Cristian Bucchi, allenatore del Sassuolo, ha presentato così in conferenza stampa il match che attende la sua squadra nella sfida di domani pomeriggio alle ore 15:00, un’insidiosa trasferta contro l’Atalanta di Gasperini: “Sul mercato la prima cosa da dire è che è troppo lungo, lo vorrei più corto e con tempistiche diverse. Sono uno di quelli che spinge per il cambiamento.

Io non devo preoccuparmi di chi è arrivato o no, io devo preoccuparmi del gruppo che ho e devo tirare fuori il meglio dai miei ragazzi, è un gruppo molto orgoglioso. Numericamente siamo giusti, quando i giocatori sono troppi si fatica a farli lavorare tutti e a dare qualità alla seduta di allenamento, ora c’è la possibilità per tanti ragazzi di mettersi in mostra e di lavorare con continuità.

Su alcuni ruoli siamo forse un po’ carenti, per il terzino sinistro dobbiamo aspettare Rogerio che è appena arrivato e Dell’Orco che migliora ma ancora non lavora in gruppo, ma dovremo essere bravi a sopperire e trovare le soluzioni giuste.

Le condizioni della squadra? La squadra sta bene, sono tutti a disposizione tranne Dell’Orco, questi 15 giorni ci sono serviti per leccarci le ferite, per tenere dentro la rabbia della sconfitta di Torino, ci serviva staccare la spina.

L’Atalanta? E’ una squadra molto forte, lo ha dimostrato lo scorso anno. Ha raggiunto con grande merito l’Europa e lo ha dimostrato in queste due giornate, dove ha messo in grandissima difficoltà sia la Roma che il Napoli. Non credo nella distrazione e nella leggerezza dell’approccio, credo che vorranno giocare nel modo migliore, ci aspettiamo una squadra aggressiva, che ha grande qualità e grande impatto fisico. E’ un collettivo forte, poi le giocate di Gomez, la prestanza fisica di Petagna, l’imprevedibilità di Ilicic sono armi da non sottovalutare, hanno giocatori che sono in grado di spezzare gli equilibri.

Formazione? Io a Torino, tranne i primi venti minuti, ho visto un buon Sassuolo, quindi non c’è da rivoluzionare, per raggiungere il risultato e la prestazione c’è da migliorare l’impatto emotivo, non mi è piaciuto lo spirito, non ho visto la cattiveria, la motivazione che credo debba essere la nostra caratteristica. Per la formazione devo valutare i Nazionali, in particolare Duncan, Adjapong e Lirola, e vedere se sono in grado di scendere in campo dall’inizio o no, abbiamo ancora un allenamento per decidere”. A riportare è Tuttomercatoweb.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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