Roma, Fonseca osa: una squadra arrogante per l’Europa

Fonte: LaPresse

Il derby di domenica contro la Lazio ha tracciato un solco imprescindibile nella Roma di Paulo Fonseca: in campo va solo chi sta meglio e chi interpreta al massimo i propri principi e la propria filosofia di gioco.

L’allenatore portoghese, infatti, ha plasmato la squadra andando anche contro le gerarchie che da anni vivevano all’interno della rosa giallorossa , dimostrando a tutti che la vittoria collettiva viene prima di ogni singolo giocatore.

UNA NUOVA PARTENZA…DAL BASSO

Il primo punto della rivoluzione romanista parte dal basso, o meglio, dalla difesa. La continua diatriba su Alessandro Florenzi ormai è giunta alla conclusione, tanto che il giocatore tuttofare è pronto a trasferirsi in Spagna tra le file del Valencia, squadra che gli ha assicurato maggior minutaggio in virtù anche degli Euro2020.

Il dato più eclatante, però, è quello relativo allo stacanovista Kolarov: l’ex Manchester City e Lazio, infatti, sembrava essere il punto di riferimento della squadra giallorossa e per il proprio tecnico sia per la propria esperienza che per le prestazioni messe in campo in ogni giornata. Invece, con l’avvento del 2020, qualcosa sta cambiando e anche il serbo potrebbe essere una “vittima” della strategia di Fonseca.

RIFONDARE DAL BASSO PER ANDARE IN ALTO

Florenzi e Kolarov, in virtù delle scelte del tecnico giallorosso, hanno lasciato il proprio posto a Davide Santon e Leonardo Spinazzola. Il primo, infatti, garantisce maggior copertura rispetto all’ex Crotone mentre l’ex Juventus è in uno stato di forma impressionate e ciò gli garantisce di macinare chilometri durante la partita.

E’ proprio in base a queste caratteristiche che la sfida contro i biancocelesti è stata il preambolo di una nuova Roma pronta ad affrontare il girone di ritorno con maggior consapevolezza e spavalderia.

L’impostazione iniziale parte da dietro con una difesa a tre con Santon pronto a rimanere basso e l’ex Atalanta, invece, largo insieme ad Under sulla linea di centrocampo per garantire maggiore ampiezza.

Non c’è paura di sbagliare: gli esterni puntano continuamente il proprio avversario creando superiorità numerica e tante occasioni da fruttare. L’esempio lampante è il duello visto domenica tra Under e Lulic che ha visto il turco vincere diversi dribbling scalfendo la difesa laziale.

In fase di non possesso, invece, la regola principale è quella di pressare continuamente bloccando le principali fonti di gioco dell’avversario tramite un centrocampo ben organizzato con i vari Pellegrini e Veretout e un trequartista, a rotazione, pronto a coprire l’Half-spaces.

LE TANTE VITE DEL FONSECHISMO

Inizialmente i due pareggi con Genoa e Lazio avevano già rilevato i principali problemi della squadra giallorossa: l’uscita del pallone dalla difesa avveniva in maniera caotica ed inefficace e proprie queste evoluzioni negative costituivano la prima falla difensiva. La sconfitta casalinga contro l’Atalanta segna il primo cambiamento in casa Roma per evitare di risultare vulnerabile in ogni singola azione avversaria. Si rinuncia alla discesa di un mediano tra i centrali difensivi in fase impostazione ed, al tempo stesso. si mantiene un terzino bloccato in difesa per rimediare ad eventuali errori.

I diversi infortuni hanno spinto l’ex Shakhtar a rimodulare il proprio schema offensivo portando i diversi trequartisti come Perotti e Pastore a svolgere mansioni da mezz’ala garantendo maggior libertà di gioco a Zaniolo che, grazie ai propri strappi e alle proprie qualità sotto porta ha saputo conformarsi come una vera seconda punta.

Per il resto, invece, c’è la continuità delle giocate di Lorenzo Pellegrini negli ultimi 25 metri e la solidità di Edin Dzeko sempre più leader dei giallorossi.

Naturalmente l’allenatore dei capitolini ha saputo anche mostrare un’umiltà contro squadre che limitavano al massimo il proprio gioco. Contro l’Inter di Antonio Conte, Fonseca ha sin da subito evidenziato la capacità dei nerazzurri di partire dal basso con la propria manovra disponendo una squadra “su misura” per evitare contropiedi o verticalizzazioni.

VERSO LA CHIUSURA DEL CALCIOMERCATO

Gli infortuni in casa Roma sono stati il vero ostacolo da superare: ad oggi, con gli infortuni di Zaniolo e Diawara, Fonseca ha dovuto gettare le proprie speranze nelle mani di Petrachi e Fienga per avere maggior scelta all’interno della Rosa. Gli arrivi di Villar, Ibanez e Perez sono volti ad allungare la “coperta” senza creare, al momento, alcun cambiamento nella formazione iniziale.

Bisogna anche dire che nel momento in cui le diverse defezioni potevano destabilizzare l’andamento della stagione, Fonseca ha saputo tirar fuori il meglio dai propri elementi; basta pensare a Gianluca Mancini che da difensore centrale ha saputo svolgere in maniera impeccabile le mansioni da mediano per diverse giornate.

Tutto ciò è avvenuto senza mai snaturare il proprio credo e la mentalità offensiva che da luglio imprime nei propri giocatori: “Non sopporto fisicamente vedere le mie squadre difendere”

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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