Romagnoli, 4 anni da leader silenzioso: è arrivato il momento del salto di qualità

Esattamente 4 anni fa, in un caldo 11 agosto del 2015, Alessio Romagnoli diventava ufficialmente un giocatore del Milan. In realtà non ricordiamo se quel giorno effettivamente fosse davvero così caldo, ma lo scriviamo sulla fiducia. Andiamo avanti.
I rossoneri acquisirono le prestazioni del difensore centrale versando 25 milioni di euro nelle casse della Roma, società detentrice del cartellino all’epoca dei fatti.

La spesa venne molto criticata. Nonostante 4 anni non siano molti calcisticamente, sembra passata un’eternità: nel 2015 spendere 25 milioni per un difensore ventenne (con appena una stagione in Serie A da titolare alle spalle) sembrava una follia. I rossoneri però si fidarono dell’allora tecnico Sinisa Mihajlovic e affidarono a Romagnoli le chiavi della difesa. Mai scelta fu più giusta.

Quattro anni dopo siamo qui a parlare di uno dei migliori difensori del campionato, Capitano proprio del Milan. Andando a rileggere le parole di Adriano Galliani al momento dell’ufficialità del trasferimento, sembra quasi che l’ex a.d. rossonero sia stato profetico: “Pensiamo tu abbia tutto il tempo per diventare una nostra bandiera, una di quelle che avvolgono bene il pallone come nella tradizione dei grandi difensori di scuola rossonera, una di quelle che svettano alte a San Siro”. Probabilmente è presto per dire con certezza se Romagnoli sarà una bandiera del Milan, ma siamo sulla buona strada.

Mai una polemica, mai una parola fuori posto, un rinnovo arrivato lo giugno dello scorso anno in uno dei momenti più bui della recente storia rossonera. In un periodo di totale incertezza, Romagnoli con i fatti ha dimostrato di esserci per il Milan. E con l’addio di Bonucci, reso capitano repentinamente, la fascia rossonera è tornata al braccio di qualcuno che la merita davvero.

Nei 4 anni al Milan è sempre stato uno dei migliori giocatori della rosa, dimostrando che le polemiche per i 25 milioni spesi erano totalmente inutili e infondate. Chiariamo, errori ce ne sono stati e ce ne saranno, ma è impossibile criticare quello che Romagnoli ha rappresentato per la difesa del Milan dal 2015 ad oggi.

Probabilmente uno dei fattori che non hanno permesso a Romagnoli di accelerare il suo processo di crescita è stato il fatto di non aver avuto mai un top al suo fianco. Esclusa l’annata con Bonucci, dei due centrali del Milan è sempre stato lui il più forte. In realtà anche quando c’era Bonucci, per un buon periodo quello a dare maggiori certezze era proprio l’ex Samp e Roma.
Se Thiago Silva per crescere ha avuto Nesta (per fare un esempio recente rossonero), Romagnoli non ha avuto nessuno.

Adesso però basta aspettare il compagno di reparto top, è arrivato il momento di diventare definitivamente un top.
Se le ultime stagioni di Romagnoli sono state da grande leader e da ottimo difensore, adesso è arrivato il momento di consacrarsi nella top 3 dei difensori della Serie A. Con Giampaolo c’è bisogno del definitivo salto di qualità, quello che faccia dire ai tifosi rossoneri: “tranquilli, tanto dietro c’è Romagnoli”.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

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