Il giocatore della Sampdoria, Duvan Zapata, ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Queste le sue parole riprotate da Calciomercato.com:  “L’esultanza del marinaio che fuma la pipa come sullo stemma della Samp? Me ne ha parlato un amico, genovese e genoano, che vive a Udine e mi è venuta l’idea. Anche se dovessi segnare contro l’Udinese, non esulterò. Io lì sono stato bene e porto Udine nel mio cuore. Certo, pensavo che avrebbero fatto qualcosa in più per comprarmi e trattenermi”. 

Napoli?A Napoli non mi hanno considerato. Ero reduce dalla mia migliore stagione in Italia, credevo di poter dire la mia. Invece sono rimasto due mesi emarginato, allenandomi a parte. Per fortuna è arrivato Ferrero, che ha fatto tanto per portarmi qui. Tra l’altro lui mi voleva già due anni fa, quando l’allenatore era Zenga. Voglio superare Muriel, punto a fare più gol di lui nella Sampdoria e a diventare l’attaccante colombiano che ha segnato di più in Italia. 

Ho passato momenti difficili: quando avevo vent’anni è mancata mia madre mentre ero in ritiro con la nazionale Under 20. Il calcio mi ha aiutato a concentrarmi su qualcos’altro, ma, appena arrivato all’Estudiantes, mi sono rotto il perone e sono stato fuori 4 mesi. Solo, lontano dalla famiglia e da tutto: non è stato semplice. Ma sono andato avanti. Punto a battere il mio record di gol in una stagione, 10, realizzato a Udine e a migliorare sempre. Io sono fatto così: ho imparato qualcosa da ogni allenatore che ho avuto. 

L’allenatore? Giampaolo mi ha fatto vedere i video degli allenamenti, perché imparassi i movimenti. Con Quagliarella ci siamo subito intesi proprio perché abbiamo movimenti distinti, dovuti al gioco dell’allenatore. Giampaolo fa diventare importanti anche le cose che sembrano banali. All’Estudiantes ho avuto la fortuna di giocare con Veron, tra l’altro un ex della Samp. Lui per i tifosi era Dio, per noi ragazzi un esempio: sapeva sempre in anticipo cosa fare e lo faceva con un solo tocco. 

I miei modelli come centravanti sono Drogba, Ibra e Adriano, li prendevo quando giocavo con la playstation. E ho cercato di rubar loro qualcosa. Higuain? Mi ha insegnato a non dare nulla per scontato. A farmi trovare sempre pronto in area, anche in allenamento. Sembra banale, ma per un attaccante è la cosa più difficile.

Dove può arrivare questa Samp? Più in alto possibile. La Champions è un sogno, l’Europa League un traguardo più alla portata. Parlando con i compagni ho capito che il salto di qualità si può fare in partite come quella di sabato. Vincere contro le grandi conta, ma è con le formazioni medie e piccole che puoi fare la differenza.”

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.