Maurizio Sarri ha parlato a lungo in conferenza stampa direttamente dal teatro comunale di Dimaro.

Tanti temi affrontati da Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, in conferenza stampa. Di seguito vi riportiamo la conferenza integrale.

È più affascinato o spaventato da eventuali tournèe per internazionalizzare il brand Napoli? “Io faccio fatica a pensare all’inizio del campionato, ho nella testa la Champions, figuriamoci pensare ai prossimi anni. Non ho idea, è un tipo di situazione nella quale non mi sono mai trovati. Degli allenatori dissero che è un’esperienza devastante e questo mi ha fatto pensare. Se è difficile tre settimane qui per noi, di sicuro per gli altri è difficile girare il mondo con situazioni anche climatiche avverse. Se fosse per me non ci andrei mai ma vediamo…”. Interviene Lombardo: “Non c’è comunque nessuna ipotesi“.

Quanto si è arrabbiato per il gol del Chievo? “Non facciamo troppi errori ma quando li facciamo poi li paghiamo. E’ anche vero che questa linea difensiva, che tre anni fa aveva subito 54 o 56 gol, ne ha subito 38. Dei passi in avanti sono stati fatti, certo non basta per essere competitivi a livelli più alti”.

Pavoletti e Giaccherini quanto saranno utili? “Dipende da me e da loro, più da loro che da me. Quando daranno più garanzie giocheranno, stop”.

Sulla VAR? “Non so se col Carpi sia stata utilizzata o meno, deve venire a parlarci il designatore per spiegarci il funzionamento. Non ho ancora capito bene come funziona, l’unica cosa che mi preme è che sia noto chi c’è dietro. Dev’esserci una designazione anche per colui che sta dietro ad uno schermo”.

Non dobbiamo dimenticare quello che è stato fatto lo scorso anno, vero? “I soldi non sono tutto, ma aiutano. E sono parecchi nel calcio. Sempre più raramente che vince chi ha meno soldi, vedi il Leicester. Nel mondo attuale le società sono espressioni di multinazionali, è così anche in Italia da qualche anno. Noi siamo una delle poche società che si basa su una proprietà, sarebbe bellissimo se le idee riuscissero a trionfare sulle risorse economiche”.

Cosa si sente di dire al pubblico? “È straordinario, trasmette tantissimo e per tre settimane è anche difficile da reggere perché ti senti di fare sempre meglio per loro. Ripeto, il ritiro è stato bellissimo ma duro. Avere un numero così elevato, non solo come numero, trasmette e da tanto. Mi sento di ringraziarli, la nostra speranza è quella di ripagarli facendoli divertire e se possiamo fare qualcosa in più saremmo i più contenti di tutti”.

In passato disse che coi calciatori classe ’87 si può vincere. “I giocatori importanti presuppongono balzo in avanti del monte stipendi e forse la società non può permetterselo. Prendere uno svincolato con dieci milioni a stagione è una politica che il Napoli non ha mai seguito. Io spero semplicemente crescano i nostri, abbiamo tanti Under 23, speriamo crescano in fretta. Io, ripeto, ho la mente matematica, fatico a pensare di poter essere protagonisti assoluti. Quella squadra che ha vinto sei scudetti di fila si sta muovendo come sempre, cedendo e acquistando giocatori forti. E poi dobbiamo avere l’umiltà di dire che dietro di noi si stanno muovendo bene”.

Sul ballottaggio Milik-Mertens? “Ho la doppia soluzione, possono giocare anche insieme. E’ difficile dire ad un ragazzo che ha fatto 36 in otto mesi che non è un centravanti e farlo tornare a fare l’esterno. Di sicuro lo farà qualche volta, è un ragazzo disponibile, certo non gradirebbe tornare a farlo con continuità. E avrebbe ragione, avendo dimostrato di essere più forte da centravanti che da esterno”.

Sulla concorrenza a sinistra? “Ghoulam e Mario Rui sono abbastanza simili, non vedo differenze nette a livello tattico. Il portoghese è più reattivo nei duelli ma meno fisico, quindi meno efficace in area di rigore. Buoni piedi e buona spinta tutti e due. Non sarà una scelta tattica, dipenderà molto dalla condizione del momento“.

Cosa si aspetta dai centrocampisti? “Mi aspetto crescita, in questa fase di preparazione sono in netta sofferenza ma data l’età e l’esperienza accumulata spero riescano a fare qualcosa in più dell’anno scorso. Rog è ormai inserito a livello tattico e di gruppo, Diawara lo stesso, Zielinski deve crescere a livello di personalità, ha doti nettamente superiori a quelle che sta esprimendo. Sta facendo il compitino ma ha i colpi per poter fare molto di più. Mi aspetto assestamento dai più giovani e crescita nell’incidenza delle partite di Zielinski“.

Quanto è stato importante avere tutti dal primo giorno di ritiro? “La quarta settimana di ferie è una prassi, non un obbligo. Se vi hanno rinunciato sono molto contento, è atipico avere subito giocatore a disposizione, ci ha fatto bene. Il nostro è un ritiro atipico, è entusiasmante avere un seguito come il nostro ma dopo tre settimane può essere anche pesante dal punto di vista mentale essere sempre sotto i riflettori. Prevale l’aspetto dell’entusiasmo, usciamo dal ritiro dopo aver fatto un buon lavoro, un po’ affaticati mentalmente e materialmente, con due giorni di recupero speriamo di tornare con nuova linfa“.

Il mancato rinnovo di Reina può essere un ostacolo? “Se c’era una tempistica era antecedente a questo momento. Mi fido tanto di lui, ha grandi valori molari e attaccamento a questo gruppo, non esiste il problema scadenza. se sta tranquillo sono il più contento di tutti, non riesco a vederlo agitato per il contratto. Sul futuro sono cose che mi interessano relativamente. Conosco l’uomo, le qualità. Se poi è piu tranquillo con un anno in piu di contratto spero possa averlo”.

Cosa si aspetta da Maksimovic? “L’operazione Maksimovic è relativamente costosa viste le cifre, inutile continuare a dirlo, è un’operazione normale nel mercato attuale. Lo scorso anno non ha reso per tanti motivi, tattici e fisici. Aveva un problema al piede, speriamo sia tutto risolto. Era reduce dalla difesa a tre a Torino. Di sicuro ci attendiamo un rendimento superiore, anche per Milik. Sono due giocatori che ci potranno dare qualcosa in più”.

Quanto è importante la fase a giorni? “È importante cercare di non sovraccaricare la partita. E’ chiaro sarà importante ma non dovrà essere né un trionfo né una disgrazia se non la sappiamo. E’ una partita per le squadre italiane e i risultati lo dimostrano, dobbiamo saperlo.  Ovviamente bisogna passare il turno“.

Dicono che il Napoli sia favorito per lo scudetto, lei non la pensa così, vero? Mi baso sui numeri e le statistiche. Siamo arrivati terzi e ci sono due club come Milan e Inter (uno in maniera eclatante e uno col miglior direttore sportivo italiano) che stanno facendo un mercato importantissimo, credo sia una c*****a credere siamo i favoriti,non ci voglio cascare. Non abbiamo fatto un mercato che ha stravolto la squadra, se tutto va bene siamo gli stessi dell’anno scorso ed abbiamo due squadre davanti“.

Sull’amichevole di ieri. “Col Chievo è mancata un po’ di brillantezza ed è ovvio lo paghi. I nostri avversari erano più brillanti rispetto a noi, ma è normale, dipende dai carichi di lavoro, da quello che hai fatto il giorno prima o la mattina stessa. Se avessi voluto una squadra al massimo non avrei fatto un determinato allenamento al mattino. Contro di noi tutti ci aspettano, quindi ci dobbiamo abituare. Prendere gol stupidi rientra nelle nostre caratteristiche, dobbiamo lavorare ma non è detto basti, se nel nostro dna abbiamo la c*****a incorporata la tiriamo fuori…”.

Aspetti positivi e negativi del ritiro? “La squadra non ha lo stesso margine di miglioramento di due anni fa, ora si lavora sui particolari e uno di questo è evitare gol stupidi e lavorare sulle palle ferme. Vogliamo limare dettagli che molto probabilmente sono gli aspetti più difficili. Se io ho un potenziale di 10 arrivare a 8-9 è facile, fare l’ultimo 10% è sempre l’aspetto più difficile“.

Se domani si giocasse il preliminare, lei giocherebbe con Mertens o Milik? “Dipende da come stanno stanotte“.

Quali sono le ambizioni della squadra? “I ragazzi devono avere la testa giusta, abbiamo fatto bene il girone di ritorno ma questo non ci da garanzie. Abbiamo fatto benissimo in un campionato meno difficile di quello che ci aspetta, le squadre si stanno rinforzando in maniera importante e se si perde anche una sola caratteristica dell’ultimo girone di ritorno non faremo gli stessi risultati. Servirà umiltà e mentalità per poter sperare di fare bene e comunque non è detto saremo protagonisti“.

C’è bisogno di un colpo importante sul mercato? “Come vi piace parlare di colpi, poi bisogna vedere se lo sono realmente. Il Napoli non è mio ma di De Laurentiis, è lui a fare le scelte societarie e io mi adeguo. Non ho richieste particolari, mi daranno una rosa a disposizione e io allenerò quella rosa“.

Giudizio su Ounas?È un ragazzino che ha fatto bene all’esordio in Francia e un po’ meno bene l’anno scorso. E’ giovane, ha qualità ma chiaramente, vista la poca esperienza, andrà atteso e non sovraccaricato di grandi responsabilità. Di sicuro ha prospettive per poter far bene“.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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