Si è disputata oggi alle 13.30 la conferenza stampa di presentazione di Cengiz Ünder, nuovo calciatore della Roma acquistato dall’Istanbul Basaksehir a titolo definitivo.

Il turco, affiancato dal dirigente sportivo Monchi, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in sala, rilasciando dichiarazioni riguardanti il campionato italiano, i primi giorni da calciatore giallorosso ed il rapporto con i vari componenti della rosa romanista, come il tecnico Eusebio Di Francesco.

Ecco le parole di Ünder, riportate anche da vocegiallorossa.it:

Cosa ti attrae e cosa ti spaventa di più del calcio italiano?
“Vengo da una lega simile a quella italiana, anche da noi si gioca forte, sia difensivamente che offensivamente. Quando c’è stata questa occasione ho accettato subito, mi abituerò a questo calcio forte col passare del tempo. Credo di non trovare problemi in futuro”.

Quali sono le tue prime impressioni sui compagni?
“Quando sono arrivato era il mio compleanno, all’aeroporto mi hanno accolto benissimo, mi è piaciuto molto. Non parlando per il momento l’italiano potrei avere qualche disagio, ma ho cominciato a fare lezioni e credo di impararlo al più presto”.

Ti senti pronto per fare il titolare? Cosa pensi quando dicono che sei il Dybala turco?
“Mi sento molto pronto, credo di aver dimostrato quanto fossi pronto quando giocavo al Basaksehir. Ho segnato 7 gol in un anno, ho dimostrato le mie qualità. Per il momento mi sento pronto, ma vedremo a lungo andare le mie qualità. Abbiamo avuto un bel periodo in America, ho anche segnato nel torneo. Fin dall’inizio mi sento pronto. Anche in Turchia mi chiamavano come Dybala per la somiglianza fisica, ma vi ricordo che sono Cengiz e ho le mie qualità. Mi ricorderete come Cengiz”.

Cosa vi siete detti con Totti? Che impressione fa arrivare dopo che ha smesso?
“L’ho conosciuto il secondo giorno che sono arrivato. L’ho visto almeno 10 volte. Anche perché vedevo molto i suoi video, tifavo per lui. Mi è dispiaciuto che abbia lasciato il calcio, avrei voluto giocare insieme a lui. Avrei potuto imparare molte cose da Totti, peccato”.

Con Di Francesco come ti trovi? Come comunicate? La nazionale ha cambiato CT ed è arrivato Lucescu, cosa ne pensi? Credi che sarai chiamato?
“Non vorrei parlare della nazionale. Conosco bene Lucescu, ma non ho mai giocato per lui, non so. Spero di essere chiamato per la nazionale turca, mi fa molto piacere. Con Di Francesco ci capiamo a gesti, giustamente non ci parliamo ma si fa capire coi gesti e io coi miei, non andrà sempre così. Ho già detto che prendo lezioni di italiano per migliorare, a breve saprò parlare italiano, credo”.

Quali sono le differenze che hai trovato tra il calcio italiano e il calcio turco?
“Qua si fa doppio allenamento, in Turchia non lo facevamo. Stiamo spesso in palestra e fisicamente sono più impegnato. In Turchia non si faceva così tanto. C’è più disciplina”.

C’è stato un momento in cui in Italia era molto importante il calcio turco. Con Emre o con Terim hai parlato per capire com’è fatto il calcio italiano?
“Ho parlato con Emre, tra l’altro ci conosciamo molto bene. A lui tengo molto. Mi sento molto fortunato per averlo conosciuto. Prima di venire qui ci siamo sentiti, mi ha detto che il calcio italiano è molto duro, come sempre. Però lui giocava a centrocampo, io gioco a destra. Abbiamo due ruoli diversi. Vedremo insieme le differenze”.

Anche Salih Uçan ha giocato qui per un breve periodo, hai parlato con lui? Cosa ti ha consigliato?
“Certo che ho parlato con Salih. Abbiamo lo stesso agente, ci conosciamo da vicino. Lui ha avuto degli infortuni, è stato sfortunato. Per lui è stato un peccato. Mi ha detto che mi adatterò in poco tempo, avendo il problema della lingua i giocatori mi si avvicineranno molto per poter velocizzare questo periodo di adattamento. Il mio obiettivo è restare qua e avere successi con la Roma, non è una scalinata per arrivare a una squadra migliore. Prima di dire una cosa del genere devo dimostrare, il mio obiettivo è essere un giocatore che piaccia, piacere ai tifosi romani e ai dirigenti”.

Senti di avere la personalità giusta per affrontare l’ambiente di Roma o devi migliorare?
“Prima di venire qui mi sono informato sulla cultura italiana e sull’ambiente che mi attendeva. Quando sono arrivato, la prima cosa che ho notato è che il cibo è simile. Finora non ho trovato nessun problema, non ho trovato nessuna situazione caotica, mi trovo molto bene. Sono felice. Vogliono fare amicizia con me, hanno buona volontà nei miei confronti e questo mi fa piacere”.

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