#SampdoriaSPAL, Giampaolo: “Squadra sempre stata sul pezzo. Jankto? Una risorsa”

Giampaolo

L’allenatore della Sampdoria, Marco Giampaolo, è uscito soddisfatto dal posticipo del lunedì sera che ha visto la sua squadra imporsi 2-1 contro la SPAL.

Ecco le sue parole ai microfoni di Sky Sport: “Potevamo gestirla meglio, ma non avevamo le risorse per farlo. Era la quinta partita in due settimane e sono contento di come le abbiamo affrontate. Abbiamo perso il palleggio e quindi sofferto gli ultimi dieci minuti, ma la linea difensiva, insieme al centrocampo, ha dimostrato di avere una buona solidità. Avremmo avuto una classifica ancora migliore se non si fossero verificati alcuni episodi nei finali. Stasera la squadra è stata sempre sul pezzo. Dovevamo far meglio con coloro che sono subentrati. Una squadra è forte quando il livello è sempre lo stesso nei novanta minuti”.

Su Quagliarella e una possibile chiamata azzurra: “Fabio è un giocatore forte, io devo giocare 38 partite, per questo l’ho tolto. Capisco che possa non essere soddisfatto, ma io ho tanti giocatori forti. Nel giorno in cui dovesse venir meno Fabio, io devo poter fare affidamento su altri. Poi è chiaro che ci siano gerarchie. Ma non posso pensare di fare una stagione con undici giocatori. Non mi sorprenderebbe perché è un gran giocatore, un assist-man, sarebbe per lui un regalo straordinario. Va bene che lui sia arrabbiato. E’ il mio capitano, è colui con più presenze da quando io sono alla Samp, quindi ho risposto con i fatti”.

Il basso utilizzo di Jankto, arrivato dall’Udinese quest’estate: “Essendo abituato a giocare in questo momento gli sto preferendo altri ed è un po’ in difficoltà, ma non deve abbassare la guardia, deve stare sul pezzo. Devo avere un calciatore che c’è psicologicamente, non uno che subisce l’esclusione. Poi è chiaro che gli altri che lavorano con me da due anni hanno migliori conoscenze, ma Jankto è una risorsa per me”.

Le richieste di stasera: “Di giocare sempre a calcio. Quando hai la palla corri meno, ti diverti e fai meno fatica. Quando corri dietro agli altri, ti innervosisci, fai più fatica, permetti agli avversari di fare qualcosa in più. E questo va a tuo svantaggio”.

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