Sampdoria, Giampaolo: “Contro la Juventus partita proibitiva. Buffon? Capisco le sue parole”

Giampaolo

Dopo il pareggio a reti bianche nel Derby della Lanterna della settimana scorsa, è in programma un altro match molto impegnativo per la Sampdoria, che alle 18 di domani affronterà la Juventus all’Allianz Stadium di Torino.

In occasione di questo incontro molto importante, valevole per la 32esima giornata del campionato di Serie A TIM 2017-18, il tecnico dei blucerchiati Marco Giampaolo si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti.

L’allenatore ha iniziato parlando della partita e ricordando anche il match dell’andata, dicendo: “La partita sulla carta è proibitiva. La Juventus ha perso l’ultima partita a Genova contro di noi e poi ha fatto 16 vittorie con 4 gol subiti. Le partite, poi, vanno giocate e le dimostrazioni sono i due quarti di Champions dove la Roma ha ribaltato la gara e la Juve è mancato poco che lo facesse. Sono realista e so che è una partita di un certo tipo che la giocheremo con la migliore formazione, proprio perché non faccio calcoli. Sono consapevole della forza della Juventus e che mercoledì ha fatto una delle gare più belle della gestione Allegri. Proprio per questo è una squadra che fa paura. La partita dell’andata me la ricordo. Abbiamo anche avuto fortuna perché qualche occasione l’abbiamo concessa. Dobbiamo fare meglio”.

A seguire, l’ex Empoli ha parlato dei calciatori che verranno impiegati domani e dei vari dubbi di formazione, affermando: “Murru non c’è, così come Bereszynski. A destra gioca Sala, a sinistra devo ancora decidere perché va contestualizzata alla partita di mercoledì. Torreira e Praet recuperati? Sì. Hanno svolto lavoro differenziato, il quale permette ai giocatori di recuperare al 100%. Praet l’ho visto affaticato, è un motore straordinario, aveva subito qualcosa e la paura che potesse incappare in qualche fastidio muscolare. Barreto sta bene, ha recuperato al 100% e domani gioca. Strinic? Io gliel’ho detto personalmente e davanti ai suoi compagni. Il fatto che sia in scadenza non mi interessa. Ha avuto problemi di natura fisica ed ha perso un po’ di massa, ma non è motivato. Si è inserito all’interno di un contesto squadra e a lui ho detto che nel momento in cui lo rivedrò in campo con spirito e attivazione mentale forte non ho nessun problema a farlo giocare. Sta meglio rispetto a qualche mese fa e conto di impiegarlo, ma non so se domani. Ai ragazzi ho detto che si può sempre fare qualcosa di straordinario. Ho detto che ce la giocheremo con la migliore formazione per quel tipo di partita e dobbiamo fare le cose meglio rispetto alla miglior partita disputata. L’unico modo per avere delle chances è non regalare la palla alla Juve e non difendere sistematicamente davanti alla porta. Dobbiamo fare qualcosa fuori dall’ordinario, però andiamo lì per giocare la partita”.

Successivamente, lo stesso Giampaolo si è aggregato a tutti quelli che hanno commentato le parole di Buffon dopo il match contro il Real, dichiarando: “Io penso che ci sia differenza fra chi fa l’amministratore delegato e si prepara tre mesi per parlare e chi gioca a calcio. Capisco Buffon, ha fatto una partita straordinaria a Madrid, non ha mai vinto la Champions e ha quasi 40 anni. Devi entrare nel sentimento del giocatore, lì c’è passione, lo sport. Tutti quelli che lo hanno, tra virgolette, bacchettato sono ragionieri da scrivania”.

A seguire, il mister ha parlato della corsa per qualificazione all’Europa League e della sua permanenza in Liguria: “Dobbiamo guardare noi stessi. Alla fine della partita chiedo cosa hanno fatto gli altri, ma non mi preoccupo mai prima. I ragazzi sanno quali partite devono vincere e sanno quali partite sono difficili. Sono tutte squadre forti, il Torino ha i numeri per fare l’Europa League, la Fiorentina ha tradizione, il Milan è fuori categoria e l’Atalanta ha acquisito la mentalità internazionale. Io alla Samp sto bene e mi fanno lavorare bene, l’ho sempre detto e lo ribadisco. La mia intenzione è continuare perché sto bene. Poi finiamo il campionato, ci sediamo e vediamo cosa vogliamo fare, rimarremo assieme assieme se stiamo bene. Poi se tu la pensi in una maniera e io in un’altra, al di là del contratto, dico ‘Grazie Presidente’ e vado. Per ora non la penso così”.

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