Karsdorp è della Roma, la sua prima intervista da giocatore giallorosso è al sito ufficiale del club, eccola in versione integrale qui di seguito.

Sei arrivato a Roma da poco, quali sono le tue prime sensazioni?
“La mia prima impressione è certamente buona. Sei mesi fa ero stato qui in vacanza tre giorni con alcuni amici per visitare la città e mi era piaciuta molto. Adesso sono qui già da un paio di giorni. Kevin me ne ha parlato molto, non vedo l’ora di iniziare”.

Hai iniziato a giocare nelle giovanili del Feyenoord come centrocampista per poi diventare terzino destro. Ci racconti quali sono le tue caratteristiche principali?
“Sì, dici bene, ho iniziato come centrocampista, centrocampista offensivo, fino ai 18-19 anni. Da tre anni mi sono convertito in terzino destro, con propensione a offendere, forza fisica, rapidità e un buon tiro. Posso ancora migliorare in fase difensiva. Ricopro questo ruolo da tre anni, sto ancora imparando ma va sempre meglio. In ogni caso le mie qualità sono soprattutto nella fase offensiva”.

Con la Roma avrai anche la possibilità di giocare la Champions League.
“Arrivo dal Feyenoord che nella prossima stagione tornerà a giocare la Champions League dopo diversi anni. È importante per me che anche la Roma partecipi a questo torneo. Tengo molto a giocare la Champions League e a misurarmi ai massimi livelli. È un obiettivo che sta per realizzarsi qui e non vedo l’ora”.

Hai affrontato la Roma in Europa League; che idea ti sei fatto della tua nuova squadra e dei suoi calciatori?
“Eravamo ottimisti. Rispetto alla Roma, il Feyenoord è un club molto più piccolo. Allora io ero un pivello, per così dire, avevo 19 anni, e mi è toccato entrare in campo qui dopo 10 minuti di gioco contro la grande AS Roma. Non sono il tipo che si innervosisce prima di una partita, qualunque essa sia, e anche quella volta sono riuscito a disputare un buon match.  L’atmosfera era molto bella anche per la presenza di molti tifosi del Feyenoord nel settore ospite. La mia impressione generale e dello stadio in particolare è stata molto buona”.

Hai per caso parlato della Roma con Strootman, tuo compagno di nazionale?
“Sì, ero in vacanza a Mykonos. Kevin mi ha mandato un paio di messaggi per dirmi che potevo chiamarlo o scrivergli per avere maggiori informazioni sul club ed è quello che ho fatto. Mi ha detto che potevo rivolgermi a lui per qualsiasi necessità. La sua presenza per me è importante. Non parlo l’italiano e anche il mio inglese non è buono. Sarà importante per me poter comunicare con Kevin e poterlo fare fin dall’inizio della stagione”.

C’è un calciatore del passato o del presente al quale ti ispiri?
“È una domanda che mi è stata fatta diverse volte anche in Olanda. Preferisco non avere modelli ma concentrarmi su me stesso. Ognuno gioca sempre una partita diversa. Io stesso gioco diversamente una partita dall’altra, anche se si cerca di raggiungere una certa regolarità di rendimento. In ogni caso preferisco non avere modelli di riferimento. Ognuno gioca il proprio calcio, e comunque il mio stile è molto diverso essendo stato un centrocampista offensivo prima di diventare terzino. Preferisco pertanto concentrarmi su me stesso piuttosto che sugli altri”.

Ti chiamano il treno. Come nasce questo soprannome?
“Qualche volta parto da dietro e percorro l’intera fascia laterale saltando gli avversari, da qui il soprannome ‘locomotiva’. Mi ritengono veloce e per questo mi chiamano così”.

Vuoi dire qualcosa ai tifosi?
“Amo molto il pubblico. Il pubblico è molto importante perché ti sprona a fare sempre meglio. Ho giocato tutta la vita con il Feyenoord ma adesso arrivo qui con grande voglia e entusiasmo di giocare e di realizzare i miei sogni. So che ho ancora ampi margini di miglioramento e spero di mostrarli qui. E chiudo con le mie prime parole in italiano: FORZA ROMA!!!”.

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Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.

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