Il centrocampista della Roma Radja Nainggolan ha rilasciato un’intervista per l’emittente belga VTM, nella quale non ha risparmiato parole molto dure per il padre, con il quale ha sempre avuto un rapporto molto complicato, e sulla mancata convocazione con la sua nazionale per il mondiale in russia.

Queste le parole del giocatore giallorosso:

 “Eravamo in tre a casa. Mio padre era sparito e mia madre doveva pagare i suoi debiti. Guadagnava 1300 euro lavorando dieci ore al giorno, mangiavo le stesse cose anche tre volte a settimana e succedeva che per un mese potevamo restare senza elettricità. Non ho potuto fare altrimenti. Dopo sei mesi volevo tornare indietro, ma mio fratello mi ha convinto a continuare e a restare. A Pescara guadagnavo 1400 euro al mese, riuscivo a mandare 500 euro a mia madre per aiutarla. Sono andato in Indonesia quattro anni fa. Volevo dargli un’altra possibilità, volevo perdonarlo, ma mi ha voltato le spalle chiedendomi dei soldi. Il mondiale? Non andarci è un colpo davvero duro per me, perché ne ho già saltato uno. Dopo la mia carriera non voglio avere niente a che fare con il mondo del calcio, ci sono troppi leccaculo. Io dico quello che penso, quello che sento. Questo è il mio problema, ma sarà sempre così. La mia vita fuori dal campo? Guarda, io vivo giorno per giorno. E ogni giorno può essere il migliore della mia vita. Sono un professionista, mi alleno e lavoro duramente. Sono anche un papà che porta i figli a scuola la mattina. Tatuaggi? E’ stato a Las Vegas. Ho perso un sacco di soldi e allora mi sono detto: devo fare un tatuaggio per ricordarmi questo giorno”.

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