Riduzione stipendi Juventus: un segnale forte per un effetto domino?

Agnelli

Tra le mille polemiche nella settimana del derby d’Italia, le frecciatine tra presidenti e ministri e le richieste scellerate di tornare ad allenarsi nonostante la quarantena, il calcio italiano sembra aver dato il miglior segnale possibile al paese.

Sarebbe più corretto al momento dire la Juventus, una società che da anni sembra viaggiare su un treno ad alta velocità, prendendo decisioni e scelte che evidenziano la grande visione societaria: dallo stadio nuovo al cambio di logo, dalla valorizzazione del calcio femminile e nella seconda squadra alla collaborazione con adidas e Palace passando per l’investimento sugli eSports.

Il punto di questo articolo però non è elogiare la società bianconera, dinamica comunque doverosa da bensì sottolineare l’importanza di questo gesto e l’inevitabile effetto domino con conseguente presa di posizione da parte degli altri club di Serie A.

La scelta sugli stipendi e il comunicato della Juve

Partiamo dall’inizio. Verso le ore 20:00, la Juventus attraverso i propri canali ufficiali rende pubblica una nota della società sottolineando sin da subito l’intesa con calciatori e allenatore.

Il comunicato parla chiaro: «L’intesa prevede la riduzione dei compensi per un importo pari alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Nelle prossime settimane saranno perfezionati gli accordi individuali con i tesserati, come richiesto dalle normative vigenti. Gli effetti economici e finanziari derivanti dall’intesa raggiunta sono positivi per circa euro 90 milioni sull’esercizio 2019/2020. Qualora le competizioni sportive della stagione in corso riprendessero, la Società e i tesserati negozieranno in buona fede eventuali integrazioni dei compensi sulla base della ripresa e dell’effettiva conclusione delle stesse».

Le parole evidenziate in grassetto mettono in evidenza i temi chiari della Juventus ovvero la riduzione generale, nel dettaglio perfezionati in accordi individuali, che porteranno tra le altre cose anche un positività economica di 90 milioni. Importante anche la negoziazione in buona fede se si dovesse tornare a giocare che sottolinea la volontà comune di tutte le parti.

Le decisioni sugli stipendi dei club di tutta Europa

Se la Juventus è stata la prima in Italia, nel resto d’Europa sono già tante le squadre che hanno preso questa posizione. In Spagna l’Atletico Madrid si è aggiunto alla lista formata già da Espanyol e Barcellona tra le squadre che hanno deciso di tagliare gli stipendi.

In Germania invece Bayern Monaco, Borussia Dortmund, RB Lipsia e Bayer Leverkusen, i top club della Bundesliga, hanno offerto un aiuto alle società più in difficoltà nel fronteggiare l’emergenza Coronavirus rinunciando ao 12,5 milioni dei loro prossimi diritti televisivi e ad ulteriori 7,5 che verranno donati direttamente delle quattro società sopracitate.

Anche in Inghilterra viene registrato un gesto di grande umanità da parte del Leeds United del Loco Bielsa. La società, in accordo con giocatori e lo staff, hanno deciso di ridursi volontariamente gli stipendi per permettere il pagamento del salario al resto del personale che percepisce cifre ben al di sotto rispetto ad un calciatore. Teniamo in considerazione che il Leeds United milita in Championship, seconda divisione del calcio inglese.

Ora tocca al resto dell’Italia

Come detto, la speranza è che quello della Juventus non sia un segnale isolato, ma che esorti tutte le altre società ad attuare la stessa (o comunque analoga) procedura, senza perdere troppo tempo o aspettare ipotetiche concessioni da parte dei piani alti. Si tratta di un’iniziativa volontaria, già circolata come possibile soluzione, in un periodo però dove tra dubbi e perplessità si fa fatica a prendere una decisione. Dunque conviene far da sé per aiutare tutti.

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