Dopo un lungo calvario passato a causa di un grave infortunio al ginocchio, Alessandro Florenzi è finalmente tornato ad assaporare il campo, andando anche in gol nell’amichevole giocata contro la Chapecoense.

L’esterno della Roma, intervenuto ai microfoni di Sky, ha parlato di quanto il calcio gli abbia regalato e quanto sia felice di aver intrapreso questo mestiere: “Sono contento di fare questo mestiere. Non so cosa avrei fatto d’altro, forse il barista, perché lo fanno un po’ di miei amici. Scherzo, non so, ma penso che avrei lavorato nel mondo della ristorazione”.

Il ricordo dell’infanzia:
“Il primo ricordo, se penso al calcio, è legato a quando giocavo da bambino nella Pozzolana, al centro sportivo di Acilia, dove i miei genitori avevano il bar. Il pallone è la cosa che mi ha accompagnato per primo nella vita”.

Il suo rapporto con il calcio:
“Per me è stato sempre importante il valore della squadra, il valore del gruppo, soprattutto, è la cosa che secondo me ti fa vincere o perdere un campionato, piuttosto che una competizione. Penso che la frase dello scrittore uruguaiano Eduardo Geleano: per spiegare a un bambino cos’è la felicità gli darei un pallone per farlo giocare, sia perfetta per spiegare il concetto di gioia. Questo è quello che il calcio mi ha dato. Io sono felice quando ho un pallone tra i piedi”.

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Ho 22 anni e nella vita studio, per l'esattezza frequento la facoltà di Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II di Napoli. Sogno di vivere un giorno grazie al giornalismo sportivo. Amo la musica e suono la chitarra da circa dieci anni. Redattore anche di IamNaples.it

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