L’ultima giornata di campionato è stata decisiva per la corsa Champions, per la lotta scudetto e per quella salvezza.
Molte partite si sono caratterizzate per le marcature di alcuni giocatori che, prima di allora, avevano raccolto un minutaggio al di sotto delle aspettative.

Finalmente “Il dromedario del goal”

Nell’anticipo della giornata Spezia-Benevento è stato decisivo il neo-arrivato Adolfo Gaich. Arrivato a gennaio per 9 milioni dal CSKA Mosca, fino a venerdì aveva raccolto 36 minuti totali, subentrando contro Verona e Napoli. 

Gliene sono bastati 7 nella prima da titolare per segnare il primo goal con i campani, sbloccando un match fondamentale in ottica salvezza e interrompendo il digiuno da goal dei giallorossi nelle ultime tre partite. Fisicità e tecnica, le qualità sono cominciate ad uscire fuori: con un po’ di continuità può affermarsi ed essere decisivo per restare nella massima categoria.

Le seconde linee del Milan superano lo scoglio Verona

Il Milan ha dovuto affrontare il Verona con tantissime assenze, su tutti Ibrahimovic, Calhanoglu e Theo Hernandez. Oltre all’avversario come sempre ostico e fisicamente probante, alla vigilia c’erano quindi molte incognite sulla formazione ampiamente rimaneggiata. I rossoneri però hanno saputo vincere da grande squadra, soffrendo e concedendo poco contemporaneamente: 2-0 risultato finale, marcature di Krunic e Dalot

Il bosniaco arrivato nell’estate 2019 dall’Empoli ha sempre deluso le aspettative quando chiamato in causa. Nelle ultime uscite ha mostrato cenni di ripresa quando schierato da trequartista centrale nel 4-2-3-1 di Pioli, il minutaggio in campionato resta però ridottissimo: 377 minuti totali e una sola presenza dal primo minuto. Dopo le prestazioni convincenti contro la Stella Rossa, il primo goal in campionato è arrivato proprio contro la squadra di Juric con una grande punizione e la complicità di Silvestri non piazzato al meglio. 

Anche Dalot non aveva mai convinto appieno da quando era arrivato quest’estate in prestito dal Manchester United. Prima di questa giornata aveva giocato, tra tutte le competizioni, 1438 minuti totali (circa 16 partite totali), partendo titolare in 10 occasioni (ben 8 in Europa League). Schierato a sinistra ha trovato anche lui il primo goal in campionato con una spettacolare bomba sotto al sette dopo una rapida finta: risultato in banca e 3 punti d’oro per i rossoneri.

Un goal per superare gli infortuni: Gabbiadini e Osimhen

Non solo. In Sampdoria-Cagliari il momentaneo 2-1 lo ha firmato Gabbiadini con una grandissima conclusione da fuori area: prima di allora soltanto 130 minuti in stagione. Superando i problemi fisici può essere un’alternativa importante per variare l’attacco di Ranieri. 

Un altro che sembra aver finalmente superato le noie fisiche è Osimhen: prima del posticipo contro il Bologna aveva raccolto 984 minuti totali senza mai convincere. Il 2-0 nasce da un suo grandissimo contropiede guidato con forza e velocità, proprio le qualità per cui la società e Gattuso erano arrivati a spendere quella cifra monstre in estate.

Non una casualità nel campionato più folle di sempre

Allargando il campo di osservazione alle scorse giornate più in generale ci sono altri esempi.
Già nell’infrasettimanale, Parma-Inter è stata decisa da una doppietta di Alexis Sanchez. Schierato quasi a sorpresa al posto di Lautaro Martinez, il cileno è risultato il migliore in campo e ha saputo dialogare al meglio con il compagno di reparto: sul primo goal con furbizia e rapidità passa alle spalle di Valenti, sul secondo è bravissimo a farsi trovare pronto dopo la percussione di un immarcabile Lukaku.
Raggiunti così i 5 goal e 5 assist in campionato: bottino di tutto rispetto per un giocatore che nel 2021 è partito da titolare solamente in due occasioni.

Nello stesso turno, Fiorentina-Roma è stata decisa da un goal di Diawara, certamente non la prima scelta del centrocampo di Fonseca. Ancora prima, in Bologna-Lazio la prima marcatura è stata di Mbaye, che prima di allora superava a stento i 300 minuti totali in stagione ed era a secco dal novembre 2018.

In conclusione, in questa stagione così sui generis in cui si segna mediamente di più, le 5 sostituzioni e la possibilità di giocare ogni 3 giorni hanno permesso di rendere la Serie A più pirotecnica.
In questa ottica è evidente come per molte squadre siano risultati decisivi gli innesti dalla panchina e una rosa lunga.

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Classe '99, sono di Roma e tifo Lazio. Attualmente studio Scienze Statistiche. Appassionato di calcio, della tattica e dei numeri.

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