Con l’addio di Szczesny tornato all’Arsenal alla fine del prestito, i riflettori della porta della Roma saranno puntati tutti su Alisson, che ha vissuto la scorsa stagione come secondo portiere all’ombra del polacco ed ora pronto a dimostrare il suo valore.

Durante il ritiro di Pinzolo Alisson si sta allenando con grande costanza ed impegno per convincere fin dall’inizio il suo nuovo allenatore Di Francesco e ai microfoni di Roma Radio ha parlato della sua esperienza in giallorosso, spiegando come sia difficile il ruolo del portiere:

Noi portieri dobbiamo lavorare di più, se sbagli è finita, punto sempre a dare il massimo e ho una grandissima voglia di vincere. Sarà un anno speciale per me, sia i tifosi che la Roma hanno fiducia in me e voglio dimostrare chi sono senza deluderli”

DIFFERENZA CON IL BRASILEIn questo anno con Savorani ho imparato molto a lavorare sui piazzamenti e come gestire la palla, questa è la differenza con il calcio brasiliano. Sono cresciuto molto anche con i piedi, in Europa è un fattore importante per i portieri

SCELTA DEL RUOLO Mi è sempre piaciuto e sono cresciuto col mito di mio fratello che fa anche lui il portiere. Ho provato a fare un allenamento fuori dalla porta ma c’è troppa confusione, quindi ho preferito rimanere tra i pali. Ora mio fratello gioca in Portogallo (Belenenses, ndr) gli consigliai io di venire in Europa, qui si vive in maniera diversa

PEROTTI Ha sempre voglia di vincere, è una caratteristica degli argentini, sono sportivamente cattivi ma ci ha aiutato nella qualificazione in Champions League. Con il Genoa fu una partita strana, era il Totty-Day e Diego ha lavorato anche per quel momento”

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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