Calcio e la NON lotta al razzismo: colpe e scelte discutibili da parte della FIGC

Sembra ieri che l’ex Presidente delle FIGC, Carlo Tavecchio, fece l’esempio di Opti Poba che mangiava le banane. Eppure quelle parole restano indelebili nella mente di molti appassionati di calcio ma è cambiato qualcosa da quel giorno? No. Lo scorso 26 dicembre, l’Italia, scopriva il razzismo a causa di alcuni “buuu” ai danni di Koulibaly da parte dei tifosi interisti. Diciamo però che la FIGC ha provato, anche se inutilmente, a cambiare le cose all’interno del sistema ma ha delle colpe da non sottovalutare.

Le colpe della FIGC e degli organi competenti ai danni dei veri tifosi

Come citato prima, il 26 dicembre è stato il momento più basso che una piccola parte della tifoseria nerazzurra potesse fare(e sono interista). Oltre a ciò che successe all’interno di San Siro, la FIGC ha preso in considerazione di annullare il “boxing day” anche a causa dell’ordine pubblico e della morte di Daniele Belardinelli all’esterno dello stadio milanese. I tifosi, quelli veri e passionali, si vedono privati di una data importante e sopratutto rilassata viste le ferie natalizie. Ciò ha comportato anche ad uno slittamento del termine del campionato di Serie A con gli Europei di questa estate, errore madornale dopo il flop Mondiale contro la Svezia e la voglia di rivalsa degli azzurri che si vedono negare un po’ di riposo anticipato ed un periodo di preparazione migliore.

La pena inflitta alla società nerazzurra fu pesante con un danno economico non indifferente. L’Inter avrebbe giocato a porte chiuse per due giornate aggiungendone una terza per la sola Curva Nord. La dirigenza milanese lanciò la campagna “BUU- Brothers Universally United” per cercare di sensibilizzare la tifoseria e lo scenario calcistico.

La FIGC, più di ammonire le società, squalificare i settori incriminati(non sempre), e chiudere gli stadi, non è riuscita ad attuare una politica anti-discriminatoria. Ogni weekend sentiamo i “buuuu” ed il problema è certamente culturale ma perchè devono pagare tutti e non pochi quei pochi stupidi? Questo è l’errore della Federazione. Punirne uno per educarne 100 ma molto probabilmente in quei restanti 99 una buona parte non partecipa ai cori, anzi tutt’altro.

Le sole sanzioni non servono a fermare il razzismo

Le sanzioni non sono utili, quello che serve è la discussione ed un piano preciso per poter arginare il problema. Gli annunci dello speaker allo stadio non servono poichè nessuno darebbe l’ok alla sospensione della partita rischiando di compromettere i servizi di ordine pubblico e l’incolumità degli spettatori.

Non si è fatto niente prima e non si è fatto niente neanche oggi dopo i fatti di Cagliari. La “tanto amata” Curva Nord, ha difeso i colleghi sardi con una lettera indirizzata a Lukaku.

Non siamo razzisti allo stesso modo in cui non lo sono i tifosi del Cagliari. Devi capire che in tutti gli stadi italiani la gente tifa per le proprie squadre ma allo stesso tempo la gente è abituata a tifare contro gli avversari non per razzismo ma per “aiutare le proprie squadre”.” Non oso immaginare il povero Romelu cosa ha potuto pensare durante la lettura di questa lettera ma di sicura non cose positive.

La Serie A sta per tornare e mi auguro che la FIGC si sia resa conto che il problema è serio e la mentalità di questi “tifosi” di certo non aiuta. Lo stadio non deve essere una tribuna politica o uno “sfogatoio”, lo stadio deve essere solo un luogo di aggregazione e possibilmente di festa. Quindi, cara Lega Calcio e organi federali, impegnatevi a trovare delle soluzioni utili e non solo di facciata.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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