modi e termini con cui sono stati trattati tre giocatori che per questa squadra hanno dato l’anima e sono stati tra i pochi che hanno sempre onorato la maglia. Con l’auspicio che tutto si possa risolvere per il meglio non possiamo che augurare tutte le fortune professionali per i tre “catanesi”.

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Mi chiamo Edoardo Sergi, sono nato a Catania 21 anni fa e studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. Amo lo sport, specialmente il calcio. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport

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