Alla vigilia del match contro il Genoa, valevole per la 38a giornata del campionato di Serie A, il tecnico Luciano Spalletti ha parlato alla stampa in quella che potrebbe essere stata la sua ultima conferenza pre-partita da allenatore della Roma. Oltre ad alcune domande sul suo futuro, l’ex Udinese e Zenit ha naturalmente risposto a quelle  sul ritiro del capitano Francesco Totti, che domani giocherà la sua ultima partita con la maglia giallorossa. Queste le sue parole, riportate da Tuttomercatoweb.com:

“Le insidie maggiori sono rappresentate dalle distrazioni che potrebbero esserci domani. Che festa sarebbe se non arrivassero i tre punti? Dobbiamo pensare al campo”.

In cosa la squadra è cresciuta di più in questa stagione?
“Di confronti ce ne sono stati tanti. La cosa fondamentale è stata quella di usare la strategia che ogni volta si riparte da zero. Quando di vince aumenta l’ego, spesso succede che diventi più un ‘io’ che un ‘noi’, ma solo attraverso il gruppo si arriva alle vittorie. Dopo un successo si deve resettare tutto e ripartire da capo”.

Totti giocherà dal 1′? Cosa rappresenta quella che sarà la sua ultima partita?
“Giocherà un bel pezzo di partita, quello più importante. La gara significa essere fortunati: ho avuto il piacere di vedere la qualità del suo piede e delle sue giocate. A volte mi sono accorto in ritardo delle sue giocate, riusciva sempre ad anticipare. Sono stato fortunatissimo a poterlo allenare. L’ho visto segnare tantissimi gol, tutti bellissimi, sia in partita che in allenamento. Vorrei sentire parlare Totti, lo vorrei sentire contento”.

Sarà la sua ultima partita alla Roma?
“Dobbiamo arrivare in fondo, come ci siamo detti. In questa partita c’è tutto quello che stiamo cercando da un anno. I tre punti sono fondamentali per fare festa, sennò la festa ce la faranno gli altri, il Napoli sta bene e non mollerà fino alla fine. Abbiamo vinto tantissime partite quest’anno e ne abbiamo perse alcune importanti che non dimentichiamo. La nostra è una grande squadra che ha sempre fatto vedere il suo valore”.

Qual è il ricordo migliore che ha di Totti e quale il peggiore?
“Quello che mi lega di più è quello della qualità e della forza del giocatore, della sua personalità quando entra in campo. Riesce a togliere responsabilità agli altri calciatori, mettendoci la faccia, sia in campo che fuori. Nessuna cosa mi ha dato fastidio, a volte non ho condiviso le sue prese di posizione, ma credo che siamo tutti un po’ nel torto. Ha molte qualità ma in alcune cose deve ancora migliorare. Essere il capitano e leader di una squadra vuol dire qualche volta donare tutto ciò che hai agli altri. Lo ha fatto, ma a volte non è arrivato il suo messaggio. La Roma deve vincere, non ci possiamo accontentare dei successi di Totti. Queste mie parole non devono essere equivocate: non si deve scrivere che io ce l’ho con Totti. Totti è un dono che è stato fatto a tutti coloro che amano questo sport, gli vogliamo tutti bene. Ogni tanto viene usato per altri fini”.

Se domani dovesse arrivare il secondo posto e poi lei dovesse decidere di lasciare, può confermare che sarebbe l’Inter il suo nuovo club?
“Adesso posso solo dire che penso solo alla sfida di domani. Vogliamo remare tutti verso la stessa direzione, che è quella di fare sempre più grande la Roma, a cominciare dal vincere la gara contro il Genoa”.

Nel caso se ne andasse la Roma prenderebbe il quattordicesimo allenatore in quattordici anni. È così complicato lavorare qui?
“No, non è questo il punto. L’importante è remare tutti verso la stessa parte, poi gli allenatori vanno e vengono. Non so se la Roma cambierà allenatore in estate, ne parleremo la prossima settimana, visto che domani lasceremo spazio alla festa”.

Si è parlato del suo futuro all’Inter, le ha dato fastidio?
“Un po’ sì. Queste cose di affronteranno nella prossima conferenza stampa. Ho avuto la fortuna di allenare una squadra di campioni e ripeto: se non ho vinto nessun titolo la colpa è mia. Se vinceremo domani però avremo rimesso tutto a posto. Non abbiamo mai perso due o tre partite di fila, anche con fatica siamo riusciti a portare punti a casa. Questa squadra è fantastica: non ho mai fatto giocare gente come Vermaelen, Alisson e Gerson e sono proprio loro che devo ringraziare. Si sono sempre allenati al 100% e in questo modo hanno tenuto svegli tutti coloro che sono stati impiegati con continuità”.


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