A poco più di due mesi dall’annuncio ufficiale, Maurizio Sarri ha già dato la sua impronta alla rosa biancoceleste. 
Un ritiro precampionato intenso come mai nella storia recente, prestazioni in chiaroscuro nelle amichevoli e un mercato complicato sono i primi elementi della rivoluzione appena cominciata sulle sponde del Tevere.

Preparazione e amichevoli: Milinkovic Savic in grande spolvero 

La preparazione biancoceleste, prolungata su richiesta del nuovo mister, si è svolta per i primi 18 giorni in quel di Auronzo di Cadore in un’atmosfera entusiasta come non si vedeva forse dall’estate post-26 maggio.
In corso d’opera, alla rosa si sono aggiunti anche i nuovi acquisti (Kamenovic, Hysaj, Felipe Anderson,  Luka Romero) e Luis Alberto: il Mago si è fatto attendere qualche giorno, creando il primo “caso” del nuovo corso sarrista, rientrato quasi subito dopo un colloquio tra i due e con i compagni.

Fin da subito il Comandante ha richiesto lavoro con il pallone e doppie sedute quasi tutti i giorni. Intensità fisica, ma anche mentale con molti richiami verbali all’attenzione costante e colloqui individuali per ogni reparto: l’obiettivo è quello di far imparare a ciascuno i movimenti e la mentalità aggressiva, soprattutto in difesa e in attacco dove i due tocchi e la rapidità di pensiero sono un imperativo categorico. 

Nella prima amichevole la squadra vince e convince contro la Triestina, soprattutto nel primo tempo, ma subisce due gol evitabili su due disattenzioni. A fine ritiro, contro il Padova, arriva un anonimo pareggio 1-1: a far spazientire il mister è una squadra con poche idee e a tratti stanca.

Nelle due amichevoli relative alla seconda parte di ritiro, stavolta in Germania e blindato, la squadra appare molto sulle gambe nonostante nella prima contro il Meppen il pari sia un risultato forse bugiardo, per quanto possa contare nel calcio estivo, e nella vittoria di misura contro il Twente sia spiccata la prestazione di Milinkovic-Savic.

Il serbo è apparso in gran forma fin da subito, ha dimostrato di aver colto forse meglio dei suoi compagni i dettami di Sarri soprattutto nel gioco a due tocchi che ne esalta la qualità e ha servito ad Immobile la palla del gol vittoria grazie a una verticalizzazione geniale.

Il punto sul mercato: partenza sprint, poi l’immobilismo

Come detto, Sarri ha potuto contare in ritiro su alcuni nuovi innesti. Hysaj e Felipe Anderson sono due sue richieste esplicite e hanno fatto il loro; Kamenovic era stato acquistato come difensore di sinistra per il 352 di Inzaghi ed è apparso ancora troppo acerbo; Luka Romero è un talento di 16 anni strappato alla concorrenza di mezza Europa, ma ha bisogno ancora di molto tempo per strutturarsi.
Le premesse sono buone ma ci sono due problemi.

Il primo è che nel ritiro di Marienfeld nessun altro acquisto si è potuto integrare nei dettami tattici del mister. 
La rosa biancoceleste andava rivoluzionata a prescindere dall’allenatore vista la presenza di esuberi pesanti a bilancio e dell’alta età media: il passaggio da 352 a 433 ha esacerbato questa situazione, rendendo ancora meno utilizzabili giocatori come Fares (che, a dire il vero, non aveva neanche convinto nel suo ruolo) e ha costretto ad esempio Lazzari ad adattarsi a terzino, rappresentando ancora oggi un’incognita. 

Per completare la rosa mancano urgentemente un centrocampista (preferibilmente un mediano o comunque una mezzala di corsa) e almeno un esterno. Inoltre, anche la difesa necessita di rinforzi: le prime riserve di Luiz Felipe, la cui continuità fisica suscita alcuni dubbi, sono Patric e Vavro.

Volendo fantasticare ancora, infine, un terzino sinistro di ruolo per spostare Hysaj a destra; un esterno d’esperienza per fare “da chioccia” ai giovani Moro e Romero; un portiere che possa risolvere la situazione Strakosha (in scadenza 2022).

Il secondo annoso problema, strettamente legato al primo, è l’indice di liquidità: un rapporto tra attività e passività correnti che viene calcolato su base annuale e che se risulta maggiore di una determinata soglia (l’anno scorso 0.8, quest’anno 0.6) provoca sanzioni come il blocco del mercato per la successiva sessione.
Tale indice, già fido compagno della sessione estiva di calciomercato laziale 2020, ha bloccato il mercato di molte società italiane tra cui anche la Sampdoria, la Roma, il Napoli.

È a causa di questo indice che tutti i calciatori di cui abbiamo parlato sopra non sono in realtà ufficialmente della Lazio, non lo è neppure Radu il cui contratto in scadenza a giugno 2021 è stato rinnovato ma mai ufficializzato. 

Per sbloccare la situazione si hanno due possibilità a grandi linee: l’immissione di capitale fresco nella società e le cessioni.
La prima opzione non è praticamente mai stata presa in considerazione dalla società in 17 anni di gestione: anche se non si escludono interventi dell’ultimo minuto del presidente, è proprio l’obiettivo dell’autofinanziamento che ha permesso di avere sempre i conti in ordine in questi anni. 
Quindi la seconda opzione rimane la più percorribile.

La soluzione più realistica è vendere Correa che ha mercato e già da un anno ha chiesto di cambiare aria, ma Lotito lo valuta 40 milioni di euro. Il giocatore è un elemento di qualità che ben si sposa con il 433 di Sarri ed è apprezzato dal mister, ma non sembrano esserci molte possibilità di permanenza: il rischio crescente con il passare dei giorni, è quello di svenderlo a causa della stessa urgenza di risanare l’indice e tesserare gli altri completando la rosa.

Alla vigilia di Ferragosto i ragazzi di Sarri giocheranno l’ultima amichevole contro il Sassuolo.
Saranno interessanti le scelte del mister, che ha appena recuperato Luis Alberto dopo un piccolo problema fisico e che dovrà prendere una decisione definitiva, ad esempio, su chi sarà il vice-Immobile (Caicedo, più adatto ma in scadenza, o Muriqi, da rivalutare dopo l’investimento).

Una situazione, insomma, ancora in divenire con molte questioni da risolvere.
Mancano 9 giorni alla prima contro l’Empoli e l’entusiasmo è alle stelle: spetta all’ambiente, però, capire e dare tempo alla rivoluzione.

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Classe '99, sono di Roma e tifo Lazio. Attualmente studio Scienze Statistiche. Appassionato di calcio, della tattica e dei numeri.