Dopo la vittoria di sabato sul Verona, la Roma di Di Francesco si è portata a sei punti e una partita da recuperare contro la Sampdoria e, almeno virtualmente, potrebbe ritrovarsi oggi al quinto posto, al fianco del Milan. In Champions League è stata l’unica squadra italiana a non perdere, pareggiando con sofferenza contro l’Atletico Madrid, anche se le critiche non mancano per la scarsa qualità del gioco. Alla nuova Roma di Di Francesco mancano ancora quegli automatismi ottenibili soltanto col tempo. Situazioni normali e prevedibili per una squadra che in estate ha subito perdite importanti, uno su tutti Salah e che cerca nuova concretezza da poter garantire ai propri tifosi.

Del momento dei giallorossi ha parlato Nainggolan che, intervistato da Il Romanista, ha parlato del nuovo tecnico e della stagione da poco iniziata: “Non ho mai avuto dubbi sul ruolo. Anche nella altre gare ho avuto chance per segnare, dunque il gol l’ho vissuto come qualcosa di naturale. Ora dobbiamo restare concentrati e proseguire così”.

Sul nuovo modulo: “Tutto dipende dalle caratteristiche dei giocatori. C’è Defrel ad esempio che si sta adattando come esterno, sacrificandosi anche in difesa. Alisson invece ora le gioca tutte, venendo però da una stagione dove giocava una gara ogni sei. E’ una questione d’ambientamento ma tutti siamo sulla stessa barca. Il mister vuole farci giocare bene e noi siamo con lui. Con l’Inter è mancato solo il gol. Avessimo vinto 3-1, nessuno avrebbe parlato di modulo. A Bergamo abbiamo giocato peggio, eppure ci hanno elogiato. Questo è il calcio”.

Il sogno rimane lo scudetto e Nainggolan ci crede: “L’obiettivo è chiaro, vogliamo far meglio dello scorso anno. Sono rimasto per vincere. Spero si possa festeggiare qualcosa prima o poi. Sarà un’emozione difficile da descrivere”.

Mercato: “Ho avuto molte offerte importanti. E’ importante però il giusto stile di vita, con le persone che amo. Sono felice qui e non avevo motivi per cambiare. Carrasco mi ha chiesto perché fossi rimasto. Gli ho detto che qui ho tutto”.

E infine sulla Juventus:“Non mi pento di certe parole. Nasce tutto dai tempi del Cagliari, quando vedevo certi atteggiamenti dei calciatori con gli arbitri, che mi sembravano un po’ condizionati. Quando poi abbiamo subito due rigori contro, fuori area, ho detto che non si cambia mai”.

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Di Catania, appassionato di calcio a livello internazionale ma interessato a tutti gli sport, passione per il giornalismo sportivo.

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