Il centrocampista della Roma Radja Nainggolan ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano belga Het Laaste Nieuws. Queste le dichiarazioni del giocatore ex Cagliari raccolte da Voceggialorossa.com:

“Il rapporto con il ct Roberto Martinez? Mi parla un po’ più di prima. E anche in un altro modo. In ogni caso, ho un feeling migliore con lui, la nostra relazione è migliorata. Non siamo i migliori amici del mondo perché siamo sempre diversi l’uno dall’altro. Ma noto che la nostra relazione è migliore.

Il mio stile di vita? Ho molti tatuaggi, fumo e bevo di tanto in tanto. E ho fatto degli errori. Ad esempio, a Capodanno, non è stato molto intelligente da parte mia filmarmi in quello stato. Proprio come non era stato molto saggio a guidare sotto l’influenza dell’alcool. Ma io voglio vivere come un uomo normale. Il calcio è un hobby per me. Quando sei improvvisamente supportato come sono stato, è bello. Ho sentito il rispetto provenire dall’esterno. Rispetto che non ho avuto per anni, e non sto parlando di sostenitori qui in Belgio. Molte persone trovano che non sia un buon esempio per i giovani. Ma io sono un calciatore. Cerco di dare un esempio sul campo, spetta ai genitori crescere i loro figli. Questo è quello che sto cercando di fare con mia figlia. I miei non hanno fatto nulla, anche se ero un bambino ribelle. Ho vissuto molte cose nella mia vita. Cose che certamente non voglio per i miei figli”.

Sulla sua speranza di andare al Mondiale 2018: “Ho avuto la sfortuna di crederci molto in passato e la delusione è stata ancora più grande. Ci crederò solo quando sarò nel 23”.

Queste invece le sue parole sul passaggio in Champions League contro il Barcellona: “Sono stati giorni agitati, sai che ho ancora da leggere 120 messaggi?”.

Di quanti giorni hai avuto bisogno per credere all’impresa contro il Barcellona?
“Il giorno dopo non ci credevo, la Roma in semifinale di Champions League. Sembrava un’impresa impossibile, quello che abbiamo fatto è unico e nessuno credeva che sarebbe stato possibile”.

Perché? Non avevi detto che la Roma aveva una possibilità per realizzare la remuntada?
“Cosa altro si può dire in conferenza stampa? Voglio essere onesto: pensavo che vincere contro il Barcellona sarebbe stata una cosa ottima. Ma solo quando eravamo sul 2-0 ho iniziato a credere alla qualificazione. Perché avvertivo che avevamo più fame, che continuavamo a correre e a pressare. Quanto fisicamente che tatticamente, e l’allenatore ha optato per il modulo perfetto, stavamo meglio del Barça. Volevamo davvero le semifinali, invece il Barça si sentiva al sicuro dopo il 4-1 al Camp Nou. Ma nel calcio non puoi mai rilassarti”.

Sei consapevole che accade una volta nella vita?
“Sì, è qualcosa che non vedremo a breve di nuovo. In realtà, tutta la nostra stagione in Champions è stata incredibile. Nella fase a gironi, abbiamo superato squadre contro Chelsea e Atletico Madrid , tutti erano sorpresi che avevamo vinto il girone. E allo stesso modo di eliminare il Barça ai quarti di finale… vinto! E nessuno parla dei rigori che c’erano per noi al Camp Nou”.

Al Camp Nou eri in tribuna, perché il colpo preso contro il Bologna in campionato ti causava dolore?
“Ovviamente ero frustato, non tanto perché ero a Barcellona, ma perché da bambino sogni di giocare queste partite. Se non puoi giocare fino al giorno prima della partita, allora ti arrabbi. Avrei voluto essere in campo, non in tribuna”.

Come stai ora?
“Ancora ho un piccolo problema, c’è sangue intorno al nervo per questo non posso muovermi senza dolore. Ora lo sopporto”.

Meglio, martedì c’è la semifinale. Soddisfatto di aver pescato il Liverpool?
“No, secondo me il Liverpool è la squadra più dura tra le tre. Non perché abbia più qualità di Real Madrid e Bayern Monaco, ma perché è una squadra che ci mette molto impegno e non ha nulla da perdere. Mi creda, sarà molto difficile. Il Real e il Bayern avrebbero potuto sottovalutarci, come il Barcellona, ma nel Liverpool ci sono guerrieri, un po’ come noi”.

Roma sta sognando la finale di Kiev…
“Sognare non fa male. Dobbiamo crederci ora che siamo in semifinale”.

Se vincerai ti tatuerai la Coppa?
“Sì (ride, ndr), però solo se vinciamo”.

Hai sentito Salah recentemente?
“Anche lui non riusciva a credere che avevamo vinto contro il Barcellona. Su Instagram ha scherzato sul fatto che ascolteremo per molto tempo Manolas dire che aveva segnato il gol vittoria. Sarà bello rivedere Momo, avevo un bel rapporto con lui. Non posso criticarlo, è un ragazzo buono, dolce e rispettoso, e un ottimo giocatore”.

Salah è la rivelazione della Premier League. Notevole no? È cambiato dall’anno scorso a Roma.
“Non mi sorprende, ha sempre avuto queste qualità. L’unica differenza è che ora ha più opportunità. Forse ha imparato ad essere freddo sotto porta”:

O sono peggiori le difese in Premier League?
“È possibile, ma Momo anche la scorsa stagione poteva segnare 30 gol. Lui è un vincitore, sono un suo fan”.

Sei in semifinale di Champions League ma non automaticamente al Mondiale?
“(Ride, ndr) Non lo deve chiedere a me, spero di poterci essere, ho dimostrato di poter essere un giocatore importante per la nazionale”.

Se devi scegliere: Champions League con la Roma oppure il Mondiale con il Belgio?
“Dico Champions League perché il Belgio ha ancora un cammino lungo da percorrere per diventare campiona, la Roma invece è già in semifinale”.

Il giorno prima dell’amichevole contro l’Arabia Saudita, Martinez le ha permesso di lasciare la Nazionale per ragioni personali.
“Quel giorno persi mio nonno, otto anni dopo la morte di mia madre ed era l’unico parente che mi era rimasto della famiglia di mia madre. Ho voluto dirgli addio, lo sentivo spesso. Avevo paura di non giocare contro l’Arabia Saudita se avessi saltato l’ultimo allenamento, ma quando sono andato dall’allenatore per chiedergli il permesso di lasciare il ritiro lui mi ha detto «vai, ci sono cose più importanti del calcio». Mi ha permesso di assentarmi anche il giorno successivo, questo mi ha dimostrato che è un allenatore sensibile a queste situazioni, ha un buon lato umano”.

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