E’ iniziata finalmente l’avventura di Cristian Bucchi sulla panchina del Sassuolo. Dopo l’ufficialità, l’ex allenatore del Perugia è stato presentato quest’oggi attraverso la consueta conferenza stampa.

Dopo aver ringraziato la società umbra, Bucchi, secondo quanto riportato da Gianlucadimarzio.com, ha analizzato diversi aspetti, tra cui il calciomercato e l’eredità lasciata da Di Francesco:

Volevo ringraziare il Perugia, con loro ho avuto un bellissimo rapporto. Ci tengo a ringraziare il presidente che ha mantenuto la parola data. Grazie al Sassuolo per la grande opportunità. Ho tanta voglia e tanto entusiasmo. Ho capito dove sono arrivato, una società importante.

L’eredità di Di Francesco? È pesante, ma allo stesso tempo stimolante. Non cerco paragoni, voglio continuare il percorso di crescita con stimolo e voglia. Con Eusebio siamo molto amici, nell’ultimo periodo non ci siamo sentiti, credo che anche lui fosse molto impegnato. Ci sentiremo senza dubbio più avanti.

Per quanto riguarda il calciomercato, chi resta a Sassuolo penso che lo debba fare motivato, faremo le nostre valutazioni con la proprietà. Chi andrà via sarà sostituto nel migliore dei modi. Cercheremo di arrivare ai risultati sportivi con il gioco, io proverò a mettere qualcosa di mio. Su quello che sarà il mercato in entrata, ne parleremo nei prossimi giorni. Magnanelli sarà un punto di riferimento: lui è il capitano da tanti anni e darà senza dubbio il giusto contributo. Berardi? Spero di poterlo avere a disposizione, è un giocatore importantissimo, speriamo possa rimanere. Nella mia testa ed in quella della società, credo ci sia tutta la volontà di proseguire.

L’obiettivo è sicuramente quello di continuare un percorso di crescita che questa società sta facendo da anni. Abbiamo tanti giocatori italiani, diversi giovani con qualità che possano valorizzare il lavoro della squadra. Sono giovane, è vero, ma ho già cinque anni in panchina alle spalle ed ho già vissuto diverse situazioni che fanno crescere. Il campionato sarà difficile e stimolante, servirà tanta umiltà ma allo stesso tempo la consapevolezza di potercela giocare con tutti. Dovremo essere bravi a farci rispettare”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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