Roma, De Rossi dice addio. La città saluta un’altra bandiera

De rossi

De Rossi lascia la Roma a fine stagione. A mezzogiorno la conferenza del capitano giallorosso

E’ un fulmine a ciel sereno quello che ha colpito la città di Roma questa mattina. La Roma, tramite i suoi social, ha annunciato l’addio di Daniele De Rossi. Il capitano giallorosso lascerà la capitale alla fine di questa stagione.

A causa del mancato accordo per il rinnovo, il centrocampista cercherà un’altra destinazione. All’estero, forse in America. A 36 anni De Rossi è pronto ad iniziare una nuova avventura. Non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco. E in futuro, chissà. “Ho sempre detto che potrebbe piacermi allenare. Il dirigente non mi attira particolarmente, ma qui a Roma potrebbe avere un senso diverso”, le sue parole in conferenza stampa.

Nel frattempo, però, c’è un ultimo obiettivo da raggiungere con la maglia della lupa: la Champions League. Da capitano, De Rossi vorrà lasciare la propria squadra nei migliori dei modi. Farà di tutto per riuscirci. Domenica, 26 maggio, il centrocampista giocherà l’ultima partita con la sua Roma. I suoi tifosi sono pronti ad applaudirlo, abbracciarlo, quasi sicuramente con le lacrime agli occhi.

Un altro figlio di Roma è al termine della propria esperienza nella capitale e, dopo l’addio di Totti nel 2017, l’Olimpico si prepara. 18 anni per una maglia, per una fede, per degli stessi colori: la serie A saluta forse l’ultima bandiera del calcio italiano, nella stessa stagione del ritiro di Sergio Pellissier, un altro giocatore che ha dato tutto per la propria maglia, quella del Chievo.

Indipendentemente dalla posizione in classifica e dal blasone, dalle simpatie o meno, si tratta di due addii che fanno male e colpiscono. Il tempo sta passando, le cose cambiano. Il calcio riflette questo perpetuo divenire. Arriva un momento in cui il fisico e la mente chiedono altro. E quando arriva questa consapevolezza, è giusto farsi da parte(anche se nel caso di De Rossi non è stato proprio così, “se fossi stato dirigente- ammette il ragazzo– me lo sarei rinnovato il contratto” ).

Ad averlo capito è Pellissier, lo sa bene anche Francesco Totti. Ci sarà sicuramente anche lui all’ultima partita di Daniele de Rossi, “capitan futuro”. Nel 2017, l’ex attaccante giallorosso, nel giorno del suo ritiro, ha consegnato ufficialmente la fascia a Daniele. Ora De Rossi dovrà fare lo stesso. A chi? Facile pensare che il prossimo erede sarà Florenzi. Romanista vero. Forse non altissimo, ma con le spalle forti. Il goal con la Juve, e la successiva esultanza, è solo l’ultima testimonianza di quanto il ragazzo tenga alla maglia, di quanto senta i colori giallorossi. Ma non è l’unico.

“Il romanismo è qualcosa che conta molto per noi, qualcosa di importante ed è in mani salde: Pellegrini e Florenzi. Possono portare avanti un attaccamento alla maglia. Cristante viene dal nord, però dà l’anima in allenamento e in campo e io ne vorrei 100 come lui: non è necessario il romanismo per essere capitani di questa squadra”, ha dichiarato il centrocampista ai microfoni della stampa. Chiaro, sincero, diretto.

Da Totti a Florenzi, passando per De Rossi, il futuro della Roma è in mano ai romanisti. Chiamatelo senso di appartenenza. Il futuro è e sarà nelle mani di chi sente il peso della propria maglia. I tifosi possono stare tranquilli.

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