L’ambiente romanista è uno dei più particolari del calcio italiano, con giocatori che si sono legati a vita e giocatori che non sono mai entrate nelle grazie dei tifosi.

Vincent Candela è uno di quelli che ha preferito legarsi, come ha confermato nella sua intervista ad Eleven Sports. Queste le sue parole:

Ancora oggi è bello vedere i vecchi compagni, festeggiare eventi con loro. Gioco spesso a paddle con Totti, io e lui siamo su un livello simile, ce la giochiamo (ride, ndr). Con noi ci sono anche Fiore, Marchegiani e Di Biagio. Roma? Non è stata una decisione naturale rimanere qui. Ho subito avuto feeling con questa città e con i tifosi. Mi ha dato molto, ormai sono 22 anni che vivo qui. All’inizio è stata dura poi abbiamo vinto lo scudetto ed è diventato tutto più facile. Ho incontrato mia moglie e i miei figli sono nati a Roma. Ristorante? Li ho da una vita, anche nel 2001 ne avevo uno a Trastevere. Ora ne ho uno a Montecompatri (vicino Roma, ndr). Scudetto con la Roma o Mondiale con la Francia? Sono vittorie diverse. Il Mondiale con la Francia vinto in casa nostra è stato emozionante, anche se ero molto giovane e non ero titolare. Mi sentivo invincibile. Quello a Roma l’ho vissuto diversamente, non si vinceva da 20 anni e l’ho vissuto da protagonista, me lo sentivo mio come la città. Due grandi emozioni. Più forte io o Cafu? Lui è una leggenda, siamo diversi. Era un gran terzino, come Roberto Carlos e Maicon. Abbiamo vinto insieme, già essere messo sul suo piano è un complimento. Era un fenomeno. Ci completavamo, lui attaccava molto mentre io difendevo di più. Avversario più difficile? Ce ne sono stati molti, penso però che Ronaldo il Fenomeno era immarcabile

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