Rieti Calcio, racconto di una Serie C in preda all’anarchia e alla confusione

Serie C, tre gironi, 60 squadre. La vecchia Lega Pro continua a mostrare lacune organizzative per le molteplici squadre che si sfidano con l’obiettivo di raggiungere la tanto amata Serie B o per confermare la propria presenza in tale categoria anche per le future stagioni.

Non sempre, però, i sogni delle società e dei propri tifosi vanno di pari passo con i diversi sistemi burocratici che vigilano sull’andamento della competizioni.

COSA STA SUCCEDENDO AL RIETI?

La società laziale, solo poche settimane fa, ha evitato il fallimento effettuando il passaggio dalla poprietà Curci, protagonista della promozione dalla Serie D, all’ItalDiesel proprietà “fantasma” mai apparsa nell’ambiente reatino.

I disagi del club sono notevoli: la settimana appena conclusa, infatti, ha visto lo sciopero dei giocatori e del tecnico Bruno Caneo per via del mancato pagamento degli stipendi ( circa 135mila euro), dando vita così ad partita surreale contro la Reggina. La situazione, però, si mostra ancora peggio di quanto si potesse immaginare: in campo ci sono i Beretti e non la prima squadra, mentre in panchina il tecnico dei giovani amaranto-celesti visto che Caneo ed il suo vice Maschio si sono dati malati con annesso certificato medico. La partita si concluderà con il rinvio, anche se martedì arriverà l’ufficialità del 0-3 a tavolino a causa del tecnico Pezzotti che non possedeva la licenza Uefa B per guidare la propria squadra contro la capolista calabrese.

ITALDIESEL, DAI SOGNI DI GLORIA AL RISCHIO FALLIMENTO

Mentre tutto il calcio italiano resta sconvolto per la vicenda che ha colpito la squadra sabina, le due proprietà non fanno altro che condurre una diatribe legale a colpi di comunicati stampa. L’Italdiesel, infatti, si scaglia con l’ex Patron Curci incolpandolo di aver reso il club: “un malato che lui stesso ha portato in coma irreversibile”.

La domenica più buia del calcio reatino si è conclusa ma si porterà dietro conseguenze che potrebbero ostacolare maggiormente la stagione degli amaranto-celesti. Innanzitutto servono circa 300mila euro per uscire dalla crisi ma, al momento, si rischierebbe anche una penalizzazione e l’esclusione dalla competizione qualora si commettesse un’altra infrazione come un ulteriore gara a porte chiuse o un risultato da acquisire a tavolino.

In data odierna è avvenuto un incontro a Roma tra la pseudo società Italdiesel e Curci, con quest’ultimo pronto a riprendersi sulle spalle le macerie del proprio club.

SERIE C, NON E’ MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE?

Il presidente della Serie C Francesco Ghirelli, attraverso un nota ha voluto esprimere il proprio pensiero riguardo tale situazione: “Le nuove regole funzionano, consentono di difenderci meglio e di evitare disastri. Chi non è in regola deve sapere che qualcuno, nel solco delle regole, ci metterà la faccia, studierà tutto e proseguirà a fare pulizia. Quando abbiamo elaborato le nuove regole nessuno era così ingenuo da non mettere in preventivo che qualcuno tentasse di eluderle, con il sorriso dei banditi abituati a far fallire le società che pensano, o meglio sperano, di poter rientrare. Abbiamo lavorato in questi giorni tutti insieme, Gabriele Gravina, Umberto Calcagno, Renzo Ulivieri, Marcello Nicchi con un unico obiettivo, rendere normale il calcio, impedire la gogna, educare i giovani. Hanno perso i “furbastri”, chi nell’ombra spera di emergere, fregandosene del bene collettivo. Mi dispiace per i tifosi, lo so che soffrite ma noi abbiamo l’obbligo di far pulizia. Oggi non è un bel giorno perché non si è giocato, ma oggi siamo più forti. Come si può constatare con i fatti, in questi mesi non abbiamo scherzato. Stiano tutti tranquilli, non abbasseremo la guardia perché sappiamo che riformare non è semplice, ci vuole perseveranza e tempo. Vorrei auspicare che i banditi, i ricattatori, quelli che pensano solo al loro interesse “ particulare”, vengano ascoltati di meno“.

Naturalmente nessuno mette in dubbio l’importanza delle regole per disciplinare i comportamenti delle diverse società e della categoria, però la questione sorge spontanea: possibile che nessuno si sia accorto delle situazione inadeguata del Rieti? Possibile che situazioni analoghe come quella del Matera o del Pro Piacenza non abbiano insegnato nulla?

Si continua ad analizzare una competizione costruita con pochi soldi per tante squadre, molte delle quali vivacchiano per acquisire contributi o far crescere giovani con la speranza di concretizzare qualche plusvalenza, mentre per la restante parte si tratta solo di perdite economiche. La vera assenza che si nota è relativa ai controlli sui bilanci e sullo stato economico dei club, dimostrando per l’ennesima volta che non c’è un vero progetto ma solo confusione…forse troppa.

La situazione del club della regione Lazio è soltanto l’inizio di un effetto domino che getterà la Serie C nuovamente tra le critiche degli amanti di tale sport. Un ulteriore rischio, una vera bomba inesplosa, si trova in casa Avellino, guarda caso prossimo avversario del Rieti: pur avendo effettuato il cambio proprietà solo 12 mesi fa il club irpino vive già una forte crisi. In estate, però, il tribunale vigilava già sul futuro del club e nessuno ha fatto un passo per evitare questa sua lunga morte.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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