Con la sbronza nazionale ancora da smaltire, la Serie A ribussa finalmente alle nostre porte, e lo fa con una prepotenza niente male. Si riparte subito con Atalanta-Napoli e Juventus-Inter, a solo poco meno di sei ore l’una dall’altra, tutto nella giornata di domenica.

Tonnellate di carne a cuocere, due sfide decisive che aprono come meglio non si potrebbe l’ultimo filotto del campionato. Eppure, siamo “solo” nel primo weekend di aprile, quando mancano “ancora” otto giornate alla fine della stagione. O forse è già tardi per usare ancora “solo” e “ancora”?

La rabbia di Gasperini contro i sogni di Spalletti

L’antipasto della giornata verrà assaporato domenica alle ore 15:00, quando a Bergamo si affronteranno Atalanta e Napoli, in una sfida infuocata con vista su Champions League e Scudetto. Se da un lato i padroni di casa vogliono risalire dopo l’altalena di risultati delle ultime settimane, con forse troppa scena per le “sventure” arbitrali, da un altro abbiamo il Napoli, voglioso di continuare a sognare il tricolore.

Che la Dea non sia quella famelica degli anni scorsi, almeno in campionato, è cosa nota da un po’. Troppo pesanti le costanti assenze nel reparto avanzato, tra il lungodegente Zapata e il crollo verticale di Muriel. Tuttavia, guai a sottovalutare la fisicità e la mentalità nerazzurra, qualità che tante gioie hanno portato in questi anni. Inoltre, fa paura il solito Malinovskyi dei gironi di ritorno, fase in cui l’ucraino ogni anno si trasforma e brilla splendente.

A Napoli Spalletti vuole vivere quello che sarebbe il primo scudetto vinto della sua carriera, e lo farebbe forse nella piazza più calda ed emotiva possibile. Dopo il ko casalingo con il Milan, gli azzurri hanno ripreso la propria marcia vincendo contro Verona e Udinese trascinati da Osimhen, proprio l’uomo che mancherà più di tutti domani vista la squalifica; oltre al nigeriano out anche Di Lorenzo e Rrahmani. Ok l’entusiasmo e la superiorità tecnica, ma basteranno per superare delle assenze che sanno di ostacoli quasi insormontabili?

Se di base la gara si suderà a centrocampo, tra i muscoli atalantini e la classe azzurra, fondamentali saranno i guizzi tra le linee degli uomini di maggior tecnica, su tutti Malinovskyi e Mertens, leader tecnici e mentali. Da non sottovalutare affatto poi l’apporto palla al piede di Lobotka, metronomo a tratti infallibile dei partenopei.

Atalanta (3-4-2-1): Musso; Djimsiti, Demiral, Palomino; Hateboer, De Roon, Freuler, Zappacosta; Koopmeiners, Malinovskyi; Boga (Muriel). All. Gasperini

Napoli (4-3-3): Ospina; Zanoli (Malcuit), Koulibaly, Juan Jesus, Mario Rui; Fabian Ruiz, Lobotka, Anguissa; Politano, Mertens, Insigne. All. Spalletti

La rivincita dopo la Supercoppa: lo Scudetto passa da Juve-Inter

Poco meno di tre mesi fa l’Inter strappava il primo trofeo della stagione alla Juventus e conquistava al 121′ la Supercoppa Italiana contro i rivali di sempre. Poco meno di tre mesi dopo sembra passata una vita intera, eppure lo scenario è il seguente: i nerazzurri sono in crisi profonda, i bianconeri non sanno più cosa significhi perdere (escludendo naturalmente la Champions League); tutto in attesa dello scontro dello Stadium di domenica sera alle ore 20:45.

Come detto, l’imbattibilità impressionante che dura da novembre, unita alla rosa al completo, fatta eccezione per i lungodegenti Chiesa e McKennie, ed ecco apparecchiati importanti elementi per rendere la Juventus la favorita della sfida, così com’era di consuetudine fino a poche stagioni fa. Per non dimenticare di un Dybala che prima della sosta ha mostrato sprazzi di vera Joya: saprà fare lo stesso contro la squadra che più di tutte lo vorrebbe con sé l’anno prossimo?

Tra mille interrogativi e dubbi, Simone Inzaghi vorrebbe ritrovare davanti agli occhi quella squadra che ha macinato gioco, tanto, e vittorie, tante, tra novembre e dicembre. Col tempo sono emersi i tanti difetti dell’Inter, macchie coperte dai sorrisi per troppo tempo. E’ bastato poco per ricordarsi del valore inestimabile di coloro che hanno lasciato la barca la scorsa estate. L’obiettivo è pentirsi il meno possibile e ritornare a vincere con continuità, l’unica ricetta per cucirsi di nuovo sul petto lo Scudetto.

Visto l’attuale +6 sull’Inter e +7 sulla Juventus da parte del Milan, l’impressione è che chi non vincerà domani uscirà dalla lotta scudetto. E se nessuno vincesse? Esatto, sarebbe un doppio suicidio che porterebbe entrambe praticamente fuori dai giochi, salvo eventuali miracoli. Tutto può ruotare attorno alla partita di Brozovic, ago della bilancia dell’Inter: sarà delle adeguate condizioni fisiche dopo l’infortunio? Senza il solito Kulusevski, chi sarà stavolta a frenarlo in costruzione? Ricordiamolo, gira il croato, gira l’Inter. Se invece non gira…

Juventus (4-4-2): Szczesny; Danilo, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro; Cuadrado, Locatelli, Zakaria, Rabiot; Vlahovic, Dybala. All. Allegri

Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro, Dzeko. All. Inzaghi

Mentre si spargono sangue e ferite tra Bergamo e Milano, il Milan capolista guarda tutti con serenità dal divano, in attesa del posticipo di lunedì sera che lo vedrà protagonista contro il Bologna. Vincere senza giocare potrebbe essere un’esperienza dolce quanto irripetibile. Certo, restiamo nell’ambito delle possibilità e non delle certezze, eppure, sognare è meraviglioso e non costa nulla. Almeno nella sponda rossonera di Milano, ad oggi.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.