Roma-Juventus: primi campanelli d’allarme per Pirlo?

Andrea Pirlo - Conferenza Stampa Presentazione Juventus U23 - Foto Juventus FC

Alla fine ad uscirne con un punto guadagnato è stata la Juventus. Questo non tanto per il fatto che ha giocato per mezz’ora in inferiorità numerica, ma perché contro una squadra più organizzata, cinica e propositiva i bianconeri sarebbero usciti dall’Olimpico con le ossa rotte. È vero che con i “se” e con i “ma” nel calcio non si va lontano, ma è doveroso fare alcune precisazioni in vista di partite più complicate rispetto ad una Roma in difficoltà e soprattutto mai intenzionata ad alzare clamorosamente il ritmo o intensità, soluzione che probabilmente in superiorità numerica per un terzo di gara avrebbe potuto fare la differenza.

Modulo e relativi problemi

A destare subito qualche dubbio è stata la disposizione in campo. Pirlo ha optato per il 3-4-1-2 con qualche variazione rispetto al match contro la Sampdoria: subito dentro Morata con Ronaldo, Kulusevski spostato a destra mentre Cuadrado posizionato a sinistra. Stessi uomini a comporre il trio difensivo e il centrocampo. Andiamo a vedere nel dettaglio sul campo quali sono stati i problemi riscontrati dai bianconeri nel match contro la Roma.

Kulusevski fatica

Lo svedese era alla prima esperienza in carriera da esterno tutto fascia e il risultato si è visto. Dejan, nato in Primavera come mezzala offensiva e cresciuto in Serie A come esterno offensivo, tende spesso ad accentrarsi per dialogare o rimanere alto com’era abituato a fare al Parma. Come si può vedere, infatti, nella prima azione rimane troppo alto in pressione lasciando un grosso vantaggio in termini di spazio a Spinazzola che alla fine non viene cercato. Stessa cosa nella seconda azione dove si accentra troppo dopo uno scambio con McKennie lasciando successivamente in solitaria Pedro.

Cuadrado fuori ruolo

Da un esterno all’altro. Anche la collocazione di Cuadrado ha fatto storcere il naso a molti, così come la prestazione del colombiano, parecchio limitata. Partiamo dal presupposto che l’ex Fiorentina e Chelsea non ha mai disputato una gara da terzino/esterno sinistro nelle ultime sei stagioni se non in amichevole contro la Colombia nel 2018. Tornando al presente, quando parliamo di prestazione limitata, ci si riferisce al fatto che Cuadrado non è mai riuscito ad andare al cross: si tratta della prima volta dal 2017. Anche in fase difensiva non ha dato l’apporto richiesto mettendo in difficoltà il trio difensivo.

La Juve ha concesso troppo

Se con la Sampdoria era passato inosservato visto il risultato, con la Roma è nuovamente emersa la difficoltà d Rabiot a giocare davanti la difesa. Il francese, tecnicamente molto educato, risulta troppo lento e poco cattivo in certe situazioni regalando occasioni d’oro agli avversari. Anche la prestazione di McKennie non è stata brillantissima: meno esplosivo della scorsa giornata e perennemente marcato. Annullando di fatto i due mediani, la Roma è andata più facilmente il gol raccogliendo meno di quanto seminato per la poca freddezza di Dzeko e compagni. Se prendiamo i dati relativi agli expected goals, il valore della Roma è più alto della Juventus proprio in virtù delle grandi occasioni avute e non concretizzate come l’uno contro uno di Mkhitaryan e il palo di Dzeko.

Conclusioni

Ci si poteva soffermare anche sulla prestazione di Morata, ma considerando che è arrivato da poco ed era alla prima partita si può rimandare il discorso anche se quella dell’Olimpico è stata una serata negativa per lo spagnolo. In definitiva, la Juve e Pirlo dovranno ripartire da questa partita analizzando i primi campanelli dal’allarme in vista del Napoli, squadra in fiducia e con tutte le qualità necessarie per far male a questa Juventus.

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