L’attaccante della Roma Edin Dzeko ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport nell’ambito della rubrica I signori del calcio: “Non avevamo molto tifo a inizio stagione. Ovviamente uno stadio così grande come l’Olimpico è più bello quando è pieno. L’abbiamo visto contro la Juve e vorrei che ogni partita fosse così, perché per noi giocatori in campo è molto più facile quando i tifosi ci sostengono fino in fondo. Totti? Siamo persone diverse e lui è una leggenda della Roma. Questa è l’unica cosa che si può dire su di lui. Come giocatore è una leggenda in tutto il mondo, come persona l’ho conosciuto ed è un ragazzo davvero gentile. È Francesco Totti, quello che gli succede in campo è sempre vissuto con grande emozione”.

Il centravanti giallorosso ha proseguito: “Ogni attaccante vuole segnare il maggior numero di gol possibili. La mia prima stagione non è stata molto buona, ma abbiamo già parlato abbastanza della mia prima stagione. Me la ricordano tutti e io voglio solo concentrarmi sul futuro, come ho fatto quest’anno. Ovviamente aver segnato così tanti gol è un risultato fantastico per me. Tutti questi gol non sarebbero stati possibili senza la squadra e tutti i giocatori che mi hanno dato così tanti assist perfetti. Spalletti è stato molto importante. Lui vuole giocare un calcio offensivo e mi ha insegnato cose nuove, come attaccare sempre lo spazio, perché in Italia è più difficile, i difensori giocano più stretto e stanno più indietro che in Germania o in Inghilterra. Qui si difende meglio. Quindi se vai incontro alla palla e non verso la porta è difficile segnare. Ovviamente è stata una persona fondamentale per il mio successo- Una volta ho detto che mi piacerebbe giocare per Mourinho. Lo chiamavano “Special One” in Inghilterra. È speciale, ha vinto così tanti trofei con squadre diverse. Ho sentito molto di lui da altri giocatori che hanno giocato per lui e tutti dicono cose belle di lui”.

L’attaccante bosniaco ha parlato dell’episodio che ha visto coinvolti Senad Lulic e Antonio Rudiger: “Conosco Lulic meglio di chiunque. Non penso sia razzista. Perché ha detto quelle cose? Devo essere onesto, non l’ho mai chiamato per chiederglielo. Forse era arrabbiato perché aveva perso la partita, anche se ovviamente ha sbagliato a dire quelle cose. Gli altri soffrono per queste dichiarazioni. Come dicevo prima, lo conosco bene e so che non è razzista, ma a volte bisogna mantenere la lucidità anche dopo le partite quando perdi, non si possono dire certe cose”. A riportarlo è VoceGiallorossa.

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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