Nella cornice del NSK Olimpijs’kyj di Kiev, teatro nelle ore antecedenti al match di un falso allarme bomba, va in scena la 63esima finale di Champions League tra il Real Madrid di Zinedine Zidane e il Liverpool di Jurgen Klopp.

Cinque i precedenti tra le due formazioni, di cui uno proprio nel match che assegna la Coppa dalle grandi orecchie: nella stagione 1980/81, i reds, trascinati da Kennedy, alzarono il trofeo della massima competizione europea battendo i blancos di Vujadin Boskov; ed è proprio il Liverpool ad avere la meglio negli scontri diretti, non avendo mai subito gol fino al 2014/15, stagione della decima galacticos: nel doppio confronto ai gironi uno scatenato Benzema e il Ronaldo del terzo pallone d’oro abbatterono gli inglesi, che quell’anno salutavano Steven Gerrard.

Terza finale da allenatore per Zinedine Zidane, che ha la possibilità di entrare nell’Olimpo della competizione: solo Ancelotti e Paisley, infatti, hanno conquistato per 3 volte l’ex Coppa dei Campioni, ma nessuno consecutivamente, record che potrebbe inaugurare il francese stasera: Ancelotti conquistò la terza proprio sulla panchina madrilena dopo le prime due col Milan, mentre il tecnico inglese vinse tutto con il Liverpool, seppur soltanto due di seguito. Dall’altro lato del campo Klopp è alla seconda finale: la prima volta per lui fu segnata dal gol di Robben a un minuto dalla fine, che fece sfumare il sogno-Champions al Dortmund, sorpresa della stagione 2012/13. A distanza di cinque anni, il tecnico tedesco può prendersi la rivincita con un’altra outsider, capace di eliminare Porto, Manchester City e Roma dopo i gironi terminati in testa alla classifica. E nei due precedenti contro il Real Madrid, la statistica sorride a Klopp: proprio cinque anni fa, il tecnico tedesco vinceva 4-1 al Westfalenstadion nella semifinale di andata, risultato che gli permise di passare comunque alla sfida decisiva nonostante la sconfitta del Bernabeu per 2-0.

Per conquistare la tredicesima Zidane si affida agli stessi undici di Cardiff: in attacco c’è la coppia Benzema-Ronaldo, coadiuvati alle spalle da Isco: in panchina resta Bale, oltre ad Asensio, autore del gol del 4-1 finale dello scorso anno ai danni della Juventus. Dall’altro lato del campo il Liverpool di Klopp, alla ricerca della sesta Champions League, schiera il tridente leggero Mané-Firmino-Salah.

ANALISI DELLA PARTITA

Ritmi subito alti, favoriti dalle incursioni di Salah e Manè, che al 7′ è trovato coi giri giusti da Firmino: azione chiusa perfettamente da Varane. Un minuto dopo è il portiere dei madrileni Navas a salvare sul duo Salah-Arnold, entrato in area con un’azione tutta di prima. Al 15′ risponde presente anche Ronaldo, che dal limite sfiora la traversa con un bolide dei suoi. Passano tre minuti e Van Dijk di poco non trova la porta su angolo di Salah, dopo aver sovrastato Navas. Al minuto 26 contrasto duro tra Sergio Ramos e l’egiziano dei reds, che cade male su una spalla: la stella del Liverpool sarà costretta ad abbandonare il campo pochi attimi dopo. Ad un minuto dall’intervallo Benzema sfrutta un tap-in dopo un colpo di testa di Ronaldo parato da Karius, ma il vantaggio madrileno è negato da Mazic, che ferma tutto per fuorigioco del portoghese. Nel recupero ancora la punta francese spaventa l’estremo difensore tedesco con un destro che sfiora il palo.

Al rientro dagli spogliatoi la musica non cambia: il Real sfiora ancora il vantaggio, trovando la traversa con Isco che con un lob supera Karius e centra il legno. Passano solo tre minuti, quando al 51′ il portiere degli inglesi rinvia sulla schiena di Benzema, con la palla che supera la linea lentamente per il vantaggio galacticos. Dura poco la gioia di Ronaldo e compagni: appena quattro minuti dopo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Lovren stacca più in alto di tutti, assistendo perfettamente Mané che deve solo toccare in rete. Zidane ha tanti assi nella manica e al 62′ inserisce Bale per Isco; al gallese bastano appena due minuti per ripagare il francese: cross dalla sinistra per l’ex Tottenham che in rovesciata trafigge Karius per il nuovo vantaggio Real. Il Liverpool è tutt’altro che morto e ancora con Mané sfiora il pareggio, trovando solo il palo con una rasoiata dal limite. Ronaldo potrebbe chiudere il match al 74′, ma davanti a Karius arriva Robertson che in rimonta riesce a sporcare il tiro del portoghese in angolo. I reds provano a riversarsi in avanti per il forcing finale con Milner allo scoccare dell’80esimo, ma tre minuti più tardi Bale trova la doppietta con un sinistro da fuori non irresistibile su cui Karius va malissimo. Dopo tre minuti di recupero Mazic manda le squadre negli spogliatoi: il Real Madrid mette in bacheca la tredicesima Champions League della sua storia, la terza consecutiva per Zidane che eguaglia il record di Ancelotti.

Real Madrid (4-3-1-2): Navas 6.5; Carvajal sv (37′ Nacho 6), Varane 6.5, Ramos 6, Marcelo; Modric 6.5, Kroos 6, Casemiro 6.5; Isco 6 (62′ Bale 8); Ronaldo 6.5, Benzema 6.5 (89′ Asensio) sv.

Liverpool (4-3-3): Karius 3; Alexander-Arnold 6, Lovren 6, Van Dijk 6, Robertson 6; Milner 6.5 (83′ Can sv), Henderson 6.5, Wjnaldum 6; Mané 7, Firmino 6.5, Salah sv (30′ Lallana 6).

Arbitro: Milorad Mazić (Serbia)

Marcatori: 51′ Benzema (RM), 55′ Mané (L), 63′ e 83′ Bale (RM)

Ammoniti: 82′ Mané

Note: 3′ di recupero in entrambi i tempi. Salah e Carvajal out per infortunio.

TOP 90ESIMO – Bale 8: entra dalla panchina e indirizza la partita in favore dei madrileni con una doppietta roboante.

FLOP 90ESIMO – Karius 3: due errori decisivi che regalano prima il vantaggio avversario e poi il definitivo ko, sintesi di una finale disastrosa da parte del portiere tedesco.

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.

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