Roma, le cinque mosse di Paulo Fonseca per la rinascita giallorossa

Fonte: LaPresse

Da Luis Enrique a Fonseca passando per i vari Garcia, Andreazzoli etc, sono stati tanti i cambiamenti in casa Roma da quando James Pallotta è alla guida del club capitolino. Eusebio Di Francesco, dopo la semifinale di Champions conquistata nell’aprile del 2018, sembrava essere l’uomo perfetto per dar vita ad un lungo corso ed invece, dopo un mercato estivo privo di senso tattico e logico, ha dovuto lasciar spazio a Claudio Ranieri come traghettatore.

Dopo un’estate infuocata per via degli addii di De Rossi e Totti e le diverse critiche per la scelta del nuovo tecnico, a Roma è approdato il tecnico portoghese ex Shakhtar tra i dubbi dell’ambiente giallorosso. Arrivato con l’appellativo di Zeman 2.0, Fonseca sta letteralmente dominando la piazza dei lupacchiotti eliminando ogni tipo di critica attraversola conquista di risultati utili consecutivi. Cosa è cambiato con il tecnico nato in Mozambico?

DOMINIO TOTALE

Ho un problema serio, non sopporto fisicamente vedere le mie squadre difendersi“. Con queste parole, pronunciate durante la conferenza stampa di presentazione, Fonseca aveva già creato diversi allarmismi tra i propri tifosi suscitando anche diverse critiche. Invece, dopo circa due mesi di gioco, la vera spiegazione di tale frase risiede tutta nell’impostazione della partita: la Roma impone continuamente il proprio gioco creando, in alcune occasioni, un vero e proprio dominio rischiando, naturalmente anche qualcosa in difesa. Ci si concentra maggiormente su un possesso palla volto a far uscire le difese avversarie per poi dar vita ad un gioco offensivo basato sulle avanzate dei terzini e soprattutto sull’imprevedibilità degli esterni. Puntando tutto sul leader offensivo Edin Dzeko.

UNA SQUADRA DI LEADER

Una delle novità più importanti e belle portate da Fonseca in questi suoi primi mesi giallorossi è la forte coesione creata all’interno del gruppo. Non ci sono seconde linee, anzi, la squadra gioca con elementi che fanno sentire la propria appartenenza a questi colori in ogni occasione. Il caso emblematico è relativo alla situazione infortuni che ha visto diverse modifiche nello scacchiere iniziale: con le assenze a centrocampo, Gianluca Mancini da difensore centrale è stato avanzato sulla mediana portando a casa diverse prestazioni positive e giocando come se avesse fatto tale ruolo per diversi anni. Edin Dzeko e Aleksander Kolarov, veterani ormai della Roma, sono sempre di più i capitani silenziosi pronti a prendersi le proprie responsabilità e la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà. Il cambiamento principale, però, sta nei giovani sempre più centrali nel progetto di Fonseca e pronti a crescere continuamente sotto la guida del proprio tecnico.

FONSECA-PETRACHI: SIMBIOSI TOTALE

A differenza degli altri anni, il calciomercato estivo della Roma ha evidenziato uno stretto rapporto tra il Tecnico ed il proprio direttore sportivo Gialunca Petrachi, entrambi vogliosi di rilanciare la squadra giallorossa. La conferma arriva dagli acquisti effettuati, tutti sotto la visione completa del mister e volti a rafforzare l’organico già presente. Potremmo parlare dei vari Veretout, Smalling, Spinazzola ma il vero capolavoro è stato compiuto nella metà di agosto, ovvero il rinnovo di Edin Dzeko. Con questa mossa, infatti, il duo giallorosso ha dato un segnale forte alla piazza riguardo gli obiettivi della stagione e la volontà di tornare ad essere grande e ai vertici del campionato. Con l’attaccante bosniaco pronto a sposare l’Inter di Antonio Conte, Fonseca non ha mai ritenuto necessario metterlo fuori rosa, anzi ha aumentato il proprio corteggiamento facendolo sentire al centro del progetto e leader assoluto del reparto offensivo. L’ex Ds del Torino, invece, ha saputo resistere alle avanzate nerazzurre sicuro del lavoro che stava effettuato il proprio allenatore.

LA RINASCITA DEI GIOCATORI

Se l’anno scorso alcuni giocatori generarono diverse critiche per il loro percorso con la maglia della Roma, quest’anno invece hanno tolto ogni dubbio riguardo le loro qualità. Innanzitutto bisogna parlare di Bryan Cristante: arrivato a Roma dopo una stagione brillante con l’Atalanta di Gasperini, sotto la guida di Di Francesco ha incontrato diverse difficoltà sopratutto per via del cambio ruolo che non lo vedeva più trequartista ma mezza’ala. Con la cura Fonseca, invece, non solo è diventato un mediano a tutti gli effetti ma ha saputo dar maggior sicurezza al reparto grazie alla propria velocità nell’impostazione della manovra e al lavoro svolto in simbiosi con l’ex centrocampista della Fiorentina. Proseguendo troviamo Justin Kluivert, arrivato come figlio d’arte ha incontrato diversi problemi soprattutto in merito all’ambientamento e alla sua giovane età ma, già da queste sue prime giornate, ha mostrato una buona crescita mentale e fisica andando a segno anche 3 volte.

LA CRESCITA DI ZAN10LO

Nicolò Zaniolo è sicuramente la ciliegina sulla torta, fino ad ora, della Roma di Fonseca. Il giovane centrocampista, infatti, si sta adattando perfettamente agli schemi tattici del portoghese come un vero leader. Il cammino è ancora lungo ma l’ex Inter sta dando prova di aver raggiunto una maturità tale da consentirgli paragoni con il primo Francesco Totti: entrambi trequartisti hanno dovuto svolgere diverse mansioni in mezzo al campo. Zaniolo sta giocando come esterno offensivo portando a casa 4 goal nelle ultime 4 gare e, rispondendo sopratutto alle critiche di chi lo vede ancora una giovane promessa. Oltre alla crescita mentale, il giovane talento continua a lavorare sul proprio fisico mostrando un importante massa muscolare che gli permette di superare i diversi contrasti che subisce durante la partita.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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