Rooney e Kompany: da stelle di Manchester ad allenatori-giocatori

Kompany

Due settimane fa è arrivata l’ufficialità: Wayne Rooney siederà sulla panchina del Derby County. Cosa c’è di strano? Nulla, se non fosse per il fatto che l’ex stella del Manchester United ricoprirà il ruolo di allenatore-giocatore del club militante in Championship. Il classe 1985, attualmente in forze al DC United in MLS, si unirà ai ‘The Rams’ nel prossimo Gennaio con un contratto della durata di diciotto mesi fino a Giugno 2021, con opzione di rinnovo per un’ulteriore stagione. Tornerà dunque in Inghilterra per vestire la maglia numero 32 dopo solo un anno di permanenza nella Major League Soccer.

Il richiamo di casa

Rooney non è il primo calciatore ad intraprendere la strada che porta a questo “doppio ruolo”, qualche mese fa infatti l’altra sponda di Manchester, quella Sky Blues, ha visto partire Vincent Kompany. Dopo 11 anni il Capitano dei Citizens è tornato all’Anderlecht, squadra che lo ha fatto crescere e che lo ha portato a giocare tra i professionisti. Il gigante Belga ricopre a sua volta la posizione di player-manager esattamente come farà a partire da Gennaio lo stesso Rooney con cui è stato protagonista di tante sfide in Premier League. L’ex attaccante dell’Inghilterra aveva già superato l’ “effetto nostalgia” tornando all’Everton due anni fa dopo aver concluso la sua avventura con i Red Devils, a Liverpool però non aveva trovato troppa fortuna e così l’anno scorso aveva deciso di emigrare negli Stati Uniti per unirsi al DC United.

Un ruolo non per tutti

Si sa, non sempre il talento che tanti grandi giocatori dimostrano di avere in campo si rivela immutato anche in panchina, specialmente se come in questo caso si tratta di alcune figure così forti portate a ricoprire un doppio ruolo di difficile gestione. Le le notizie che arrivano dal Belgio non sono confortanti, infatti il verdetto del campo è stato parecchio duro: l’ex centrale del City sta ancora aspettando la sua prima vittoria collezionando fino ad ora soli 2 punti in 4 partite con un KO all’esordio casalingo. L’esperienza del rivale ai tempi di Manchester servirà sicuramente a Rooney per fargli capire che non si tratterà di un’avventura semplice, anche se avrà un po’ più di tempo per prepararsi al meglio per questo suo nuovo incarico.

Esempi illustri e meno fortunati

La figura di giocatore-allenatore vanta dalla sua diversi nomi altisonanti che figurano i questo particolare elenco, molti si sono fatti conoscere proprio in Inghilterra durante gli anni ‘90, periodo in cui divenne obbligatorio conseguire la licenza UEFA B per poter allenare. Due vecchie conoscenze del calcio Italiano arrivarono alla guida del Chelsea proprio in quegli anni: il fuoriclasse del leggendario Milan di Arrigo Sacchi Ruud Gullit, dopo aver vinto tutto con i Rossoneri, assunse il ruolo di tecnico e attaccante dei Blues nel ‘95 all’eta di 32 anni, e rimase in attività fino al ‘98 riuscendo persino a conquistare il suo unico trofeo come tecnico proprio alla guida della squadra di Londra, si trattava della FA Cup del 1997. L’anno successivo venne sostituito da Gianluca Vialli, uno degli eroi dello Scudetto conquistato dalla Sampdoria nel 1991 e della storica Champions League vinta dalla Juventus nel 1996. Assunta la guida tecnica riuscii a fare anche meglio del suo predecessore collezionando 5 trofei: 1 Coppa delle Coppe, 1 FA Cup, 1 Coppa di Lega, 1 Charity Shield e 1 Supercoppa UEFA. In quella squadra giocò fino al 1999. Andando avanti nel tempo praticamente fino ai giorni nostri troviamo altre conoscenze del nostro Campionato e della Nazionale Italiana, si tratta dei due Campioni del Mondo 2006 Gennaro Gattuso e Gianluca Zambrotta. Entrambi chiusero la loro carriera in Svizzera allenando e giocando il primo nel Sion e il secondo nel Chiasso.

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