A margine di un evento realizzato a Boston dalla ICC, Daniele De Rossi, capitano della Roma ha rilasciato questa lunga intervista riportata da tuttomercatoweb: 


“La partita con la Juventus è una partita importante, che nella nostra città più che a Torino porta molta pressione. Probabilmente per un amichevole l’atmosfera sarà diversa ma vogliamo preparare bene la prossima stagione, contro di loro sarà partita vera. Difficoltà maggiore nell’affrontarli? Sono organizzati in ogni reparto, è davvero difficile segnare contro di loro, sono fortissimi in difesa. Sanno quello che devono fare per non prendere gol. Ho trascorso tutta la mia carriera da calciatore sempre assieme a Totti, non so come sarà il mio futuro senza di lui. È qualcosa di diverso ma dovremo andare avanti. Ci mancherà, ci sentiamo ancora continuamente, lo faccio per non lo lasciarlo solo… Sarà diverso senza di lui, ma nulla di problematico, non lo dimenticheremo mai. Di sicuro quando ho iniziato a giocare in Serie A il livello del campionato era alto. Ma si può trovare molta qualità anche adesso, da 3-4 anni il nostro calcio è in crescita e il livello è aumentato. Dipende da come sei anche fuori dal campo, da come ti senti tutti i giorni e in allenamento. Il giorno in cui un giocatore più giovane di te corre più veloce di te devi renderti conto del momento. È una cosa alla quale faccio molta attenzione, non voglio essere in imbarazzo per le mie prestazioni. Sono cresciuto guardando mio padre che giocava, è stato naturale crescere in questo modo. Mi ha aiutato molto, anche nella nascita della passione per questo sport. Ho imparato il rispetto per gli allenatori e continuo ad osservare il suo modo di lavorare. Conte nel 2016 ha portato qualcosa di più grande rispetto a quelle che erano le nostre qualità: ha costruito un gruppo forte e molto legato nei suoi elementi Ventura può fare la stessa cosa, perché hanno un modo di lavorare molto simile e il nostro gruppo è affiatato. Penso che potremmo essere una outsider, come nel 2016, magari un po’ più fortunati rispetto alla sconfitta ai rigori con la Germania. Altri campioni oltre alla Juventus? Assolutamente no. Spero che continuino a vincere finché muoio, perché se perdono voglio essere io a vincere. È davvero dura competere con loro, hanno dimostrato di essere un grande gruppo. Noi proveremo a fare del mostro meglio, se ci avviciniamo sempre di più a loro vuol dire che stiamo facendo qualcosa di grande. Posso provarci per un altro paio di anni”.

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Mario Galterisi, caporedattore di Novantesimo. Architetto, laureato presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Graphic designer free-lance. Addetto stampa presso IBar Academy. Amo il calcio come poche cose ed è una delle poche costanti che trascende i miei interessi.

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