Roma, Di Francesco: “Mancata lucidità e cattiveria, non possiamo prendere certi gol”

Di Francesco

La Roma perde in casa contro la Fiorentina commettendo così un altro passo falso in una stagione caratterizzata da troppi alti e bassi. il tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco ha commentato la sconfitta con i viola ai microfoni di Roma TV.

La partita? È stata una costante quest’anno: quando si pensa di aver raggiunto alcune sicurezze le stesse si perdono. Abbiamo sviluppato anche manovre interessanti. Nel finale ci siamo un po’ intestarditi. Non abbiamo avuto cattiveria sotto porta. Anche in allenamento dico ai ragazzi che se non si segna si sbagliano le cose più semplici”.

A volte si gioca alto e si cerca di fare certe cose. Stiamo pagando cose in maniera impressionante: è successo sia a Bologna sia contro il Barcellona. Non possiamo permetterci di prendere gol in certe situazioni. Loro hanno portato 3 punti a casa. I numeri sono dalla nostra ma servono a ben poco. Poca lucidità sul primo gol? È una situazione differente rispetto a un’azione. Jesus deve andare a cercare l’uomo e bisogna andare a vedere dove potrebbe essere il pericolo. Invece di accorciare siamo lì ad aspettare. Poi come uno tira la palla passa sotto alle gambe di tutti. Quando non gira, non gira. Avremmo potuto fare molto meglio. Se bisogna far capire ai calciatori di dover fare qualcosa in più? Sì. La cattiveria non si compra. Nel primo tempo avremmo dovuto accompagnare con più uomini. Peres ha fatto una buona gara, avremmo dovuto sfruttare meglio la sua vena. Nel finale c’è mancata lucidità e quello è stato l’errore”.

Il problema è mentale, come si allena? Quello che mi fa rabbia è che questo momento sembrava essere stato superato e invece a volte ci ricadiamo. Gli errori sono anche nelle letture e si migliorano solo con l’allenamento, non conosco altri rimedi. Doppia faccia tra Champions e campionato? Me lo chiedo, a volte è casualità, oggi bisogna ragionarci sopra un po’. Anche sul secondo gol abbiamo perso un pallone velenoso. Dobbiamo alternarci tra il corto e il lungo. Bisogna cercare di giocare dentro per andare fuori. Simeone era chiuso da due e Alisson poteva uscire in modo un po’ differente”, riporta Tuttomercatoweb.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo