#SampdoriaGenoa, cosa ci ha detto il Derby della Lanterna

Photo Credit: U.C. Sampdoria/Pegaso Newsport

Domenica sera, in un Ferraris tristemente vuoto a causa della situazione sanitaria del Paese, è andato in scena il 103esimo Derby della Lanterna.

L’assenza del pubblico, che ha sempre reso la stracittadina genovese molto affascinante e spettacolare, ha dato una nota malinconica ad una sfida comunque divertente, terminata con il risultato di 1-1 grazie ai gol di Jankto e Scamacca.

Il prepartita

I “padroni di casa” sono arrivati al derby galvanizzati dalla vittoria esterna a Bergamo sul campo dell’Atalanta e senza particolari problemi di formazione: unico assente Manolo Gabbiadini, mentre Antonio Candreva ed Adrien Silva hanno recuperato in extremis. Il mister Claudio Ranieri ha confermato la formazione che ha battuto a sorpresa gli orobici, risolvendo il ballottaggio Gaston Ramirez-Keità Baldé in favore dell’uruguagio.

Il Genoa invece è arrivato al derby dopo settimane difficili a causa del Covid e dopo la sconfitta di misura con l’Inter nonostante una buona prova difensiva. Rispetto alla sfida con i nerazzurri Rolando Maran ha cambiato modulo, dimostrando grande adattabilità all’avversario, e ben cinque interpreti. L’ex allenatore del Cagliari è riuscito a recuperare il capitano Criscito ed ha affidato le chiavi dell’attacco a Scamacca ed all’inossidabile Pandev, supportati da Zajc.

La partita

La miglior analisi dell’andamento della sentitissima sfida è stato fatto dal sempre lucido Claudio Ranieri. Al termine della gara, ai microfoni di Sky, l’esperto allenatore romano ha dichiarato: “Il primo tempo è stato alla pari, nel secondo tempo invece meritavamo qualcosa di più.

Nella prima frazione le due squadre si sono fronteggiate senza esclusione di colpi. I blucerchiati sono passati al 23′ con un sinistro sibillino di Jankto, bravo ad accentrarsi ed a trovare la rete dopo una bella apertura di Ramirez. Dopo il vantaggio avversario il Genoa non si è lasciato sopraffare, ma ha subito reagito, costringendo prima Audero al miracolo su Zapata e raggiungendo in seguito il pari al 28′. L’1-1 è arrivato grazie a Gianluca Scamacca, uomo del momento in casa Genoa, che ha trovato il primo gol in Serie A nel derby (come Icardi) ed è attualmente in striscia positiva grazie alla doppietta di Coppa Italia con il Catanzaro ed il gol al Torino. L’attaccante romano ha segnato con una bella girata, arrivata dopo che Lerager ha ributtato in area il pallone con la testa. L’ultimo brivido del primo tempo è stata una conclusione strozzata del promettente Rovella.

La ripresa è stata evidentemente di marca doriana, sia per predominio territoriale che per occasioni. La squadra di Ranieri ha tenuto il pallone per il 66% del tempo ed ha prodotto le migliori chance per portarsi nuovamente in vantaggio. Al 71′ il neoentrato Keita Baldé ha colpito il palo e Damsgaard ha fallito il tap-in a porta vuota. L’attaccante ispanosenegalese ha avuto un’altra opportunità a pochi metri dalla porta di Perin, ma è scivolato sul più bello. Un paio di velleitari tentativi di Candreva sono stati le ultime emozioni di una partita divertente.

Cosa ci ha lasciato il Derby di Genova

La cosa che sicuramente balza all’occhio dopo queste prime partite è che entrambe le squadre genovesi hanno migliorato le proprie prospettive dopo un’annata molto complessa. La Sampdoria ha trascorso la prima metà dello scorso campionato costantemente in zona retrocessione, per poi risollevarsi con Ranieri al comando. Il Genoa, dopo i soliti cambi di allenatori e rivoluzioni in sede di calciomercato, si è salvata solamente per il rotto della cuffia all’ultima giornata.

Le due squadre hanno operato scelte tecniche diverse – la Samp ha confermato giustamente Ranieri, il Genoa ha lasciato andare l’artefice della salvezza, Davide Nicola, per puntare su Maran – ma sono state entrambe molto attive nell’ultima sessione di mercato, come spesso accade, soprattutto sulla sponda rossoblù.

I blucerchiati hanno deciso di puntare molto sull’esperienza, confermando Tonelli e Yoshida e portando a casa Candreva ed Adrien Silva, abbinandola però al talento giovane di Keita Baldé, Askildsen e soprattutto Damsgaard. In totale la Prima Squadra doriana gode di otto volti nuovi rispetto allo scorso campionato.

I rossoblù hanno invece agito come di consueto sul mercato, scommettendo su qualche sorpresa, cercando di rilanciare qualche “vecchia promessa” e aggiungendo sempre quel pizzico di esperienza e sostanza che non guastano mai. Alla corte di Maran sono arrivati l’attaccante uzbeko Shomurodov ed il terzino delll’Atalanta Czyborra per quanto riguarda la prima “categoria” sopra menzionata; Zajc, Pjaca, Zappacosta, Pellegrini e Scamacca per la seconda; Badelj per la terza.

Il mercato ha dunque aiutato ad aggiustare due squadre che l’anno scorso si erano dimostrate molto incomplete e lacunose.

Riassumendo quanto visto nel derby ed in questo avvio di campionato, la Sampdoria, che già aveva trovato più equilibrio difensivo dall’inizio del 2020, sembra più pericolosa e attiva in fase offensiva, mentre il Genoa è apparso solido e resistente dietro (considerando i 6 gol presi dal Napoli come episodici e dettati dalla situazione Covid) ma un po’ più sterile in avanti, Scamacca permettendo.

Le prospettive delle due squadre

Il Derby della Lanterna ha confermato ciò che era possibile pensare sulle prospettive delle due squadre. Se le due compagini genovesi ad inizio mercato sembravano attardate nella griglia di partenza del nuovo campionato, ora intravedono orizzonti ben diversi e possono guardare al futuro con ottimismo.

Sia Genoa che Sampdoria possono puntare ad una posizione a metà classifica, con i blucerchiati attualmente un po’ più avanti rispetto ai cugini.

Ranieri può contare su molta qualità sulle fasce e dalla trequarti in sù e deve solo riuscire a migliorare la mentalità della squadra, come da lui stesso ammesso al termine del derby.

Maran deve ancora trovare la quadra definitiva, con qualche punto di domanda di troppo: chi dev’essere l’attaccante titolare? Pjaca e Zajc possono giocare insieme o devono fare staffetta? Difesa a 3 o a 4?

Se da un lato tutti questi interrogativi sono un aspetto da migliorare, dall’altro possono essere visti come un punto di forza di un Genoa camaleontico, capace di adattarsi all’avversario che si troverà di volta in volta di fronte.

Photo Credit: U.C. Sampdoria/Pegaso Newsport

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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