Il centrocampista della Roma Radja Nainggolan ha concesso una lunga intervista ai microfoni del Romanista.

Il belga ha parlato soprattutto del nuovo tecnico giallorosso, Eusebio Di Francesco“Volete sapere qual è la dote che maggiormente riconosco a Di Francesco? La grande personalità. Sapeva che era difficile sostituire Spalletti, ma non ha avuto problemi, ci ha spiegato le sue idee e le sta portando avanti con molta decisione. È molto concentrato sulle cose che ci sono da fare. E giocare contro il suo Sassuolo, soprattutto all’Olimpico, vi garantisco che non è stato facile per niente. Troppe chiacchiere su di lui, ma tanto sapete come funziona nel calcio. Hanno messo in mezzo anche Pallotta, che non ha detto niente di male sull’allenatore. Di Francesco ha le sue idee, è giusto che sia così, noi giocatori ci siamo messi totalmente a disposizione, non può essere ancora tutto perfetto, ci vuole un po’ di tempo e di pazienza per vedere il gioco che ha in testa lui. Di sicuro l’anno scorso è stata una bella annata, col record di punti, eccetera eccetera. Ma è un capitolo chiuso. Sono andati via giocatori importanti, lo sappiamo, ma quando cambi tanti elementi ci vuole solo tempo, per far inserire i nuovi e per avere il gioco che vuole l’allenatore”.

Da trequartista con Spalletti, ma adesso ritorno a centrocampo per Nainggolan: “Per me dieci metri più avanti o più indietro non cambia niente. Dove gioco gioco. Mica voglio negare che lo scorso anno sia stata la mia miglior stagione, ho fatto tanti gol e tante partite importanti. Ma io ho sempre fatto la mezz’ala, ora devo solo riuscire a riabituarmi a quel ruolo. Io non sono un trequartista, di solito quelli che giocano lì sono quelli alla Ronaldinho. Il mio ruolo l’anno scorso è stato frutto di un’invenzione di Spalletti e si è rivelata perfetta per me. Ma ora sono tornato al vecchio ruolo e anche questa posizione è perfetta per me. Stiamo parlando del nulla”.

Infine, sul calendario: “Sono le partite giuste per mostrare le cose migliori. Il Verona arriverà qui con le ossa rotte dopo il 5-0 subito in casa, ma in fondo non hanno niente da perdere. Siamo noi a dover sfruttare al massimo questa combinazione di impegni, dobbiamo vincere e dimostrare che siamo in grado di giocare un bel calcio. Allo stadio ancora non c’è tanta gente. Con l’Atletico era mezzo vuoto. Quando l’Olimpico ruggisce è più bello, spaventa gli avversari e carica noi. Ma sta a noi riconquistare il nostro popolo, dobbiamo fare risultati in serie e sono sicuro che la gente tornerà. Intanto è tornata la Curva e la differenza già si sente”.

CONDIVIDI
Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008