Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, ha presentato così nella consueta conferenza della vigilia il match che attenderà domani sera i giallorossi contro il Qarabag, gara cruciale per il passaggio del turno. A riportare la conferenza stampa di Di Francesco è VoceGiallorossa.it.

Perotti e Nainggolan?
“Saranno entrambi convocati, siamo molto felici. Stiamo valutando Kolarov, era uscito un po’ affaticato. Credo che anche lui quasi sicuramente ci sarà”.

Pensate a un regalo dell’Atletico?
“Pensiamo solo alla nostra gara, il nostro destino passa dalle nostre mani, poi quel che sarà sarà. L’obiettivo è vincere”.

Rischi dell’incontro di domani?
“La gara va aggredita, voglio partire in modo determinato e rischi saranno inferiori. Loro hanno fatto molto bene in trasferta, hanno fatto capire di non essere la squadra della prima partita contro il Chelsea. Sappiamo che se giochiamo con la nostra forza possiamo vincere”.

Quant’è cambiata la sua squadra dall’andata?
“Tanto, ma bisogna dare valore a quella vittoria, inizialmente sottovalutata. Fa capire che vincere fuori casa in Europa non è mai facile. Abbiamo preso forza e consapevolezza, le parole di Daniele sono emblematiche”.

Passare il turno domani sarebbe un risultato normale o sarebbe oltre le aspettative?
“Aspettiamo domani, preferirei rispondervi alla prossima conferenza. È giusto dare questa risposta nell’oggettività. Pessimismo? C’è sempre stato, questo passaggio darebbe più forza al lavoro che stiamo facendo. All’interno della squadra sono sempre stato ottimista”.

Quinta partita in 17 giorni per la Roma, Sarri ha detto che l’Inter fa uno sport a parte. Come ne pensa?
“A riguardo, dico che credo che ognuno di noi vorrebbe giocare in Champions, è il nostro lavoro. Non mi pongo il problema, cerco di ottimizzare al meglio gli allenamenti, voglio andare avanti e giocare ogni tre giorni, sapendo che può toglierci qualcosa ma darci anche soddisfazioni. Sono felice di lavorare meno sui concetti e giocare di più”.

Ieri ha detto che è pronto a cantare con la curva, si sente di fare questo voto?
“È un piacere. Io canto sempre, quando non mi vedete. Prima e dopo la partita, il mio appello è questo. Ho scelto di entrare nei social per eliminare i profili falsi, li userò con molta parsimonia, non aspettatevi tantissimo. Credevo di poter inviare un messaggio alla gente”.

Florenzi ha giocato con la SPAL, Bruno Peres domani non può giocare. Non ha pensato di correre un rischio?
“Se non corri rischi non fai l’allenatore. Ho visto Florenzi in crescita, volevo dargli continuità, non volevo fermarlo per la sua consapevolezza del ruolo. Abbiamo avuto l’opportunità di lavorare difensivamente e volevo che mettesse in campo i concetti. Scelta un minimo rischiosa, l’ho voluta fortemente”.

Alla vigilia di un traguardo così importante, c’è uno scoglio che ha superato con particolare orgoglio?
“Ribadisco che lo scoglio più grande è dentro lo spogliatoio. Daniele ha parlato del gruppo, il voltare le spalle ai compagni non significa giustificarli, significa fargli capire il perché ed eventualmente bastonarli. Nelle grandi famiglie bisogna accettare quello che si fa, cercando di superare le difficoltà. La difficoltà era entrare nella loro testa, le parole di Daniele sono quelle che mi confortano di più. Bisogna avere la capacità di trattare le difficoltà, mi auguro di essere a buon punto”.

Chi sceglierebbe tra le squadre con cui contendersi il titolo?
“Mi interessa in modo relativo. È prima l’Inter? L’Inter”.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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