Sampdoria, Iachini: “Io cuore doriano”

L’ex allenatore della Sampdoria, Beppe Iachini, ha parlato ai microfoni de Il Secolo XIX in merito al suo passato doriano. Queste le sue parole riportate da Calciomercato.com: “E’ sempre un gran piacere per me e i miei collaboratori ritornare in un posto dove siamo stati particolarmente bene. Dove siamo stati accolti bene sia dalla società che dai tifosi. Abbraccerò volentieri chi è rimasto, dal dottor Baldari ai fisioterapisti, ai magazzinieri.

Abbiamo vissuto insieme una bella avventura, che ci porteremo sempre nel cuore. Ancora oggi se incontro un tifoso sampdoriano mi ringrazia e mi fa le feste. Sono sentimenti sinceri e forti, da conservare. Poi, però, siamo professionisti. E la partita bisogna giocarsela. Io adesso alleno il Sassuolo e ne sono onorato.

La Sampdoria società sta facendo un ottimo lavoro, centrando sempre gli acquisti. Ha allestito una squadra forte, alcuni blucerchiati tra l’altro li conosco bene per averli già allenati: Barreto, Zapata, Verre e anche Viviano per un breve periodo. Una squadra che grazie a Giampaolo gioca a memoria. Competitiva in tutti i reparti, qualità in tutti i reparti. Non mi sorprende che si trovi in una posizione così prestigiosa della classifica. 

Quei playoff col Sassuolo? E’ la prima cosa che mi hanno ricordato quando sono arrivato.Quel playoff era stato il coronamento di una grande rincorsa che ci aveva poi portato alla finale con il Varese. In quel doppio confronto con il Sassuolo dovevamo a tutti i costi portare a casa il risultato. Nel girone di ritorno eravamo diventati una macchina da guerra, sotto l’aspetto fisico, tattico, della mentalità. Si vedeva lo ‘Iachini pensiero’. Avevamo valorizzato tanti giovani e alla fine avevamo ottenuto una promozione nella quale all’inizio non tutti credevamo.

Se vedrò la curda della Samp?  E beh, si. La Gradinata Sud. Insieme a quel pubblico ho vissuto uno dei momenti più belli e intensi della mia carriera. Da quella parte ho ricevuto e continuo a ricevere tanto affetto… dall’altra invece è tutta un’altra musica,ma come giustamente si dice, non si può essere figli di due bandiere. E la mia è blucerchiata.”

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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