A Monaco va in scesa l’Audi Cup, Atletico Madrid-Napoli non è solo un’amichevole utile ai fini della preparazione. Tanti spunti utili per Sarri e Simeone, tra ritmi elevatissimi e grande agonismo

Partita vera all’Allianz Arena che ha divertito il pubblico, bene il Napoli ma l’Atletico Madrid è più cinico e concreto. Il Cholismo e il Sarrismo funzionano: l’Atletico fa il duro, il Napoli si fa bello. Ma ecco perché nessuno esce sconfitto.

L’Audi Cup non ha in sé grande valore. Non è il campionato, non è la Champions League: non si raggiunge la gloria vincendo l’Audi Cup, non si scrive la storia. Perderla, quindi, non è un dramma.

L’Audi Cup ha un solo meraviglioso scopo: permettere a squadre di nazioni diverse di incontrarsi e di fare calcio. Riunire quattro mentalità e realtà lontane geograficamente e ideologicamente.

Atletico Madrid, Napoli, Bayern Monaco e Liverpool si incontrano in una due giorni di pura goduria per gli occhi dell’appassionato di questo sport. Spagna, Inghilterra, Germania e Italia che si siedono allo stesso tavolo per fare divertire gli amanti del calcio, per venirsi incontro.

Atletico Madrid-Napoli ha permesso al pubblico e agli addetti ai lavori di osservare da vicino due modi di interpretare il calcio, due filosofie diverse ma non necessariamente contrapposte, come due facce della stessa medaglia.

Il bel gioco contro il rude pressing, i numerosi fraseggi contro il lancio lungo. Il provare a uscirne da squadra, palla a terra, fino a raggiungere la porta avversaria, a partire dal proprio portiere, contro il mangiare la polvere, non mollare un centimetro e entrare anche male sull’avversario per non perdere la palla e l’uomo.

Uno stile di gioco, quello del Napoli, più moderno, contro il maschio calcio degli uomini di Simeone, per cui nessuna partita di calcio è un’amichevole.

L’atteggiamento degli uomini di Simeone non è stato apprezzato dai tifosi azzurri e da una gran fetta del pubblico che ha assistito al match: il brutto fallo di Godin ha rischiato di mettere ko Ounas e di costringerlo ad un lungo stop(per fortuna nulla di grave per lui). La brutta entrata del difensore si sarebbe potuta evitare, ma il cholismo è questo: dare tutto e non risparmiarsi mai. L’Atletico Madrid ha fatto la sua di partita e ha vinto. Simeone ha ancora una volta dimostrato che il suo modo di interpretare il calcio porta a dei risultati, come se le due finali di Champions non l’avessero già fatto intendere.

La filosofia del Napoli è chiaramente un’altra, sintetizzata perfettamente nei primi 60 minuti del match, ma questo non porta a negare l’attitudine in campo dei colchoneros.

Non ci sarebbe stato Sarrismo senza il Cholismo, bisogna riconoscerlo. Il tecnico azzurro è partito dal nulla, si è costruito giorno dopo giorno, dalla serie C, dove le entrate come quelle di Godin sono all’ordine del giorno. Sarri è entrato in contatto con queste mentalità, le ha assorbite ed ha deciso di allontanarsene. Probabilmente, se non avesse avuto modo di vivere questi ambienti, non avrebbe mai sviluppato il suo modo di concepire il calcio.

Concretamente, quindi, l’Atletico Madrid ha battuto il Napoli, che si è scontrato con la sua esatta metà. Gli azzurri escono dal match con la consapevolezza di essere qualcosa di diverso, ma senza la presunzione di essere migliori, come attestano le parole di Maurizio Sarri, al termine della partita, in conferenza stampa.

Ci saranno altre occasioni di incontro. O di scontro. Ma parliamo di calcio. Dal Cholismo e dal Sarrismo potrebbero derivare altre decide di migliaia di filosofie: per molti più concrete, più vincenti, più belle. E’ questo che permette al Gioco di rinnovarsi ed ai tifosi di appassionarsi al calcio, nelle sue tantissime, diverse, contradditorie, spettacolari declinazioni.

A cura di Delia Starace(Twitter @Onlythereed)

 

 

 

 

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