Re Carlo l’intoccabile e la crisi del Napoli: cosa sta sbagliando Ancelotti?

ancelotti

Erano esattamente quattro anni che il Napoli non partiva così male in campionato: 18 punti in 11 giornate, 21 gol fatti e ben 15 subiti. Nel 2015/16 fu il “primo” Napoli di Maurizio Sarri a fare di peggio con soli 16 punti, arrivando poi al 2° posto a fine campionato.
Il paradosso? Stasera gli azzurri potrebbero qualificarsi agli ottavi di Champions League con due giornate d’anticipo.

E’ una situazione difficile da analizzare, proprio in virtù dell’eccellente cammino europeo fin qui; indimenticabile a tal merito il 2-0 casalingo contro il Liverpool, attualmente forse la squadra più forte d’Europa. Tuttavia, proviamo a snocciolare alcune questioni spinose, delle colpe da imputare a Carlo Ancelotti, apparso come difficilmente accade in affanno.

LE DIFFICOLTA’ D’ADATTAMENTO DI LOZANO

Partiamo subito da tasto dolente, dalle performance del colpo più costoso della storia del Napoli. Stiamo certamente parlando di Hirving Lozano, attaccante arrivato in estate dal PSV per ben 42 milioni.
Dopo il debutto “shock”, col gol dopo pochi minuti contro la Juventus, il messicano è calato vertiginosamente, non riuscendo mai a trovare la quadra nell’assetto tattico azzurro. Lozano è arrivato dall’Olanda da autentico mattatore della fascia, con 19 reti e 12 assist l’anno scorso, di cui ben 15 gol e 9 assist sulla destra, suo ruolo di competenza.
Eppure, Ancelotti a Napoli insiste col posizionarlo come seconda punta nel suo 4-4-2. Va riconosciuto all’ex PSV che le sue caratteristiche fondamentali sono la progressione a campo aperto e il dribbling nel lungo, qualità che non possono emergere nel suo attuale ruolo all’ombra del Vesuvio.

GLI ATTRITI CON INSIGNE E LA GESTIONE DEL RUOLO

Dopo l’inizio boom con la doppietta a Firenze, Lorenzo Insigne è entrato in un vortice di difficoltà a cui solitamente negli anni scorsi andava in contro nella seconda parte di stagione. Prestazioni incolori, screzi con Ancelotti e rapporto con i tifosi sempre più altalenante. Focalizzandoci sulle performances in campo, emergono difficoltà prevalentemente di natura tattica. Quest’anno Insigne, dopo l’anno da seconda punta, è stato spostato come esterno di centrocampo di sinistra, diversi metri più indietro rispetto al suo vero ruolo di ala pura; posizione da lui già ricoperta, ma con molte difficoltà sotto la guida di Rafa Benitez nel 4-2-3-1.
Lo spostamento all’indietro porta innanzitutto un maggior dispendio d’energie che lo porta inevitabilmente ad arrivare poco lucido sotto porta; diminuiscono contestualmente le chances da rete da lui create; infine, il raggio d’azione offensivo per lui è parecchio più limitato rispetto al solito. Possibili soluzioni? O ritorna in avanti, o meglio che si sieda in panchina. Null’altro.

LA CRISI DEL CENTROCAMPO PIU’ FORTE D’ITALIA

Piotr Zielinski, Fabian Ruiz, Allan Marques Loureiro e il promettente Elijf Elmas: nessuno in Italia può vantare cotanta qualità in mezzo al campo, neppure la Juventus dominatrice del campionato. Eppure, quest’anno anche qui stanno nascendo problemi. Il più in difficoltà è certamente Zielinski, vittima più del solito della propria discontinuità, a cui si aggiunge il gol che ancora manca. Inoltre, non giocare nel suo ruolo di mezz’ala, onere assente nel 4-4-2, lo penalizza eccome in entrambe le fasi di gioco.
Fabian è sempre il migliore del reparto, sebbene non stia brillando come quando sulla sinistra l’anno scorso era libero di danzare e incantare; oltretutto, hanno pesato alcune gare giocate sulla fascia destra.
Allan si è ripreso nelle scorse settimane dopo essere stato indietro fisicamente, ma adesso il brutto infortunio al ginocchio ha complicato il tutto.
Infine, Elmas alterna momenti di classe pura ad altri in cui palesa il suo essere solo un classe 1999. Certo, giocare sempre fuori posizione non lo aiuta, visto che lui è di natura un centrocampista offensivo, mentre a Napoli sta giocando più dietro rispetto ai suoi standard, o anche esterno di destra.

IL CASO GHOULAM E GLI STRAPPI NELLA COMUNICAZIONE

Che fine ha fatto Faouzi Ghoulam? Da terzino dominatore dell’out mancino ad autentico oggetto misterioso del Napoli di Carlo Ancelotti. L’anno scorso in teoria sarebbe dovuto essere l’anno del ritorno dopo il duplice grave infortunio al ginocchio, eppure ciò non è mai avvenuto. Quest’anno sono cinque le gare giocate, di cui solo una da titolare contro il Brescia. Successivamente, il tecnico di Reggiolo ha preferito dirottare Di Lorenzo a sinistra piuttosto che inserirvi l’algerino. A dare più pepe alla questione, Ancelotti sul mancato utilizzo di Ghoulam contro la SPAL lo scorso 27 ottobre: “Voi giornalisti volete far polemica. Il giocatore non gioca perché non è pronto”. Come può non essere ancora pronto? Pronto o no, polemica o meno, adesso si parla di problemi muscolari. Intanto, Ghoulam oggi è l’unico che non ci sarà contro il Salisburgo stasera…

UN MERCATO DISORDINATO E CON POCA CHIAREZZA

Chiudiamo con una “mezza” lancia spezzata a favore di Ancelotti in chiave scudetto. Premessa: siamo certi che, come accade in ogni grande squadra e con ogni grande tecnico, il mercato venga fatto in simbiosi o quasi tra dirigenza e guida tecnica. Concludendo la premessa, possiamo dire che nemmeno la scorsa estate ha consegnato una squadra completa per vincere il campionato.
Innanzitutto, è inaccettabile avere in rosa quattro centrocampisti, di cui un ’99 senza esperienza ad alti livelli, per ben tre competizioni; il quinto ci sarebbe pure, ma è Gianluca Gaetano, trequartista della Primavera su cui Ancelotti non ha mai realmente puntato per potergli consegnare lo status da quinto centrocampista.

E’ arrivato Lozano, colpo record da 42 miliioni di euro, giocatore puramente da 4-3-3, eppure il Napoli non ha neanche minimamente un regista per passarvi.
Manolas tra i migliori nella marcatura in Serie A, eppure non ha il cervello di Raul Albiol, strumento decisivo per guidare la linea difensiva; inoltre, il fragile fisico e i frequenti infortuni non lo aiutano di certo. Un vanto strappare Elmas alla folta concorrenza europea, però va messo a proprio agio tatticamente, altrimenti è inutile. Llorente ottimo colpo d’esperienza, ma solo se da lui non si chiede la doppia cifra.

Tra tanti dubbi e mille polemiche, il Napoli questa sera potrebbe qualificarsi agli ottavi di finale di Champions League con due giornate d’anticipo, evento mai successo nella storia azzurra. Eppure, siamo certi che i tifosi avrebbero preferito festeggiare tale storico traguardo tenendo conto di una situazione in campionato ben più rosea di quella attuale, col sogno scudetto che sembra invece essere già sfumato a inizio novembre.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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