Roma, Fonseca e la Serie A: da Zeman 2.0 ad una difesa più coperta

Fonte: LaPresse

Paulo Fonseca, tra lo scetticismo più totale, continua a conquistare punti con la sua Roma. L’ennesima rivoluzione giallorossa, partita quest’estate con gli addii di Francesco Totti e Daniele De Rossi, sta pian piano raggiungendo la forma voluta dal nuovo tecnico portoghese e dal nuovo direttore sportivo Petrachi.

Il dato più importante, però, è il cambiamento graduale che l’ex Shakhtar sta mettendo in campo. Partito con un spirito totalmente offensivo: “Ho un problema serio, non sopporto fisicamente vedere le mie squadre difendersi”, Fonseca sta producendo una sua italianizzazione calcistica.

ZEMAN 2.0

Il precampionato della Roma ha dato diversi punti: a suon di goal e di fiducia dell’ambiente giallorosso, Edin Dzeko ha rinnovato il suo contratto con il club capitolino, diventando il vero leader della squadra tanto da strascinarla in queste prime partite di campionato. La vera preoccupazione sta nel reparto difensivo orfano di Kostan Manolas, assenza mai colmata dalla dirigenza secondo i tifosi della “Magica”.

Con un gioco orientato verso l’attacco, i principali sostenitori si aspettavano l’acquisto di un difensore rapido e capace di sopperire i contropiedi degli avversari dato il modo di difendere alto. Gli errori commessi contro il Genoa e contro la Lazio hanno spinto Fonseca a rivalutare il proprio Modus Operandi e di adattare la propria filosofia calcistica al campionato Italiano.

LA SVOLTA TATTICA

Il primo clean Sheet in Serie A contro il Lecce di Fabio Liverani ha evidenziato il primo passo del tecnico giallorosso verso un’idea di rivoluzione. Innanzitutto vi è ancora il dubbio riguardo la titolarità della coppia difensiva: Smalling e Mancini danno sicurezza ma l’esperienza di Fazio può comunque aiutare il mister ad affrontare sfide più delicate. Sugli esterni, oltre alla certezza Kolarov, i vari Florenzi e Spinazzola si sono ben immedesimati nel credo di Fonseca anche se bisogna correggere alcune lacune soprattutto negli ultimi minuti della partita. A livello tattico la squadra di James Pallotta attacca portando avanti un tridente sorretto da due trequartisti mente sul fronte difensivo, in fase di non possesso, si adopera un 4-4-2 o un 4-1-4-1, a seconda della fase di gioco dell’avversario e con il sacrificio degli esterni offensivi e con Veretout pronto a fare da scudo alla difesa.

MENTALITA’

La Roma debole psicologicamente dello scorso anno è ormai un solo ricordo e la sfida contro il Bologna è l’esempio lampante. C’è una squadra che lotta su ogni pallone e che non molla di un centimetro per tutti i 90 minuti, mettendo in pratica un buon calcio per gran parte della sfida.

Non a caso, infatti, il risultato più roboante è avvenuto in Europa League, competizione che Fonseca non vuole trascurare e dove può vedersi la propria idea di calcio contro squadre pronte a dare il tutto per tutto pur di passare la fase a gironi.

Le correzioni sono all’ordine del giorno anche se qualcosa sta cambiando. Il vero e proprio successo sarà quello di adattare la Roma alla classica tipologia di gioco italiano senza, però, snaturare le idee del proprio tecnico.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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