Parla mister Giampaolo, nella classica conferenza stampa di vigilia, della sua Sampdoria. La sfida contro il Torino si prospetta dura, ma la Samp arriva da due settimane di stop, anche grazie alla pioggia che ha fermato il match contro la Roma.

Sul rinvio della sfida con i giallorossi: “Avremmo preferito giocare Samp-Roma, ma la sosta non compromette nulla. La sosta ha tolto continuità alla squadra, ma ho potuto lavorare di più con Andersen, Strinic e Zapata.

Sull’impegno di domani con il Torino: “Il Torino è una squadra solida, che vuole dare continuità all’ottimo campionato della scorsa stagione. Abbiamo grande rispetto per i granata, ma noi dovremo essere competitivi. Il prossimo avversario ci darà la misura di quello che siamo noi: so che la mia squadra è migliorata. I granata hanno cambiato poco, sostituendo con elementi di valore i partenti e proveranno a confermare quanto di buono fatto la scorsa stagione”

Sul mancato impiego di alcuni elementi della rosa: “Quando svolgo allenamenti dieci contro dieci devo fare delle scelte: mi dispiace tenere fuori Djuricic e Ivan. Ivan è reduce da un lungo infortunio, si allena con noi in determinate situazioni ma il centrocampo è completo”.

Sulla trasferta libera: “Bellissima conquista questa trasferta libera per i nostri tifosi: il loro apporto è sempre un valore aggiunto”

Sulla formazione che affronterà il Toro: “In queste settimane gli allenamenti sono stati di altissimo livello, ho molti dubbi sulla formazione. Non la snatureremo, ma potrei fare scelte funzionali a contrastare l’avversario. Sono tutti pronti per giocare: qualcuno ha i novanta minuti, qualcuno meno, ma possono scendere in campo. La qualità della rosa è aumentata rispetto alla scorsa stagione e di conseguenza anche la competizione interna”.

Sul giovane difensore Andersen: “Andersen per spirito d’attenzione è della stessa pasta di Skriniar e per chi gioca in difesa è già un bel punto di partenza, è un ragazzo che mi piace. Non ha ancora le conoscenze adeguate, ma è un diamante grezzo sul quale sarà bello lavorare”.

Sul possibile impiego di Viviano, al rientro dall’infortunio: “Emiliano Viviano deve ancora lavorare, è ancora lontano dal top della forma”

 

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.

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