A tutto Patrick Schick, sulle pagine del quotidiano Lidovky, dove l’attaccante della Roma ha parlato di se e del suo amore verso la città, partendo però dalla sua ultima stagione un po’ deludente: “Posso fare di più! Ho preso confidenza con l’ambiente, adesso devo solo dimostrare quello che so fare. Sono arrivato dopo la parentesi con la Sampdoria, provando a giocare in una posizione diversa. Il secondo anno farò vedere chi sono davvero. Cosa mi ha dato giocare a Roma? Una nuova esperienza in una città in cui le pressioni e l’affetto dei tifosi non ha eguali al mondo. Cosa mi ha tolto? Mi sono infortunato proprio nel momento in cui stavo iniziando a giocare. In ogni caso per il prossimo anno non ho parlato con nessuno. Forse la società ha parlato con chi doveva discutere del mio futuro, una cosa che in questo momento non mi riguarda”. 

Parentesi Juventus finita male e durata solo il tempo delle visite mediche. Ma la verità ce la racconta lui: “Per me la Juventus è un capitolo chiuso. Sono davvero contento di essermi trasferito alla Roma. Dopo la prima visita ho capito che c’era un problema al cuore. Sapevo che c’era qualcosa di sbagliato perché mi hanno fatto fare controlli che solitamente non si fanno”.

E poi c’è la nazionale, nella quale crescono molto le aspettative. Ma lui lavora sempre a testa bassa: “Sono consapevole di essere al centro dell’attenzione ma il fatto che mi sia trasferito alla Roma non implica che in nazionale io abbia sempre il posto da titolare. Niente affatto. Jankto dice che potrei diventare il migliore al mondo? Lo ringrazio, ovviamente fa piacere quando i tuoi compagni parlano di te in questo modo. Serve tempo per arrivare ai massimi livelli e soprattutto c’è bisogno di un fisico sano, senza non si arriva da nessuna parte. La concorrenza è tanta ma io lavoro per arrivare al top”.

Infine, un piccolo siparietto con Antonio Cassano, ex compagno alla Sampdoria e suo grande estimatore: “Antonio è fantastico. L’ho incontrato ultimamente mentre accompagnavo un amico all’aeroporto a Roma. Stavo scaricando il bagaglio e una macchina si è fermata vicino a me, dal finestrino abbassato ho visto Antonio che mi diceva: “Me lo fai un autografo? Mi sono fermato a chiedergli cosa stesse facendo lì, poi ci siamo dati appuntamento al campo di allenamento. Abbiamo parlato molto. Per me è un grandissimo uomo, molto onesto. Anche troppo a dire la verità ma è sempre una persona positiva. Mi ha dato consigli su Roma, lui ci ha giocato. Mi ha detto che farò una grandissima carriera in giallorosso”.

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.

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