Daniele De Rossi, centrocampista della Roma, ha parlato proprio sul sito ufficiale del club giallorosso spiegando: “Credo di essere una persona equilibrata. È il mio carattere. Ogni tanto, ho un po’ macchiato questa immagine con quelle uscite di foga. Adesso anche in campo riesco a controllarmi meglio.”

“La fascia da capitano? Qui la gente ha bisogno di vedere un capitano romano- spiega il campione del mondo -, che sia tale non solo per il numero di partite giocate, ma per l’attaccamento profondo alla maglia e alla città. Vincere a Roma? È difficile perché ci sono società più potenti a livello economico e con più storia. Si sa, vincere aiuta a vincere. La Juve sta avendo uno strapotere finanziario certo, grazie allo stadio ma anche grazie a come gestiscono il capitale umano che hanno a disposizione. Cercare di superare la Juve? Gli siamo sempre stati dietro negli ultimi anni. Passargli davanti sfiora l’impossibile, ma ci proviamo, non abbiamo mai mollato. Partiamo alla pari con tutti. Il ritiro? Ho sempre pensato che sarebbe molto bello se io finissi a Roma. Mi piacerebbe vivere, con le dovute proporzioni, una giornata come quella che ha conosciuto Francesco il 28 maggio. Sarebbe bello vivere un saluto così intenso con i tifosi, anche per me. Non so quando, non so come.

“Cosa fare dopo il calcio? Sono molto combattuto, perché da una parte mi piacerebbe viaggiare, mi piacerebbe vedere il mondo, mi piacerebbe sentirmi libero di fare programmi a lungo termine. Con questo lavoro sei sempre vincolato e non vorrei accadesse lo stesso dopo, se restassi nel calcio. Io allenatore? Negli ultimi anni mi sto rispondendo di sì sempre più spesso. Anche perché ho avuto degli allenatori che mi hanno affascinato moltissimo durante la mia carriera. Mi sembra bellissimo essere un leader che guida venti giocatori che lo seguono in maniera assoluta. Di Francesco? Mi trovo bene, l’ho conosciuto tanti anni fa. Lui era il De Rossi di allora e io ero il Gerson, il Pellegrini. Ero molto piccolo ed è sempre stato un compagno di squadra che esercitava la leadership in modo corretto, quello con più esperienza che tratta bene e insegna ai giovani.”

“Totti? Lo vedo partecipe, con il mister e anche con Monchi. Mio padre mi ha raccontato che gli ha chiesto del settore giovanile, si informa ed è una risorsa importante. Una esperienza come quella di Totti in una società non ce l’ha nessuno. Qui stiamo parlando di un figlio di Roma – conclude De Rossi – che può fare delle cose gigantesche”.

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